(Adnkronos) – Il mercato europeo dell’auto apre il 2026 con il segno meno. A gennaio le nuove immatricolazioni si attestano a 961.382 unità, in calo del 3,5% rispetto alle 996.016 dello stesso mese del 2025. Nel dettaglio dei principali mercati, Germania e Francia registrano entrambe una contrazione del 6,6%, mentre la Spagna mostra una crescita contenuta (+1,1%) e il Regno Unito accelera del 3,4%. In questo contesto si distingue l’Italia che, con un incremento del 6,2%, mette a segno la migliore performance tra i cinque major markets europei. L’Italia si conferma fanalino di coda tra i grandi mercati europei per quota di veicoli ricaricabili (ECV), che a gennaio si ferma al 14,8% del totale. All’interno di questa percentuale, le auto elettriche pure (BEV) rappresentano il 6,6%, mentre le ibride plug-in (PHEV) l’8,2%. Il Direttore Generale di UNRAE Andrea Cardinali afferma: “UNRAE sostiene ormai da anni che l’attuale regime fiscale delle auto aziendali rappresenta uno dei principali ostacoli della transizione ecologica. Se fosse meno penalizzante, le flotte contribuirebbero ad accelerare la diffusione delle tecnologie pulite e rinnoverebbero il proprio parco con maggiore frequenza, generando un usato “giovane” e accessibile. Se non si procede a una riforma della fiscalità in chiave green – intervenendo su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento – l’Italia non sarà in grado di centrare i target europei, rischiando seriamente di trasformarsi in un mercato di serie B”.
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