(Adnkronos) – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha firmato il decreto per il 41 bis, il carcere duro, per Matteo Messina Denaro. Lo si apprende da fonti di via Arenula. "Possiamo garantire che coniugheremo il diritto alla salute con l'assoluta sicurezza" nell'espiazione della pena "di un ex latitante pericoloso che è stato catturato con molta fatica dopo molti anni", ha detto Nordio intervenuto stamattina a 'Radio 24 in 24 Mattino'. "Un minimo senso di umanità, di senso cristiano oltre a ciò che insegna la Costituzione, impone di curare le persone ammalate anche se si tratta dei peggiori incriminati e condannati per reati infami – ha sottolineato Nordio – Noi siamo assolutamente in grado di garantire l'assoluta sicurezza nell'espiazione della pena e la salute, che è un bene indisponibile che va tutelato anche nei confronti dei peggiori criminali". "Luoghi dove esistono strutture sanitarie compatibili con la massima sicurezza esistono – ha assicurato – non sono molti, ma sarà una decisione delle autorità competenti non solo del ministero", ha spiegato il ministro rispetto al luogo in cui Messina Denaro viene detenuto. Il Guardasigilli ha quindi lamentato "sibili di rancore su alcuni giornali, che non si rassegnano al fatto che questa grandissima operazione sia stata operata da un governo di centrodestra; dopo aver a lungo lamentato inerzia o addirittura indifferenza del governo sul fenomeno mafioso ecco che proprio da questo governo arriva un successo straordinario che viene applaudito in tutto il mondo". Tuttavia, ha sottolineato Nordio, "è illusorio pensare che arresti come questo avvengono per un colpo di fortuna, ma anche illusorio pensare che la mafia possa essere combattuta perché si arrestano boss. E' un fenomeno radicato e diffuso che va combattuto con un arsenale di armi dalla tecnologia alle indagini finanziarie, dall'osservazione al pedinamento e controllo delle persone e con una rivoluzione copernicana culturale". Quanto alle intercettazioni "sono uno strumento indispensabile per il terrorismo e la mafia, ciò che va cambiato radicalmente è l'abuso che se ne fa per i reati minori con conseguente diffusione sulla stampa di segreti individuali e intimi che non hanno niente a che fare con le indagini". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










