(Adnkronos) – Il 57% degli italiani sui social si esprime a favore del referendum sulla giustizia, che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo. E' quanto emerge dal report 'Giustizia e referendum', realizzato da Spin Factor, società leader a livello nazionale nell’analisi dei dati, consulenza e comunicazione politica e istituzionale, attraverso Human la propria piattaforma di web e social listening sviluppata interamente con algoritmo a base semantica italiana e integrata con l’Ai. Il report è stato realizzato in esclusiva per Adnkronos. I temi più citati quando si parla dell’argomento sui social sono: politicizzazione del referendum (33%), separazione delle carriere (26%), complessità del quesito (18%), sistema dei sorteggi per il Csm (8%). Le emozioni che emergono sono: fiducia (32%), scetticismo (26%), confusione (20%), speranza (11%), indifferenza (9%). LA FIDUCIA NEL SISTEMA – Dal report emerge che due italiani su tre non hanno fiducia nel sistema giustizia italiano. I temi più citati quando si parla dell’argomento sono: certezza della pena (28%), lentezza burocratica (26%), responsabilità civile dei magistrati (17%), casi di cronaca giudiziaria (13%), uso politico della giustizia (10%). Di diverso segno invece il sentiment sui magistrati che al 56% risulta positivo. IL SI' E IL NO SECONDO SPIN FACTOR – "Ad oggi l'orientamento degli italiani sul referendum è prevalentemente favorevole al sì e su questo risultato contribuisce in maniera determinante il sentiment negativo verso il sistema giustizia in generale", afferma Tiberio Brunetti, fondatore di Spin Factor. "Sono percepiti molto la mancanza di certezza della pena e la lentezza processi, inoltre il coinvolgimento emotivo su casi controversi di cronaca giudiziaria – da Garlasco alla cosiddetta famiglia nel bosco – generano una richiesta e un’aspettativa di cambiamento forte – prosegue – I sostenitori del 'sì' sono partiti prima nello spiegare le proprie ragioni agli italiani e la maggioranza di centrodestra – sostenuta sul tema anche da alcuni partiti centristi – ha l’occasione di portare a casa quella che potrebbe diventare la riforma bandiera della legislatura". "Il fronte del 'no', invece, appare ancora in fase di organizzazione e sembra non aver ancora identificato il focus su cui articolerà la propria campagna – conclude – La partita non è chiusa, ci mancano ancora due mesi e nelle prossime settimane si entrerà nel vivo del confronto, ma l’errore che sta commettendo chi si contrappone alla riforma sembra quello di tentare di politicizzare il referendum mischiando temi che attengono alla geopolitica internazionale e alla contestazione generale verso il governo".
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