Le macchine da assemblaggio sono una delle risorse principali della filiera produttiva ma sono anche caratterizzate da una serie di problematiche causate dall’accumulo delle cariche elettrostatiche. Questo fenomeno, infatti, causa problemi di allineamento durante l’assemblaggio oppure blocchi al macchinario nonché contaminazioni di polveri e lotti produttivi di scarsa qualità che, nella maggior parte dei casi, finiscono al macero.
L’accumulo di carica elettrostatica
L’accumulo di carica elettrostatica come possiamo leggere qui è un a problematica che attanaglia tutti i settori produttivi che utilizzano materiali plastici e che sfruttano sistemi di assemblaggio automatici. La presenza di cariche elettrostatiche deriva dallo sfregamento dei materiali neutri plastici con le componenti del macchinario, un fenomeno che crea una polarizzazione e che può sfociare in conseguenze anche fatali. Quest’azienda produttrice di barre antistatiche, ovvero di soluzioni all’accumulo di cariche elettrostatiche.
Tra i settori più colpiti da questo problema ci sono quello dell’elettronica e dell’automotive ma anche quelli che producono biomedicali, semiconduttori e persino alimenti. Di conseguenza si tratta di una problematica molto diffusa se consideriamo che i materiali plastici sono quelli maggiormente utilizzati per assemblaggi e imballaggi.
Effetti e problematiche più comuni
Molto spesso si vengono a creare problemi di allineamento all’interno della catena di montaggio, il che comporta una serie di blocchi della produzione dovuti all’esigenza di riposizionare le componenti sui nastri. Questo rallenta le fasi successive e, nei casi in cui si producono prodotti fallati, comporta anche costi economici ingenti e scarti produttivi che vanno a pesare sull’intero bilancio dell’azienda produttiva.
Le cariche elettrostatiche si vengono a formare proprio perché i materiali produttivi neutri, ovvero privi di carica, si polarizzano durante la fase di lavorazione attraverso la velocità di passaggio all’interno dei macchinari. Questo fenomeno genera forze di adesione o repulsione come accade per le calamite, disallineando le componenti, attirando polveri e impurità e degenerando in prodotti finali non vendibili sul mercato.
Anche nella filiera produttiva automobilistica si verifica lo stesso problema, soprattutto quando la polvere si deposita sugli elementi della catena di montaggio destinati all’assemblaggio. In questo caso gli operatori sono costretti a sospendere la lavorazione e a ripulire le superfici dalla polvere, causando blocchi e rallentamenti che, in una visione generale, risultano essere un costo passivo piuttosto problematico.
Quali soluzioni valutare?
Il punto è che le cariche elettrostatiche possono intervenire in tutta la fase di produzione e assemblaggio del prodotto, dal prelievo alla mappatura passando. Ogni passaggio della filiera produttiva può risultare problematico quando si sollevano polveri o si creano disallineamenti che, come abbiamo visto, sono la principale ragione di scarti e blocchi onerosi per l’azienda.
Inoltre l’accumulo di carica elettrostatica che solleva polveri sottili quando si incontra con macchinari ad alta velocità e surriscaldati può dare vita ad esplosioni ed incendi o a scosse agli operatori. Questo non rende affatto sicuro il luogo di lavoro ed è una delle principali ragioni per cui diventa indispensabile installare barre antistatiche, una soluzione che serve a ionizzare l’area di accumulo e a dissiparlo all’origine. Grazie alle barre ionizzanti le aziende possono ritrovare la massima efficienza durante la produzione e, soprattutto, preservare i collaboratori da scosse, incendi ed esplosioni.










