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Nuova ricetta elettronica, AssoSoftware: “Dalla carta al digitale ma senza regia unica”

Da Redazione Ultimenews24.it
26 Maggio 2026
In Salute e Benessere
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Nuova ricetta elettronica, AssoSoftware: “Dalla carta al digitale ma senza regia unica”
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(Adnkronos) – La dematerializzazione della ricetta medica è uno dei passaggi più concreti della sanità digitale italiana. Dal 2025 l'obbligo di prescrizione elettronica riguarda tutte le ricette, comprese quelle bianche, cioè a carico del cittadino. "Non si tratta solo di sostituire un foglio di carta con un codice digitale: l'obiettivo è rafforzare il monitoraggio dell'appropriatezza prescrittiva, alimentare il Fascicolo sanitario elettronico e rendere leggibile la catena che collega medico, paziente, farmacia e sistema sanitario. Il passo in avanti è importante, ma l'attuazione mostra ancora una volta la distanza tra norma nazionale e applicazione nei territori. Il nodo è l'ultimo miglio. In sanità sono le Regioni a gestire il collegamento operativo con pazienti, medici, farmacie e strutture sanitarie, spesso attraverso infrastrutture proprie, procedure diverse e standard non omogenei. Questo obbliga operatori e software house ad adattarsi a modalità di accesso e funzionamento che cambiano da Regione a Regione". A fare il punto è AssoSoftware, l'associazione nazionale che rappresenta e tutela gli interessi di aziende che realizzano software applicativo-gestionale. "Il caso della ricetta bianca elettronica è emblematico. La cornice normativa è nazionale, ma l'applicazione passa attraverso una pluralità di soggetti: Sistema tessera sanitaria, Fascicolo sanitario elettronico, Regioni, aziende sanitarie, Ordini professionali, farmacie, medici di medicina generale, specialisti privati, strutture sanitarie e amministrazioni centrali. In questo intreccio – avverte l'associazione – restano colli di bottiglia: l'abilitazione degli specialisti privati al Sistema tessera sanitaria, la gestione delle anagrafiche, l'allineamento tra piattaforme regionali e nazionali, il coordinamento delle procedure operative. Il risultato è che un obbligo pensato per essere uniforme rischia di generare percorsi applicativi differenti, aumentando la complessità per chi deve sviluppare, integrare e usare i sistemi informatici. A questa frammentazione – rileva AssoSoftware – si aggiunge una resistenza culturale ancora forte. Una parte delle categorie professionali tende a percepire le innovazioni informatiche come nuovi adempimenti burocratici, più che come strumenti di semplificazione. E' una reazione comprensibile, ma non condivisibile, anche se il decisore pubblico deve tenerne conto quando implementa le norme e puntare sull'efficacia: se ben progettati, i software possono automatizzare attività ripetitive, ridurre gli errori, semplificare le procedure, far risparmiare tempo agli operatori e migliorare la qualità dei dati disponibili per il sistema pubblico. E dunque convincere anche i più reticenti". "C'è poi un tema di sicurezza. Le ricette bianche cartacee sono più esposte a falsificazioni e abusi, soprattutto quando riguardano farmaci delicati come benzodiazepine, psicostimolanti, analgesici oppioidi e sostanze psicotrope. La dematerializzazione diventa quindi anche uno strumento di prevenzione, perché consente controlli più efficaci e riduce le zone grigie – rimarca AssoSoftware – Per andare avanti servono dunque standard comuni, maggiore interoperabilità, procedure uniformi, una governance nazionale capace di coordinare il lavoro delle Regioni e un coinvolgimento reale degli operatori sanitari. La ricetta elettronica non è un dettaglio amministrativo: è una prova di maturità per l'intera sanità digitale italiana". 
—salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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