(Adnkronos) – L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha ottenuto un finanziamento complessivo di 55,22 milioni di euro nell'ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021–2027 (PNRIC). Le risorse, assegnate dal MUR, mirano a consolidare infrastrutture e filiere tecnologiche considerate essenziali per la sovranità scientifica del Paese. "Le risorse assegnate confermano la volontà di guardare oltre il PNRR, mettendo in sicurezza, passo dopo passo, infrastrutture, filiere di ricerca e capitale umano essenziali per la competitività scientifica del Paese", ha dichiarato Roberto Ragazzoni, Presidente dell’INAF. Secondo Ragazzoni, tali fondi permetteranno di proseguire nel solco dell’innovazione tecnologica "in collaborazione stabile con università, enti di ricerca e rete industriale". Con uno stanziamento di circa 18,7 milioni di euro, il progetto CTA++ si pone l'obiettivo di espandere le applicazioni dell'astrofisica particellare. Partendo dall'esperienza del Cherenkov Telescope Array Observatory (il più grande osservatorio di raggi gamma al mondo), l'iniziativa si spinge verso settori trasversali. Le tecnologie sviluppate avranno ricadute dirette sul monitoraggio dei vulcani attivi, sulla sorveglianza spaziale e sullo sviluppo di sensori al silicio con potenziali applicazioni nel settore biomedicale e ambientale.
Il programma STILEMI, finanziato con oltre 18,7 milioni di euro, punta alla creazione di laboratori d'avanguardia per il settore aerospaziale. Tra le infrastrutture previste spicca una Camera di Simulazione dell'Ambiente Lunare, progettata per replicare le condizioni ostili del suolo lunare e testare la resistenza degli strumenti spaziali. Il progetto include anche acceleratori ionici ad alta energia per lo studio dei materiali in ambienti estremi e facility dedicate alle nanotecnologie e all'ottica adattiva per telescopi di nuova generazione. L'ultimo pilastro, ASTRASud (17,5 milioni di euro), riguarda l’aggiornamento tecnologico delle infrastrutture presenti nel Sud Italia. Gli interventi si concentreranno sul Sardinia Radio Telescope e sul radiotelescopio di Noto, in Sicilia, potenziando i ricevitori per l’astronomia multimessaggera. Parte dei fondi sarà destinata allo sviluppo di nuovi telescopi per lo studio del Sole (space weather) e all'implementazione di sistemi di calcolo avanzati per il processamento di grandi moli di dati astronomici. L'investimento complessivo non solo rafforza la posizione dell'Italia nelle grandi missioni spaziali internazionali, ma agisce come motore di innovazione per l'industria nazionale, garantendo la continuità di progetti già avviati e la capacità di attrarre nuovi talenti nel campo della ricerca scientifica.
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