(Adnkronos) – La poesia come linguaggio segreto per curare le ferite dell'anima e dare voce all'indicibile. A due anni dal clamoroso successo internazionale de “Gli occhi di Monna Lisa” (Longanesi, 2024), lo scrittore e storico dell'arte Thomas Schlesser torna sugli scaffali con un nuovo e attesissimo romanzo, “Il gatto del giardiniere” (Longanesi), che si candida a essere uno dei casi letterari della stagione, presentato dall'autore in anteprima a Pordenonelegge. Ambientato in un tranquillo e soleggiato paese della Provenza, il romanzo ha per protagonista Louis, un giardiniere di straordinaria sensibilità, abile nel curare la flora e la fauna ma profondamente schivo, emotivamente ripiegato su se stesso e segnato dalla dolorosa diagnosi infausta ricevuta per il suo gattino. La sua vita cambia radicalmente quando incontra i nuovi vicini: Thalie, ex professoressa di lettere, e Nikola, architetto visionario e flautista, una coppia in pensione che ha trasformato una vecchia bigattiera in una villa per godersi la serenità lontano dal caos della città. Notando la sofferenza silenziosa e la straordinaria delicatezza del giardiniere, Thalie decide di stringere con lui un accordo tanto semplice quanto illuminante: "Ripara il mio giardino, e io riparerò le tue parole". Ha così inizio un sodalizio autentico e profondo, una sorta di "addomesticamento poetico" in cui i versi dei grandi autori – da Rimbaud a Verlaine, da Baudelaire a Ovidio, Saffo e Apollinaire – si inseriscono spontaneamente nelle giornate trascorse all'aperto, trasformandosi in uno strumento per misurare la realtà. La poesia, tra le pagine del romanzo, non si limita a occupare i momenti di quiete bucolica, ma si insinua inaspettatamente nelle telefonate con la veterinaria o nelle conversazioni quotidiane, diventando la chiave per aprire le serrature più complesse dell'esistenza. Un percorso di rinascita che contrasta nettamente con la figura di Baron, un vicino losco e opportunista che cerca in tutti i modi di sfruttare le competenze di Louis per i propri raggiri, deridendo il suo avvicinamento alla letteratura. Attraverso una narrazione che unisce la delicatezza della favola alla profondità psicologica, Schlesser esplora ancora una volta la forza dell'arte come atto d'amore e di salvezza. "Il gatto del giardiniere" si conferma così un'opera capace di parlare sia ai raffinati amanti dei versi sia a chi è alla ricerca di una via d'uscita dalla disperazione, ricordando che, come recita il libro, "la poesia è il più bel soprannome che si possa dare alla vita". (di Paolo Martini)
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