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Ucraina, Macron lancia forza di rassicurazione. Sanzioni contro Russia restano

Da Redazione Ultimenews24.it
28 Marzo 2025
In Attualità
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Ucraina, Macron lancia forza di rassicurazione. Sanzioni contro Russia restano
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(Adnkronos) –
Una forza di rassicurazione in Ucraina per proteggere Kiev da future aggressioni della Russia. Intanto, mentre i negoziati verso la pace procedono lentamente, le sanzioni contro Mosca non si toccano. Sono i risultati del vertice di Parigi, tappa per coordinare l'azione europea in un quadro dominato dall'attivismo di Donald Trump e dal ruolo centrale degli Stati Uniti nelle trattative.  Il presidente francese Emmanuel Macron avanza sulla "forza di rassicurazione", a guida franco-britannica, che sarà composta anche da "altri Paesi europei" e che sarà dislocata non al fronte, ma "in alcune località strategiche" dell'Ucraina, come "elemento di dissuasione contro eventuali ulteriori aggressioni russe". 
Per cominciare a pianificare l'invio dei soldati, Macron e il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer hanno concordato di inviare in Ucraina nei prossimi giorni una missione franco-britannica, che dovrà lavorare con gli ucraini sia per rafforzarne l'esercito, prima "garanzia di sicurezza non solo per Kiev, ma per tutta l'Europa", sia per iniziare a preparare l'operazione, che dovrebbe essere dispiegata dopo un eventuale "cessate il fuoco" e che non avrà "compiti di peacekeeping". Al palazzo dell'Eliseo, in una giornata baciata da un bel sole primaverile, il presidente francese ha accolto una trentina di delegazioni, quasi tutte di Paesi europei (ma c'erano anche gli ambasciatori di Australia e Canada), nonché i due presidenti Ue, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, e il segretario generale della Nato, l'olandese Mark Rutte, l'unico ad arrivare a piedi. C'erano i leader della maggioranza dei Paesi Ue, inclusa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: mancavano Malta, neutrale, più Slovacchia e Ungheria, due Paesi che hanno una posizione sulla guerra in Ucraina e sui rapporti con la Russia molto diversa dal 'consensus' bruxellese. C'erano anche il Regno Unito, la Norvegia, l'Islanda e la Turchia (con il vicepresidente Cevdet Yilmaz), Paesi Nato non Ue.  Macron ha riconosciuto che, sull'invio di questa forza di "rassicurazione non c'è unanimità" tra gli Stati che si sono ritrovati a Parigi, alla corte di un presidente che dall'insediamento di Trump alla Casa Bianca si è distinto per il suo attivismo, ma ha aggiunto che "non occorre avere l'unanimità per inviare queste forze nel Paese invaso". Questa forza di rassicurazione, ha precisato, non andrebbe "a detrimento" della protezione del fianco orientale della Nato. E' noto che l'Italia, e non è la sola, ha una posizione prudente sull'eventualità di mandare truppe in Ucraina: come ha detto tempo fa il ministro della Difesa Guido Crosetto, Roma è disposta ad inviare militari, ma solo nel quadro di una missione Onu.  Dispiegare in Ucraina forze di peacekeeping solo europee, per Crosetto sarebbe "un suicidio", dato che sarebbe molto forte la tentazione per i russi di 'testare' le reazioni degli europei ad un attacco. Molti Paesi, ha detto Macron, desiderano che dietro l'invio di truppe europee ci sia un 'backstop' americano, ma il presidente francese ha precisato che l'Europa deve prepararsi ad "entrambi gli scenari", quello di una partecipazione degli Usa, in qualche forma, alla forza di rassicurazione, ma anche quello di una non partecipazione di Washington. Questo secondo scenario non è quello che l'Europa desidera, ma occorre "prepararsi" ugualmente ad affrontarlo.  Per Macron, il fatto che occorra cavarsela da soli "è una buona cosa per l'Europa", perché comporta "l'uscita dallo stato di minorità geopolitica" in cui l'Europa si trova da tempo. Il presidente francese ha concordato che "non è il momento di togliere le sanzioni alla Russia", lo stesso concetto espresso dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.  Piuttosto, secondo fonti dell'Eliseo, le sanzioni andranno inasprite se la Russia non dovesse acconsentire ad un cessate il fuoco completo e verificabile. Per Costa, cedere ora alla "tentazione" di alleviare le sanzioni sarebbe un "errore strategico" per l'Europa. Sull'eventualità che la Russia acconsenta a fermare le ostilità, Macron è parso scettico e ha previsto che il presidente americano, che ha sentito al telefono sia prima che dopo il vertice, si sentirà "tradito", quando non avrà ottenuto da Putin la "risposta chiara" che ha chiesto sull'offerta di cessate il fuoco, cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, presente a Parigi, ha acconsentito, anche dietro discreta pressione francese, inglese e tedesca, come ha indicato l'ex banker. Per Zelensky, l'Europa deve "dimostrare di sapersi difendere": inglesi e francesi, che qualcuno ha definito "i piccoli che vogliono diventare grandi", sembrano determinati a seguire il consiglio. Macron ha avuto modo di precisare che per l'invio della forza di rassicurazione in Ucraina "non occorre il consenso della Russia, ma basta e avanza il diritto internazionale, dato che non è Mosca che decide che cosa accade nel territorio ucraino".  
Il presidente francese si è anche augurato che il suo omologo cinese, Xi Jinping, svolga "un ruolo molto attivo" a favore della pace in Ucraina. La Cina non era presente al vertice, che ha riunito Paesi amici di Kiev, ma potrebbe entrare in gioco nel quadro di un eventuale invio di forze sotto egida Onu per garantire la fine delle ostilità. Riguardo infine ai beni congelati alla Banca centrale russa nei conti di Euroclear, in Belgio, il presidente francese ha spiegato che "non esiste la base giuridica" per poterli confiscare, perché il diritto internazionale non lo consente.  Pertanto, ha aggiunto, l'Ue ha deciso di usare i "ricavi" derivanti dal congelamento di oltre 200 miliardi di euro nei conti di una società di clearing per aiutare l'Ucraina, rispettando "il diritto internazionale". Naturalmente, ha notato, quelle ingenti somme congelate rientreranno poi, una volta finita la guerra, nelle trattative di pace e nella determinazione delle riparazioni di guerra che la Russia dovrà versare all'Ucraina. Sempre che le trattative di pace inizino davvero. Nel mentre, ad ogni buon conto, i "volonterosi" continueranno ad inviare aiuti all'Ucraina, e su questo tutti i partecipanti erano d'accordo, perché l'esercito di Kiev è la prima difesa dell'Europa, di fronte al revisionismo russo che ha trovato il suo campione in Putin. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
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