(Adnkronos) – La fotografia della rincorsa alle Olimpiadi sta tutta nell'esterno, tra gli operai e le gru al lavoro nel cantiere. Il debutto dell'Arena Santa Giulia per il test event dell'hockey su ghiaccio dell'ultimo weekend conferma che ci sarà da correre verso i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, al via il prossimo 6 febbraio. Tanto è stato fatto negli ultimi mesi, tanto altro ci sarà da fare nelle tre settimane che accompagneranno ai nastri di partenza per far sì che tutto sia perfetto per il grande evento. Dopo mesi di attesa, tra dubbi e incertezze, la nuova Arena è stata aperta al pubblico con le Final Four del Campionato Ihl Serie A e della Coppa Italia 2025/2026, da venerdì 9 a domenica 11 gennaio. È stato l'ultimo test event verso Milano Cortina 2026, la prova generale del grande evento per una venue che durante i Giochi sarà il centro nevralgico dei tornei di hockey, assegnando il titolo femminile il 19 febbraio e quello maschile il 22 febbraio. Un test event vissuto dagli organizzatori con un pizzico di ansia in più anche per gli occhi puntati addosso dalla National Hockey League (Nhl), la lega professionistica nordamericana con i campioni più famosi al mondo, che torneranno alle Olimpiadi dodici anni dopo l'ultima volta. Le Hockey Finals sono iniziate venerdì sera con la semifinale di Coppa Italia tra Caldaro e Varese, partita caratterizzata da un imprevisto: un piccolo buco nel ghiaccio che ha portato a qualche minuto di stop per l'intervento degli addetti ai lavori. L'episodio ha fatto discutere gli appassionati sui social, ma il problema è stato risolto in pochi minuti e ridimensionato dall'organizzazione. A spiegare cos'è successo è stato Don Moffatt, Ice Master di Fondazione Milano Cortina 2026: "Quando si tratta di ghiaccio nuovo, su cui non si è ancora pattinato, possono manifestarsi delle crepe, talvolta riconducibili anche all’azione delle macchine rasaghiaccio. In una fase iniziale è dunque possibile che si verifichino delle crepe. Tuttavia, la qualità del ghiaccio si è rivelata buona in questo caso e si è registrato solo un buco di 2 centimetri. L’abbiamo ripristinato immediatamente e, al termine del primo tempo del primo match, siamo intervenuti nuovamente con le macchine rasaghiaccio. All’inizio del secondo tempo, la superficie risultava già perfettamente solida. Siamo pertanto molto soddisfatti, si tratta di aspetti marginali e pienamente coerenti con le normali procedure operative". Moffatt, specialista del ghiaccio arrivato dal Canada per far sì che alle Olimpiadi ci siano le migliori condizioni per gli assi dell'hockey, ha aggiunto: "Esprimiamo piena soddisfazione per le condizioni del campo. La pista da hockey è stata costantemente sottoposta a interventi di manutenzione e gestione, svolti con competenza e con elevati standard di professionalità". La 'prima' dell'Arena è stata accompagnata dalla risposta del pubblico, in alcuni casi anche 'molto rumoroso' come da tradizione nordamericana. Migliaia di curiosi hanno fatto un salto all'Arena nel weekend, nonostante qualche difficoltà logistica. In primis in termini di parcheggi, con disponibilità limitata nelle immediate vicinanze della venue (per praticità molti hanno lasciato l’auto in uno dei parcheggi limitrofi, come San Donato). Altri hanno preferito il trasporto pubblico, sfruttando le tante navette in partenza dalla stazione di Rogoredo, che hanno facilitato l'arrivo al palazzetto. “Queste giornate servivano per testare il campo di gara, che sicuramente è stato all'altezza, e alcune attività di gestione degli spettatori, soprattutto lato trasporti" ha chiarito l’ad di Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier, nell’ultima giornata dei test event. "Anche questo aspetto – ha aggiunto – ci ha dato grandi soddisfazioni. Il lavoro fatto insieme a Comune e Atm sulle navette dalla stazione di Rogoredo ha funzionato e siamo molto contenti. La risposta della città? Abbiamo venduto più di 17mila biglietti, era quello che potevamo fare perché questa era la capienza per l'evento, c’è stata una risposta molto positiva. C’era curiosità". Ernesto Alessio, giocatore dell'Alleghe, non ha nascosto l'entusiasmo al termine del match vinto dai suoi contro l'Appiano: "È bello giocare qui, è una grande arena e ci sono tanti posti. Parliamo di uno stadio olimpico". Le partite di hockey hanno intanto detto che si potrà giocare, nonostante i lavori da ultimare. Stando alle previsioni, i lavori finiranno per i primi incontri della fase a gruppi, in programma il 5 febbraio (consegna concordata per il 25 gennaio). Tra le sfide degli organizzatori per le prossime settimane, completare le operazioni sulle tribune, rifinire gli spogliatoi e nascondere tubi e cavi scoperti, sparsi qua e là nell'impianto. Interventi che erano già stati messi in conto, come spiegato dal direttore sportivo del Cio Pierre Ducrey: "La Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena ha il potenziale per diventare un’arena fantastica. Ci sono da finire alcune cose, ma siamo dove volevamo essere. Il piano è chiaro, finiremo l’opera dopo il test event. Sono felice di vedere i giocatori giocare e non solo gente che ne parla. La Nhl verrà qui nei prossimi giorni, poi saranno in grado di dire la loro. Sono molto fiducioso”. Qualche numero in termini di capienza. La gross capacity dell'Arena sarà di 15.300 persone e durante le Olimpiadi ospiterà fino a 11.800 spettatori paganti. La differenza tra la capacità netta e gross è da ricondurre a fattori come l’elemento sport e l’accoglienza degli stakeholder del mondo olimpico e paralimpico, tra cui gli stessi media (a cui è dedicata una tribuna stampa di oltre 400 sedute). L’arena si sviluppa su quattro livelli e la superficie complessiva è di circa 82mila metri quadrati. C'è anche un discorso sulle dimensioni della pista: il campo misura 60 metri x 26 metri (circa 196.85 ft. x 85.3 ft) e rispetta gli standard europei, ma è più corto di quelli nordamericani. Per le stelle della Nhl ci sarà dunque una questione di adattamento durante il torneo olimpico. E dopo i Giochi? Addio hockey. L'Arena sarà ancora al servizio dello sport (ospiterà, per esempio, le fasi finali dell’europeo maschile di pallavolo a settembre) ma darà grande spazio soprattutto alla musica. Mercoledì 6 maggio sarà Luciano Ligabue a inaugurare la struttura da questo punto di vista. Il messaggio? Si può intuire. A Santa Giulia, "il meglio deve ancora venire". (di Michele Antonelli)
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