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A Londra il riconoscimento facciale è realtà: 2mila pregiudicati riconosciuti, 173 arresti

Da Redazione Ultimenews24.it
30 Luglio 2026
In Attualità
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A Londra il riconoscimento facciale è realtà: 2mila pregiudicati riconosciuti, 173 arresti
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(Adnkronos) – Oltre 2.000 pregiudicati riconosciuti dal sistema; 173 arresti effettuati, compresa una donna ricercata da oltre venti anni per vari illeciti ma sfuggita sempre alla polizia; un calo dei reati del 10,5% nell’area interessata; un unico errore di identificazione su 470.000 volti scansionati. Sono questi i numeri con cui la Metropolitan Police di Londra traccia il bilancio del riconoscimento facciale in tempo reale basato su algoritmi di intelligenza artificiale, portato avanti nel corso di sei mesi di test nella zona di Croydon, a sud della capitale inglese, preparandosi anche a una svolta imminente.   La polizia londinese ha, infatti, annunciato un’ampia espansione della tecnologia: entro il prossimo Natale verranno installate telecamere fisse nel cuore della metropoli, partendo da zone nevralgiche come il West End e Soho, per poi estendersi ad altre sei aree della città nel corso del 2027. "L’implementazione di questa tecnologia è ormai un obbligo, dato che non possiamo sottrarci al progresso con il rischio di farci superare dai criminali. E poi riflette una semplice verità: funziona", spiega all'Adnkronos Mark Rowley, commissario della Met Police.  Per i vertici di Scotland Yard, l’Lfr, acronimo di Live Facial Recognition, rappresenta ormai una risorsa indispensabile per velocizzare le indagini e ottimizzare budget operativi sempre più ridotti. "I risultati parlano da sé – prosegue Rowley -. La sperimentazione di sei mesi a Croydon ha portato a una riduzione della criminalità e a un calo significativo della violenza contro donne e ragazze. Il tutto a fronte di un solo falso allarme su centinaia di migliaia di persone scansionate. Inoltre, è fondamentale sottolineare che l’Lfr affianca gli agenti, non li sostituisce". Di avviso opposto sono le organizzazioni per i diritti civili. L'installazione di telecamere fisse in strade e quartieri molto frequentati implica che centinaia di migliaia di cittadini finiscano per essere monitorati senza alcuna motivazione giudiziaria. Attivisti come quelli di Big Brother Watch parlano apertamente di un confronto all'americana digitale a cui nessuno può sottrarsi. "Ci sono evidenti pericoli per la privacy, il rischio di errori di persona e le discriminazioni razziali legate all'algoritmo", spiega all'Adnkronos il responsabile dell'associazione, Jack Coulson. "L'espansione del riconoscimento facciale in tempo reale tramite telecamere fisse -sottolinea ancora Coulson – è un’escalation allarmante di una tecnologia intrusiva che ha già scansionato i volti di milioni di londinesi innocenti. Per tale motivo chiediamo alla Metropolitan Police di sospenderne l’utilizzo almeno fino a quando il Parlamento britannico non avrà approvato una legge regolatoria sull'IA, prevista per l'autunno”. Il fenomeno, nel frattempo, non riguarda più soltanto le forze dell'ordine ma sta contagiando rapidamente anche il settore privato. È il caso della catena di supermercati Sainsbury’s che ha avviato progetti per integrare il riconoscimento facciale attraverso piattaforme private come Facewatch, con l'obiettivo dichiarato di contrastare la piaga dei furti nei negozi e proteggere i propri dipendenti da aggressioni. Ad oggi sono 40 i negozi della catena che l’hanno già adottata, ampliandola a 200 entro il prossimo Natale e incrementando ancora il numero dei punti vendita nel corso del 2027. Questa diffusione avviene tuttavia all'interno di una profonda zona grigia della normativa. Nel Regno Unito i privati non necessitano di licenze statali dedicate, ma si limitano ad applicare le deroghe generiche del Data Protection Act sulla prevenzione dei reati, l'equivalente britannico del codice italiano della privacy. In questo modo, i grandi marchi del dettaglio possono sorvegliare biometricamente chiunque entri nei punti vendita, alimentando un forte dibattito su dove finisca il legittimo diritto di tutela aziendale e dove inizi una sorveglianza invasiva dei consumatori. (di Alessandro Allocca) 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
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