(Adnkronos) – L'Italia è tra le trenta economie con più alta incidenza del contante al mondo (è 28esima su 144 Paesi, un posto in meno dello scorso anno), con un valore del contante in circolazione sul Pil pari al 14,3%. La Penisola perde una posizione anche nella classifica dei Paesi europei per processo di transizione cashless: è terzultima, davanti solo a Romania e Bulgaria. Questo, però, non per un'avversione degli italiani ai pagamenti digitali, dal momento che oltre sette su dieci vorrebbero aumentare la transazioni cashless. E' quanto emerge dal 'Cash Intensity Index 2023', presentato oggi a Villa D’Este a Cernobbio, in occasione della tavola rotonda della Community Cashless Society. A margine dell’ottavo anno di attività della piattaforma istituita da The European House – Ambrosetti, i principali attori del settore, istituzioni e imprenditori si sono confrontati sullo stato dei pagamenti elettronici in Italia, con l'obiettivo di individuare proposte sul tema della transizione cashless. Tra i partecipanti, il managing partner e ceo di The European House – Ambrosetti Valerio, il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze Federico Freni, il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci, il capo del servizio strumenti e servizi di pagamento al dettaglio di Banca d’Italia Paola Giucca e il sindaco di Firenze Dario Nardella. A livello regionale, la classifica 2023 della Community Cashless Society è aperta per il sesto anno consecutivo dalla Lombardia. Fanalino di coda nei pagamenti digitali la Calabria. Il Nord Italia si classifica tutto nella top-10, il Mezzogiorno nelle ultime sette posizioni, mentre al Centro le migliori sono Toscana (4° posto) e Lazio (5° posto). Nella classifica delle Città metropolitane Firenze si conferma per il secondo anno consecutivo al 1° posto davanti a Milano e Genova. Dal rapporto della Community Cashless Society emerge anche che i costi delle commissioni sostenuti in Italia dagli esercenti sono inferiori alla media europea e al costo di gestione del contante (1%). Secondo uno case study elaborato ad hoc, i pagamenti cashless riportano – in media – costi inferiori rispetto al contante e l’accesso al credito d’imposta del 30%, entrato in vigore con il Dl 124/2019, consente ai piccoli esercenti di pagare commissioni ancora inferiori alla media. Osservando i risultati del modello, infatti, il costo medio si attesta tra lo 0,7% e lo 0,9% dei ricavi incassati con carta e decresce al ridursi del fatturato in quanto aumenta il peso (in percentuale sul totale) dei ricavi esenti da commissioni. Ricorrendo al credito d’imposta, inoltre, tale costo si abbassa ulteriormente fino allo 0,5%/0,6%. La survey realizzata annualmente dalla Community Cashless Society tra i cittadini italiani rivela poi che oltre sette italiani su dieci vorrebbero aumentare l’utilizzo dei pagamenti cashless e quasi un italiano su due li sceglie per comodità, velocità e tracciabilità delle spese. Per tre italiani su quattro il cashless è la modalità di pagamento preferita e sei italiani su dieci hanno aumentato l’utilizzo dei pagamenti elettronici nell’ultimo anno. Guardando ai dati della survey solo l’1% della popolazione adulta italiana non utilizza mai i pagamenti cashless per le proprie transazioni. Per gli italiani – a quanto emerge dalla survey – i pagamenti cashless sono più sicuri di quelli in contanti e la decisione di innalzare il tetto al contante non porterà né ad un aumento dei pagamenti in contante (62,9%) né dei consumi (74,9%). Sette le proposte elaborate a Villa d'Este dalla Community Cashless Society, con "l'obiettivo – spiega il managing partner e ceo di The European House – Ambrosetti, Valerio De Molli – non solo di promuovere i pagamenti elettronici e far emergere il sommerso, ma anche quello, da un lato, di 'abituare' i cittadini all’utilizzo del cashless nella quotidianità e, dall’altro, di favorire l’accettazione del cashless tra gli esercenti, ad esempio valorizzando maggiormente la misura del credito d’imposta del 30% sui costi delle commissioni e prevedendo un quadro regolatorio chiaro che consenta agli esercenti che fossero interessati a non accettare l’utilizzo del contante e a poter dichiarare il loro esercizio cash-free". "La Community Cashless Society – sottolinea De Molli – ha il compito di accompagnare il Paese in un percorso di digitalizzazione e modernizzazione, che può essere realizzato solo attraverso la piena collaborazione e l’impegno di tutti gli stakeholder pubblici e privati. Continueremo a lavorare al loro fianco fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto”. Insieme a The European House – Ambrosetti hanno preso parte alla tavola rotonda i membri della community: American Express, Argentea, Bancomat, BKN301, CBI S.c.p.a., Crif, Discover, Edenred Italia, Easypark, Euronics, Experian, ING Italia, Intesa Sanpaolo, Mastercard, Mooney, Nexi, Pax, Plick PayDo, PayPal, REPX, Satispay, TeamSystem, Telepasspay e Visa. —facilitaliawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










