(Adnkronos) – L’Italia ha quasi ottomila chilometri di coste, un'importante tradizione marinara e una leadership mondiale nella produzione di yacht di lusso. Eppure, per molti cittadini italiani, andare per mare resta ancora un privilegio più che una possibilità concreta. È questo il paradosso al centro del secondo numero del 2026 della rivista “Lega Navale”, in distribuzione da oggi ai soci abbonati e disponibile per tutti online sul sito leganavale.it, che dedica il suo approfondimento di apertura alla domanda più urgente per il futuro del diporto: esiste davvero una nautica popolare in Italia? Tra gli articoli proposti, un’analisi tecnica sulle novità introdotte dalla legge 70/2026 sulla "Valorizzazione della risorsa mare", tema su cui si sofferma il Presidente della Lega Navale Italiana, Donato Marzano, nel suo “Punto Nave”, evidenziando alcuni aspetti critici per le organizzazioni non profit, a fronte di uno scenario che vede crescere gli incidenti in mare. “Nei Centri d’Istruzione Nautica – scrive Marzano – curiamo la preparazione dei nostri soci all’andar per mare su ogni tipo di imbarcazione, con istruttori esperti, insegnando loro a non trascurare nulla, ad approfondire il meteo, a rimandare l’uscita se non opportuno, a controllare sempre il proprio mezzo, a ispezionare con cura le dotazioni di sicurezza. Quanto riportato nell’articolo 16 – prosegue il Presidente della LNI – costituisce un ostacolo al regolare prosieguo della formazione nautica dei CIN e quindi alla diffusione della sicurezza in mare. Un ostacolo, ma perfino un’offesa, anche per la fraseologia utilizzata, alla tradizione ultracentenaria della LNI nella formazione nautica, che la Lega Navale, come ente pubblico, cura dalla sua nascita”. Dalle pagine dedicate alle contraddizioni del diporto nautico fino al valore, spesso sottovalutato, dell’economia della vela in Italia, il nuovo numero invita a guardare il mare non come privilegio per pochi, ma come spazio aperto, accessibile e generativo per l’intero Paese. Tra i servizi, il racconto della macchina organizzativa e del lavoro invisibile che rende possibile un’importante regata d’altura come la “RomaRiva”. Da Palermo la decima edizione di “Una Vela Senza Esclusi” e il Trofeo “Lega Navale-Rete Nautici d’Italia”, manifestazioni che hanno coinvolto decine di velisti con disabilità e studenti, trasformando il porto della Cala in un laboratorio di sport e solidarietà. Si parla anche di “Universal Design” e nautica per tutti con una riflessione su porti, marine e imbarcazioni progettati per il benessere di ogni persona e per l’abbattimento di barriere non solo fisiche, ma anche culturali e sociali. La tutela dell’ambiente è un altro “filo blu” che attraversa il numero: la primavera diventa la stagione dei “clean-up” sulle spiagge, con il racconto delle iniziative promosse dalle Sezioni della Lega Navale Italiana per la salvaguardia di arenili, litorali e fondali. La rivista “Lega Navale” guarda anche alla storia con la grande avventura marinara del comandante Giovanni Ajmone Cat, primo italiano a raggiungere per due volte l’Antartide con il motoveliero San Giuseppe Due, portando i colori dell’Italia e della Lega Navale tra i ghiacci polari. Non mancano cultura e arte: dai monumenti della Lega Navale illustrati dal disegnatore Marco Trecalli alla rinascita del trabaccolo centenario “Nuovo Trionfo” trattata dallo scrittore Giovanni Panella, dal mare di Hugo Pratt, l’autore di Corto Maltese, raccontato da Carlo Romeo fino al cantautore Gino Paoli, vero e proprio “lupo di mare”, come scrive Patrizio Ruviglioni.
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