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Legge elettorale, sprint del centrodestra: “Ok entro giugno”. Muro opposizioni

Da Redazione Ultimenews24.it
24 Maggio 2026
In Attualità
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Legge elettorale, sprint del centrodestra: “Ok entro giugno”. Muro opposizioni
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(Adnkronos) – Indicazioni di merito. E di metodo. Con una volontà esplicita di accelerare. "Al massimo". Il ministro Luca Ciriani delinea la road map della maggioranza sulla legge elettorale e annuncia che mercoledì i capigruppo del centrodestra chiederanno la calendarizzazione a giugno della riforma, con l'obiettivo di arrivare all'ok a Montecitorio entro la fine del mese. Ben prima quindi della pausa estiva, come si era detto fin qui. "C'è la volontà di accelerare al massimo l'approvazione. Dopo aver atteso le proposte del centrosinistra che non sono mai arrivate, il centrodestra ha deciso, naturalmente col consenso del Governo, di accelerare e quindi noi speriamo entro la fine del mese di giugno di poter approvare almeno in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale", spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento.  
Ciriani parla anche del merito della legge. "Vogliamo fare una legge proporzionale con una soglia di sbarramento non troppo elevata, con un piccolo premio di maggioranza, un premio di maggioranza proporzionale, che è un premio, coerente con le indicazioni che ha dato la Consulta, pertanto intorno al 42%. Ragioniamo per avere un premio che garantisca la stabilità e la governabilità senza mettere a repentaglio la possibilità del Parlamento di scegliere il Presidente della Repubblica in una logica la più ampia e la più condivisa possibile". Punti che sarebbero contenuti in un nuovo testo della maggioranza, atteso per lunedì. Il ministro non vi inserisce il nodo delle preferenze. "Noi di Fratelli d'Italia siamo assolutamente favorevoli" a introdurre le preferenze, ribadisce. "Anche su questo spero che nel lavoro di commissione si possa trovare uno strumento per rendere il meccanismo meno automatico".  Ma sul punto Nazario Pagano di Fi è netto: "I firmatari e i relatori della proposta di legge presentata dal centrodestra provvederanno nei prossimi giorni a migliorare il testo iniziale, affinchè possano essere risolti anche quei pochi aspetti della riforma che risultano essere deboli. Non mi risulta che tra le modifiche migliorative al testo della maggioranza siano state richieste le preferenze. Se poi sarò smentito dai fatti, lo vedremo ma non penso proprio", dice il presidente della Affari Costituzionali all'Adnkronos. Intanto lo sprint della maggioranza trova il muro delle opposizioni. "E' la stessa impostazione di arroganza istituzionale che si è già manifestato in occasione della riforma della giustizia poi sconfitta al referendum: mi metto d'accordo all'interno della maggioranza e poi…", osserva Federico Fornaro del Pd. 
Le ventilate modifiche, per il Pd "non cambiano l'impianto irricevibile della legge". Vale anche per i 5 Stelle. Lo ha detto ieri Giuseppe Conte: "A loro questa legge serve per rimanere imbullonati nei posti di comando. È improbabile, allo stato attuale, ottenere un radicale ripensamento di questa legge elettorale. Quindi non possiamo prestarci a ottenere una modifica su un singolo aspetto, per esempio l’introduzione delle preferenze, in un quadro complessivo che resta inaccettabile". C'è però chi consiglia un dialogo con la maggioranza. Lo fa Dario Franceschini, secondo cui andare a votare con il Rosatellum esporrebbe il centrosinistra al rischio di pareggio al Senato. Un rischio su cui interviene anche Ciriani: "Io credo che Elly Schlein abbia la legittima ambizione di fare il presidente del Consiglio nel 2027, ma con questa legge elettorale il rischio è molto concreto che lei non lo possa mai più fare, perché se il Parlamento è ingovernabile sicuramente non sarà il leader del Pd a tenere insieme una maggioranza che esce dai giochi di potere del palazzo dopo il voto". Parole che non sembrano fare breccia. Anche perchè nelle opposizioni cresce la convinzione che la maggioranza intenda approvarsi da sola la legge.  "Le indiscrezioni dicono che lunedì arriverà un nuovo testo della maggioranza. Se lo presentano, vuol dire che sarà blindato. Con buona pace degli inviti al dialogo…", dice il capogruppo di Avs in commissione Affari Costituzionali, Filiberto Zaratti. "Se fanno un 'Donzelli bis' vuol dire che hanno raggiunto un accordo, un loro precario equilibrio su un nuovo testo che non potrà quindi essere modificato, non si potrà cambiare nemmeno una virgola o salta tutto. Altrimenti avrebbero presentato gli emendamenti al testo orginario seguendo l'iter normale. Qual è la necessità di presentare un testo diverso che contiene unicamente quelle modifiche? Quello di blindare il testo. E quindi in commissione non accettare alcun emendamento. Con buona pace delle loro dichiarate e reiterate affermazioni di confronto e dialogo con l'opposizione. Insomma -dice Zaratti all'Adnkronos- una nuova forzatura grave da parte della destra, border line dal punto di vista isitituzionale, che saremo pronti a denunciare".  Il dem Fornaro aspetta di vedere il testo scritto nero su bianco mentre definisce "irrealistico" il timing delineato dal ministro Ciriani: "Segnalo al ministro Ciriani che le audizioni termineranno martedì prossimo, c'è da fare ancora la discussione generale, poi l’approvazione del testo base, c'è da mettere la tempistica sugli emendamenti e poi la discussione sugli emendamenti. Credo che una calendarizzazione a fine giugno sia irrealistica e volerla portare a casa in questi termini sarebbe un'ulteriore forzatura". Per Riccardo Magi "lo Stabilicum è in realtà il Porcellum di Giorgia Meloni: un Meloncellum. Maggioranza e governo affrontino la discussione parlamentare presentando emendamenti al loro pessimo testo senza forzature procedurali o nei tempi. La legge elettorale e' elemento fondamentale di un sistema democratico e non può essere stravolta ogni volta per seguire le esigenze di chi è al governo".  
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
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