domenica, Aprile 19, 2026
Inviaci la tua notizia
No Result
View All Result
Ultimenews24.it
Advertisement
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Finanza
  • Cultura e Società
  • Salute e Benessere
  • Sport
  • Scienza e Innovazione
  • Curiosità
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Finanza
  • Cultura e Società
  • Salute e Benessere
  • Sport
  • Scienza e Innovazione
  • Curiosità
No Result
View All Result
Ultimenews24.it
No Result
View All Result
Home Attualità

Giornata emofilia, FedEmo: “Senza competenze e turnover cure a rischio”

Da Redazione Ultimenews24.it
13 Aprile 2026
In Attualità
0
Giornata emofilia, FedEmo: “Senza competenze e turnover cure a rischio”
0
Condivisioni
3
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

(Adnkronos) – L’assistenza alle persone con emofilia e malattie emorragiche congenite si trova oggi davanti a una contraddizione evidente: mentre la ricerca rende disponibili terapie sempre più efficaci e sofisticate, il sistema rischia di non avere professionisti sufficientemente formati per garantire continuità e appropriatezza delle cure nel tempo. È questo il quadro che emerge dal confronto promosso oggi a Palazzo Rospigliosi da FedEmo – Federazione delle associazioni emofilici, per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia (17 aprile), dedicata quest’anno alla formazione del personale sanitario e al ricambio generazionale nei Centri emofilia italiani. Le malattie emorragiche congenite (Mec) sono dovute a difetti genetici dei fattori della coagulazione e richiedono un’assistenza ad alta complessità clinica. Le forme più diffuse includono emofilia A, emofilia B e la malattia di von Willebrand. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità (2025) – informa una nota di FedEmo – in Italia risultano censite 9.043 persone con Mec, di cui il 30% con emofilia A, il 6,3% con emofilia B, il 29,3% con von Willebrand e il 34,4% con altri difetti congeniti della coagulazione. Negli ultimi anni, la progressiva introduzione di farmaci non sostitutivi, terapie sottocutanee a lunga durata e, più recentemente, delle terapie geniche ha migliorato in modo significativo la gestione della patologia, ma tali innovazioni richiedono competenze sempre più avanzate, diagnostica specialistica e continuità professionale. "Molti Centri emofilia oggi reggono grazie all’impegno di pochi specialisti, spesso prossimi al pensionamento, o in alcuni casi già in pensione che prestano attività di volontariato o consulenza – sottolinea Cristina Cassone, presidente FedEmo -. Senza un ricambio strutturato, la continuità di cura dei pazienti rischia di essere compromessa. La Giornata mondiale dell’emofilia vuole essere un punto di partenza per trasformare questo confronto in proposte concrete".  La situazione illustrata da Aice – Associazione italiana centri emofilia conferma la fragilità della rete nazionale. I centri riconosciuti dall’associazione sono attualmente 47, distribuiti in modo disomogeneo e sostenuti, nella maggior parte dei casi, da uno o due specialisti. Spesso, l’assistenza è garantita da medici provenienti da altre discipline – ematologia generale, medicina interna, pediatria o servizi trasfusionali – che devono affiancare la gestione dei pazienti ad altre attività cliniche. "La fragilità della rete non dipende solo dai numeri, ma dalla mancanza di assetti organizzativi omogenei – osserva Maria Elisa Mancuso, vicepresidente Aice -. A questa frammentazione si aggiunge la difficoltà di attivare bandi di concorso specifici per l’ambito emostasi e trombosi: molti incarichi vengono ancora assegnati tramite profili generici, che non consentono di selezionare professionisti realmente formati. In queste condizioni è difficile programmare il ricambio generazionale e offrire agli specialisti una dignità professionale pienamente riconosciuta, elemento indispensabile per rendere questo ambito attrattivo e sostenibile nel tempo".   La crescente complessità terapeutica ha reso ancora più evidente la necessità di figure specializzate. "I nuovi farmaci per l’emofilia impongono una gestione attenta, monitoraggi complessi e un forte raccordo con i laboratori specializzati, strutture che stiamo perdendo progressivamente – spiega Giancarlo Castaman, presidente Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi (Siset) -. Molti laboratori sono stati assorbiti in strutture più grandi che non mantengono test avanzati, indispensabili per la diagnosi e il monitoraggio. Senza una diagnostica di qualità e senza competenze dedicate, si rischia di compromettere la gestione dei nuovi farmaci, il controllo dei pazienti cronici e la possibilità di intercettare precocemente eventuali resistenze o risposte atipiche".  Anche il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) richiama un paradosso strutturale: "Il nostro Paese dispone di competenze cliniche e terapeutiche di assoluto valore, riconosciute anche a livello internazionale – afferma Francesco Riva -. In alcuni casi rappresentiamo un punto di riferimento per pazienti provenienti da altri Stati. Tuttavia, a questa eccellenza non corrisponde ancora un sistema strutturato di formazione e di riconoscimento delle competenze". Un’esigenza ribadita anche dal mondo accademico. "È necessario rafforzare la preparazione di base su emostasi e trombosi, ampliare le attività clinico‑professionalizzanti e avviare una mappatura nazionale delle esperienze formative – dichiara Stefania Basili, presidente della Conferenza permanente dei presidenti dei corsi di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia -. Solo così sarà possibile ridurre le disomogeneità tra atenei e garantire competenze realmente spendibili nei Centri".  Dal lato istituzionale, il ministero dell’Università e della Ricerca ha riconosciuto che l’assenza di una chiara valorizzazione delle competenze rende questo ambito poco attrattivo per i giovani medici. “Per superare questo limite – ha spiegato Massimo Miscusi, Mur – stiamo lavorando, insieme al ministero della Salute, a un modello che permetta di certificare in modo trasparente le competenze acquisite lungo il percorso formativo. Due le direttirci principali, il primo è il Diploma Supplement, un documento aggiuntivo al diploma di specializzazione che certifica le competenze maturate durante il percorso. Il secondo è l’avvio di clinical fellowship post-specializzazione". Infine l'Ordine dei medici: "Le persone con Mec hanno diritto a un’assistenza omogenea e qualificata – conclude Verena De Angelis, consigliera Fnomceo – È essenziale rafforzare il raccordo tra formazione specialistica, aggiornamento continuo e fabbisogni dei servizi, sostenendo i professionisti che operano nei Centri emofilia e promuovendo un quadro di responsabilità condivisa che metta al centro il diritto alla cura, l’equità di accesso e la tenuta del Servizio sanitario nazionale".  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
Post Precedente

Carolina Marconi festeggia il compleanno, la dedica a se stessa: “La vita non è scontata”

Post Successivo

Primo Maggio, per la prima volta i Litfiba al Concertone

Redazione Ultimenews24.it

Redazione Ultimenews24.it

Ultimenews24.it è un portale di news dove ti tiene informato sulle notizie su attualità, economia, salute, sport e alto ancora.

Ti potrebbero interessare i seguenti Articoli

Che tempo che fa, domenica 19 aprile: Conte e De Martino ospiti
Attualità

Che tempo che fa, domenica 19 aprile: Conte e De Martino ospiti

Da Redazione Ultimenews24.it
19 Aprile 2026
Atp Monaco, oggi finale Cobolli-Shelton: orario, precedenti e dove vederla
Attualità

Atp Monaco, oggi finale Cobolli-Shelton: orario, precedenti e dove vederla

Da Redazione Ultimenews24.it
19 Aprile 2026
Sparatoria in una discoteca di Bisceglie, muore 43enne
Attualità

Sparatoria in una discoteca di Bisceglie, muore 43enne

Da Redazione Ultimenews24.it
19 Aprile 2026
Serie A, oggi Juve-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla
Attualità

Serie A, oggi Juve-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla

Da Redazione Ultimenews24.it
19 Aprile 2026
Domenica In, gli ospiti di oggi di Mara Venier
Attualità

Domenica In, gli ospiti di oggi di Mara Venier

Da Redazione Ultimenews24.it
19 Aprile 2026
Marracash torna alle origini e rompe la ‘quarta parete’: lo show che abbraccia Barona
Attualità

Marracash torna alle origini e rompe la ‘quarta parete’: lo show che abbraccia Barona

Da Redazione Ultimenews24.it
19 Aprile 2026
Post Successivo
Primo Maggio, per la prima volta i Litfiba al Concertone

Primo Maggio, per la prima volta i Litfiba al Concertone

Cerca Nel Sito

No Result
View All Result

Pubblicità

Ultimi Articoli

Che tempo che fa, domenica 19 aprile: Conte e De Martino ospiti

Atp Monaco, oggi finale Cobolli-Shelton: orario, precedenti e dove vederla

Sparatoria in una discoteca di Bisceglie, muore 43enne

Serie A, oggi Juve-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla

Domenica In, gli ospiti di oggi di Mara Venier

Marracash torna alle origini e rompe la ‘quarta parete’: lo show che abbraccia Barona

Pubblicità

E’ un portale di news ai sensi del D.L. 7/5/2001 n. 62

Network

Informazioni

  • Chi Siamo
  • Termini & Condizioni
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

Contatti

Per parlare con la redazione: redazione@gmgmediacompany.it

Per la tua pubblicità: info@gmgmediacompany.it

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Finanza
  • Cultura e Società
  • Salute e Benessere
  • Sport
  • Scienza e Innovazione
  • Curiosità

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it