(Adnkronos) – "Abbiamo elaborato le statistiche degli ultimi anni relative ai quantitativi di energia prelevati dalle colonnine di ricarica pubblica e quello che abbiamo scoperto è che, malgrado quanto spesso si legge sulla insufficienza della rete di ricarica, negli ultimi anni le colonnine sono cresciute più velocemente del parco veicoli circolanti, con il risultato che i punti di ricarica vengono usati pochissimo rispetto alle loro potenzialità. Si parla di circa l'1-2 per cento delle ore annue in cui queste colonnine funzionano, pari a più o meno una settimana l'anno". Lo spiega all'Adnkronos Emanuele Regalini della direzione infrastrutture energia e unbundling di Arera. "Il fatto che il parco circolante sia molto più ridotto rispetto a quanto fosse stato previsto qualche anno fa -sottolinea Regalini- comporta che le entrate per gli operatori siano molto più basse di quanto si aspettassero". Ecco perché "servirebbe sviluppare un sufficiente mercato della domanda, quindi un parco circolante abbastanza ampio, da poter rendere questo business effettivamente economico, indipendentemente dagli incentivi". Dall'altra parte, "lo sviluppo di un buon livello di concorrenza consentirebbe a nuovi operatori di entrare e offrire servizi interessanti a prezzi più bassi". E "tutto ciò permetterebbe sicuramente di innescare un circolo virtuoso". In questa ottica, avverte Regalini, "ciò che, come Arera, abbiamo fatto finora è promuovere iniziative che cercano di favorire la diffusione di infrastrutture di ricarica privata il più possibile 'smart', con modalità di ricarica funzionali all'automobilista e in grado di conciliarsi con la struttura della rete elettrica attualmente esistente". In sostanza, "con il supporto di Gse, abbiamo promosso una sperimentazione gratuita per cui chiunque installi in casa propria un sistema di ricarica smart, cioè programmabile, può ottenere uno sconto sui costi relativi alla potenza e la possibilità di ricaricare a una maggiore potenza e quindi velocità, 6 Kilowatt contro i 3 della potenza standard installata nelle nostre case, ma senza pagare nulla di più purché questa ricarica avvenga nelle ore notturne o di domenica, quando ci sono consumi generali più bassi". In questo modo, "si può già favorire un ottimo servizio di ricarica senza dover fare nuovi investimenti sulle reti elettriche esistenti". Si tratta di "una misura in atto già da un paio di anni, alla quale finora hanno aderito oltre 1200 famiglie italiane". La possibilità di aderire a questa iniziativa si concluderà il prossimo 31 marzo: "L'idea è che chi aderisce ne potrà beneficiare fino a tutto il 2023 e poi dovremo decidere che cosa fare dal 2024 in poi". Proprio per questo, conclude, "stiamo raccogliendo un po' di dati per fare qualche valutazione costo-benefici e decidere se mantenerla, ampliarla anche ad altri settori oppure chiuderla". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










