(Adnkronos) – I primi test condotti sulla nuova versione di Siri mettono in luce una caratteristica precisa: l'intelligenza artificiale di Apple sa quando è il momento di tacere, e lo fa per una precisa scelta progettuale. Durante un'intervista rilasciata al podcast Mostly Human, Craig Federighi, responsabile del software di Apple, ha chiarito che il rinnovato assistente vocale non adotterà l'atteggiamento compiacente e sottomesso che caratterizza i chatbot sviluppati da OpenAI, Google e dagli altri principali concorrenti del settore. Secondo l'analisi di Federighi, gran parte dei modelli linguistici attualmente sul mercato si concentra in modo ossessivo sul livello di coinvolgimento dell'utente. Questa dinamica si traduce spesso in una forma di piaggeria in cui il software tenta di trascinare le persone in conversazioni prolungate, spingendole a rivelare dettagli personali con l'obiettivo di stabilire una connessione artificiale. Apple ha deciso di muoversi nella direzione opposta, strutturando Siri affinché mantenga un profilo focalizzato esclusivamente sulla produttività e sull'utilità pratica. Il design dell'assistente vocale riflette quindi un approccio pragmatico, dove il sistema è programmato per limitare i propri compiti al supporto operativo e alla fornitura di informazioni sul mondo circostante. Federighi ha sottolineato in modo netto che, qualora un utente cercasse di instaurare un legame emotivo o una conversazione di natura romantica, Siri respingerebbe il tentativo, chiarendo di non essere stata concepita per quel tipo di interazione. Il colloquio, che ha visto anche la partecipazione del capo del marketing Greg Joswiak, ha toccato parallelamente altri temi caldi per l'azienda di Cupertino, tra cui la gestione della privacy e i nuovi sistemi di protezione per la sicurezza dei minori.
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