(Adnkronos) –
Accettare che l'Iran possa imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz è "semplicemente inaccettabile. Non può accadere. Se ciò dovesse verificarsi nello Stretto di Hormuz, accadrebbe in altri cinque luoghi in tutto il mondo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel corso di una riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg. "Perché mai i Paesi di tutto il mondo non dovrebbero dire 'vogliamo farlo anche noi?'. Senza contare quanto quello Stretto sia vitale e cruciale per ogni Paese rappresentato qui oggi, ma francamente, anche per i Paesi non qui rappresentati, in particolare quelli dell'Indo-Pacifico", ha proseguito Rubio, secondo cui gli iraniani "stanno cercando, tra l'altro, di convincere l'Oman ad associarsi a loro in questo sistema di pedaggi". Per il segretario di Stato "non esiste al mondo un Paese che dovrebbe accettare una simile pretesa e non conosco alcun Paese al mondo che si dichiari favorevole a ciò – a eccezione dell'Iran, ovviamente – ma, in ogni caso, non c'è Paese al mondo che dovrebbe accettarlo".
Rubio ha quindi evidenziato che in questo momento, alle Nazioni Unite, è in discussione una risoluzione promossa dal Bahrain. "La risoluzione vanta il maggior numero di co-firmatari mai registrato per un testo presentato al Consiglio di Sicurezza. Purtroppo, un paio di Paesi membri del Consiglio di Sicurezza sta valutando la possibilità di porre il veto. Sarebbe un esito deplorevole. Stiamo tuttavia facendo tutto il possibile per costruire quel consenso globale necessario a impedire che ciò accada", ha proseguito. "Vedremo se le Nazioni Unite funzionano ancora. È in quella sede che cercheremo di ottenere un risultato concreto. Credo che quasi tutti i Paesi qui rappresentati oggi abbiano aderito come co-firmatari di tale risoluzione. E se non l'hanno ancora fatto, sono certo che lo faranno presto", ha aggiunto. Sui negoziati in corso con l'Iran "siamo in attesa di aggiornamenti sui colloqui attualmente in corso, ma si sono registrati lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c'è stato un certo movimento, e questo è positivo", ha dichiarato ancora il segretario di Stato americano aottolineando: "I principi fondamentali rimangono gli stessi: l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare. Semplicemente non può. Questo regime non potrà mai disporre di armi nucleari. E per garantire ciò, dovremo affrontare la questione dell'arricchimento". Quanto alla decisione degli Stati Uniti di rivedere la propria presenza militare in Europa non è una "misura punitiva", ha dichiarato. "E' evidente che gli Stati Uniti continuano ad avere impegni globali da onorare in termini di dispiegamento delle forze: ciò ci impone di riesaminare costantemente la dislocazione delle nostre truppe. Non si tratta di una misura punitiva", ha affermato Rubio, secondo cui si tratta di "un processo che proseguirà e che, ne sono convinto, ci permetterà di arrivare a decisioni in modo molto positivo e produttivo, grazie alla collaborazione con i nostri alleati. In fin dei conti, però – come in qualsiasi alleanza – il rapporto deve risultare vantaggioso per tutti i soggetti coinvolti". "Siamo qui per gettare le basi di quello che, a mio avviso, sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato". Lo ha dichiarato quindi Rubio concludendo: "Le opinioni del Presidente" ovvero "la sua delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati Nato e della loro risposta alle nostre operazioni in Medio Oriente, sono ben documentate. La questione dovrà essere affrontata. Non verrà risolta né affrontata oggi, è un argomento da discutere a livello dei leader".
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