Quante volte si è sentito dire che i giovani non vogliono più il posto fisso? Che vogliono rincorrere i propri sogni, sperando di essere i nuovi Mark Zuckerberg o i nuovi Elon Musk?
La realtà, però, dimostra tutt’altro. Una realtà che con la pandemia ha fatto sì che venga mostrata con tutta la sua schiettezza. Perché, va bene provare a sognare quando si è 18enni o 20enni, ma più avanti si va con l’età e più si deve ragionare in termini di concretezza.
E, proprio per questo, non deve certamente sorprendere che, comunque, per ogni concorso ci sono migliaia e migliaia di giovani pronti a sognare di avere uno stipendio e una pensione per tutta la vita.
Ma, al di là di questo, quali sono i fattori più importanti che hanno portato a questa involuzione di tendenza?
Inseguire il ‘mito’ dell’imprenditore di successo ha un costo
Nessuno, salvo che non venga da una famiglia ricca già di suo, è riuscito ad avere successo e soldi in pochi soldi. Il fatturato non si raddoppia da un giorno all’altro. Ma, spesso, devono passare mesi e anni.
E, soprattutto, è fondamentale fare anche degli investimenti iniziali. Anche se, magari, vuoi aprirti un business completamente on line e senza alcun negozio fisico.
Ok che non paghi l’affitto, però la connessione internet e l’elettricità sì. Oppure l’affitto di qualche software che ti serve per lavorare al meglio. Al di là, però, dell’aspetto economico, c’è da valutare anche quello di tempo.
Bisogna avere pazienza, bisogna dedicarci delle ore e, soprattutto, capire che difficilmente si otterrà tutto e subito.
Un conto, quindi, è raccontare la posizione attuale di chi ce l’ha fatta – quindi che si gode i frutti del proprio successo – e un altro è illustrare i retroscena e i sacrifici fatti per arrivare a quel punto.
Meglio la sicurezza dell’investimento?
Meglio l’uovo oggi o la classica gallina domani (premesso che la gallina non è certa)? È questo l’interrogativo che si devono fare i giovani una volta che hanno finito il loro percorso scolastico.
Oggi, ovviamente, parlare di investimento è molto rischioso anche perché la pandemia ha fatto chiudere tantissime aziende mentre molte imprese sono in estrema difficoltà.
Chi ha il posto fisso, invece, possiede la garanzia che, qualunque cosa accada nel mondo, in ogni caso lo stipendio a fine mese se lo porta a casa. Magari non sarà molto e non bastano per fare una vita di agi.
Però, comunque, è più che sufficiente per farsi la classica vacanza estiva e mettere il piatto a tavola senza difficoltà.
Certo, il posto fisso vuol dire che non si ha più bisogno di formarsi, che il cervello può essere ‘dormiente’ e che lo stipendio non subirà stravolgimenti per tutto il resto della propria vita.
Una soluzione che alcuni apprezzano e che altri, invece, disprezzano. Al momento, sembra vincere la prima soluzione.
La pandemia ha fatto apprezzare molto di più il tempo libero
Checché ne dicano i guri, e cioè che chi è imprenditore si gestisce autonomamente il proprio tempo, non è affatto così. Anzi. È esattamente l’opposto. Le scadenze incombono e i clienti pressano, a tutte le ore. Ciò significa che, comunque, il tempo libero si stringe ulteriormente.
Indipendentemente dalle proprie passioni, che sia il cricket o provare la fortuna con giochi quali VLT book of RA, le persone hanno cominciato a dare un valore enorme al tempo libero, quasi come se non avesse prezzo. E in molte occasioni quel ‘quasi’ va tolto.
Ha senso passare una intera vita a lavorare senza, per assurdo, magari godersi i soldi che si è guadagnati? Ha senso non staccare mai mentalmente dal lavoro e, anzi, ricordarsi di quella scadenza lavorativa, di quelle tasse da pagare oppure ricevere la classica mail a orari improponibili?
Ecco, con il posto fisso magari si guadagna di meno però si fanno le proprie 7 ore di lavoro giornaliere e poi puoi pensare a te stesso.










