Il Napoli nella stagione 2022/2023 sta dimostrando di essere la squadra più in forma della Serie A. La rosa azzurra ha risolto il suo problema numerico: se in passato (si pensi ad esempio al momento di Sarri in panchina) il gruppo partenopeo poteva contare su un risicato gruppo di titolari e con riserve non all’altezza, adesso non è più così. Le cifre delle scommesse calcistiche e le analisi condotte da esperti del calcio sono concordi nel ritenere la squadra campana come tra quelle più lanciate verso il trionfo finale. Un titolo che tornerebbe a Napoli dopo oltre 30 anni di assenza. Tra gli elementi che maggiormente spingono i partenopei verso lo scudetto vi è sicuramente la profondità della rosa: la formazione a disposizione di Luciano Spalletti è tra le più complete presenti nel massimo campionato italiano. In modo particolare per quanto riguarda il reparto offensivo: tutti gli interpreti azzurri potrebbero essere titolari in altre compagini di Serie A, si faccia riferimento ad esempio a Simeone o Raspadori, i due neoacquisti del mercato estivo precedente, che pur entrando spesso a partita in corso hanno sempre dato il loro fondamentale apporto alla causa.
Il fatto che il Napoli attuale sia superiore a quello della precedente stagione è certificato anche dai numeri. Confrontando le classifiche dopo 19 giornate di campionato, la formazione partenopea ha oggi 11 punti in più rispetto al campionato 2021/2022, segno di un miglioramento costante sotto tutti gli aspetti del gruppo: mentalità, difesa, attacco, gestione della palla e così via. Una grossa mano è arrivata dal calciomercato, che ha permesso di operare una rivoluzione all’interno della rosa campana. Guardando ai nomi presenti nella scorsa stagione, i più illustri avevano fatto le valigie al termine dell’annata. Si tratta di Koulibaly, passato al Chelsea e Fabian Ruiz, ceduto al Paris Saint-Germain, titolari di due corazzate in Premier League e Ligue 1. La lista però prosegue con i due napoletani per eccellenza: uno di nascita e l’altro d’adozione, per sua stessa ammissione. Si intendono Insigne e Mertens, entrambi arrivati a fine contratto e non rinnovato per volontà della società campana: il primo è emigrato al Toronto mentre il secondo milita attualmente nel Galatasaray.
Com’era ovvio che fosse, lo scetticismo attorno a queste operazioni era molto elevato e ancor di più lo fu quando vennero ufficializzati i nomi dei nuovi innesti. Per la difesa sono arrivati Kim dal Fenerbahçe e Ostigard dal Brighton. A rafforzare il centrocampo c’è stato l’innesto di Ndombélé dal Tottenham (preso in prestito) ma le operazioni maggiori sono state fatte in attacco, sottoposto ad un restyling quasi completo. Confermati Osimhen e Lozano, ampi investimenti hanno permesso di portare in maglia azzurra Simeone (dal Verona) e Raspadori (dalla bottega Sassuolo, tra le più care d’Italia). Il Cholito è stato decisivo anche in match come la vittoria contro il Milan a San Siro e il successo casalingo contro la Roma. Ultimo, ma non certo per importanza, è l’arrivo di Kvaratskhelia: l’ala georgiana è arrivato da sconosciuto in Serie A ed è bastata metà stagione per prendersi applausi da parte di tifosi e addetti ai lavori, avversari inclusi, unanimi nel riconoscere le indubbie qualità del giovane classe 2001.










