Nel 2021 le riforme che hanno toccato il mondo del welfare italiano sono state molteplici, come molteplici sono state le modifiche e gli aumenti concessi per prestazioni assistenziali.
Questo è anche il caso dell’indennità di accompagnamento!
Vediamo insieme cos’è cambiato!
Indennità di accompagnamento: che cos’è?
Prima di poter parlare dei cambiamenti avvenuti nel 2021 e che hanno toccato l’indennità di accompagnamento, bisognerà prima fare una breve digressione su cosa essa sia nello specifico.
Controllando semplicemente il sito dell’Inps, veniamo a conoscenza che:
L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica, erogata a domanda, a favore dei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.
Quindi consiste in una specie di “pensione” erogata a quella tipologia di invalidi che – oltre ad aver fatto domanda attraverso i canali opportuni – possano dimostrare di avere un’assoluta impossibilità di svolgere i compiti della quotidianità o di camminare senza l’aiuto di terzi.
La vera differenza fra l’indennità di accompagnamento e tutte le altre prestazioni economica assistenziale è che l’indennità di accompagnamento non tiene assolutamente conto né di età né di reddito personale.
Questo significa che può essere elargito ad un ragazzo di 18 anni con un isee minimo sotto i 12.000€ come anche ad una persona di 65 anni con un reddito annuale che superi di gran lunga i 65000€.
Gli unici veti consistono nel risiedere stabilmente in Italia ed ovviamente avere effettivo bisogno di un accompagnamento a causa della propria invalidità.
L’indennità di accompagnamento 2021 a chi spetta?
Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, non vi sono né limiti reddituali né limiti d’età.
Quindi a cosa deve stare attento l’invalido che voglia fare richiesta dell’indennità di accompagnamento?
L’invalido – o chi per lui – che voglia fare richiesta per l’indennità di accompagnamento deve obbligatoriamente:
- essere riconosciuto come un cittadino italiano (in caso di cittadino straniero, esso dovrà essere un cittadino straniero comunitario iscritto all’anagrafe del comune di residenza)
- In caso di cittadino straniero extracomunitario, deve essere in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno. L’interessato dovrà inoltre avere residenza stabile e abituale nel territorio nazionale.
- Essere un invalido civile al 100% o invalido totale e risultante non autosufficiente (per chi non si trova nella fascia di età lavorativa, varrà una valutazione di invalidità che tenga conto della presenza di evidenti e gravi difficoltà a svolgere compiti e funzioni propri di quell’età)
Come funziona l’indennità di accompagnamento 2021?
Non vi sono stati cambiamenti dal punto di vista logistico dagli scorsi anni ad adesso, perciò varranno le stesse regole presenti nel 2019 e nel 2020.
Per poter usufruire dell’indennità di accompagnamento occorrerà dunque fare principalmente domanda – poiché essa non viene corrisposta spontaneamente dall’Inps – e nel caso in cui si abbia esito positivo tramite regolare verbale da parte della commissione medica adibita, si avrà diritto ad un assegno.
Questo assegno verrà corrisposto per 12 mensilità – quindi non è presente la tredicesima – a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
Vi sono alcuni casi in cui è stato possibile ricevere l’assegno a partire dalla data indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale del riconoscimento dell’invalidità.
Ricordiamo però, che:
L’indennità di accompagnamento è incompatibile con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio. È data facoltà al cittadino di esercitare il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.
Invece, l’indennità di accompagnamento è effettivamente compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, dipendente o autonoma, e con la titolarità di una patente speciale ed è inoltre compatibile ( ma soprattutto cumulabile) con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto purché siano state concesse per distinte minorazioni( nel caso quindi di soggetti pluriminorati).
Vi sono, inoltre, casi dove se il beneficiario dell’indennità di accompagnamento risulti star trascorrendo una lunga degenza – a titolo gratuito – in un istituto a carico dello Stato, l’indennità andrà sospesa.
Ciò non vale per tutti i casi di ricovero, ma solo nei casi in cui il ricovero sia pari o superiore ai 30 giorni o nel caso in cui la retta del ricovero sia a totale carico di un ente o struttura pubblica.
Qual è l’importo dell’indennità d’accompagnamento nel 2021 e cos’è cambiato?
Siamo arrivati alla parte più importante dell’articolo.
Ora che sappiamo in cosa consiste l’indennità di accompagnamento, come funziona, chi può richiederla e in quali casi essa debba essere sospesa, rimane solo da capire quali succose novità abbia previsto per noi il 2021!
Come potrai notare scorrendo più in basso, dal 2019 al 2021 l’indennità di accompagnamento ha subito una costante – anche se piccola – maggiorazione della prestazione economica.
Ricordando che questa prestazione economica verrà elargita per 12 mensilità e non 13, vi lasciamo con una breve lista degli importi dal 2019 al 2021:
Indennità di accompagnamento 2019: importi
Nel 2019 la cifra pattuita era pari a 517,84€
Indennità di accompagnamento 2020: importi
Dal 1 gennaio 2020 la cifra pari a 517,84€ ha subito un leggero incremento, arrivando a 520,29€.
Mentre per i ciechi assoluti la cifra era pari a 930,99€.
Indennità di accompagnamento 2021: importi
Nel 2021 la cifra dell’assegno d’indennità di accompagnamento ha subito un altro incremento.
Difatti, facendo domanda per l’indennità di accompagnamento nel 2021 si avrà diritto a 522,10€.
Chi altri può ritirare l’indennità di accompagnamento 2021?
Il titolare effettivo dell’assegno dell’indennità di accompagnamento rimane sempre e comunque il disabile a cui questa verrà elargita.
Ricordiamo che, considerando la natura stessa dell’indennità di accompagnamento, il disabile può decidere di erogare tutta la cifra al familiare che lo “accompagni”.
Inoltre, se il disabile avrà fatto una formale deroga potrà far in modo che sia l’accompagnatore stesso a ritirare l’indennità di accompagnamento 2021, nel caso non venga corrisposta attraverso conto corrente, perché sprovvisti.
Come richiedere l’indennità di accompagnamento 2021?
Malgrado ciò che diranno molti siti online, vi sconsigliamo di cercare di fare la domanda da soli.
Il sito dell’Inps – seppure sottoposto a notevoli migliorie e semplificato – vi obbligherà a barcamenarvi fra burocrazia, PIN, SPID, portale INPS, myINPS e molto altro.
Non tutte le persone sono effettivamente così smart e molte malgrado lo siano, possono riscontrare grosse difficoltà a compilare i moduli in modo ineccepibile.
Potreste, infatti, fare degli errori che vi porterebbero a vedere la vostra domanda rifiutata.
Vi ricordiamo inoltre che la legge non ammette ignoranza e che un uso improprio della modulistica o la sua falsificazione – non per forza per malafede ma per una più che comprensibile ignoranza in materia – potrebbe costare sanzioni piuttosto ingenti.
Noi vi consigliamo di rivolgervi a degli specialisti! Non ai patronati sempre affollati e poco propensi al dialogo, alla comprensione e alla cura del cliente.
Ecco perché all’interno dell’articolo stesso, vi abbiamo lasciato il link di uno studio di specialisti nel settore che sapranno aiutarvi con questo e molti altri problemi burocratici!
Basterà cliccare sul link presente nella frase “fatto domanda con i canali opportuni” per ritrovarvi sul loro sito web!










