(Adnkronos) – "Oggi si registra un importante passo avanti culturale e organizzativo nella medicina, con un cambio di prospettiva significativo. Il ruolo dei ginecologi e delle società scientifiche come la Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) non si limita più alla sola attività clinica, di ricerca e formazione, ma si estende sempre di più a una dimensione multidisciplinare e di informazione rivolta all’intera società. Molte patologie, anche se oggi trattate in ambiti altamente specialistici, non possono essere affrontate efficacemente senza un approccio integrato tra diverse discipline. L'obiettivo non è più quello di trattare solo una singola malattia, ma di prendere in carico la paziente nella sua globalità. In questa prospettiva, la multidisciplinarità è centrale. E' fondamentale considerare sempre la presenza di comorbidità, cioè la coesistenza di più patologie, che richiedono il contributo coordinato di più specialisti". Lo ha detto il ginecologo Vito Trojano, presidente Sigo Ricerca e comunicazione, intervenuto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon. "Oggi esiste una collaborazione sempre più strutturata tra ginecologi, cardiologi, endocrinologi, neurologi e medici di medicina generale. Allo stesso tempo, anche i ginecologi sono coinvolti nella gestione di patologie che coinvolgono altri ambiti specialistici, in un continuo scambio professionale. Questo approccio – spiega Trojano- è particolarmente rilevante nella gestione della menopausa e delle sue conseguenze, come emicrania, ipertensione e disturbi cardiovascolari, che non possono essere affrontati in modo isolato". La vera differenza, sottolinea Trojano, "è tra 'curare' e 'prendersi cura': non si tratta solo di risolvere un singolo sintomo o una singola patologia, ma di migliorare complessivamente la qualità di vita della paziente, attraverso una presa in carico globale e coordinata".
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