(Adnkronos) – C’è una differenza fondamentale – anche se molto sottile – tra un imprevisto che rallenta la produzione o il business e una minaccia che può decretare la fine di un’impresa, o un danno importante ai suoi stakeholders o alla comunità in cui opera, soprattutto in un momento molto complesso e instabile come quello che stiamo vivendo. Oggi, la gestione dei rischi di natura esistenziale deve essere trattata con continuità al tavolo dei Consigli di Amministrazione. “Il vero spartiacque per le imprese italiane – precisa Massimo Michaud, presidente di Cineas il Consorzio Universitario, fondato dal Politecnico di Milano specializzato nella diffusione della cultura del rischio – non è solo la capacità di assicurarsi trasferendo l’impatto economico del rischio all’assicuratore, ma quella di saper individuare e prevenire i rischi esistenziali. Nonostante una consapevolezza in crescita, con il 43% dei board che oggi supervisiona direttamente i rischi rispetto al 35% di pochi anni fa (dati Osservatorio Cineas), rimane presente in molti casi un approccio fatalista che può esporre le aziende alle situazioni più insidiose. Ed è in questo ambito che i membri dei CdA devono intervenire, in particolare i non executive directors che si fanno portatori di una particolare sensibilità al contesto esterno all’impresa”. Il 2026 si preannuncia come un anno importante: oltre alle coperture per i danni climatici infatti le imprese si trovano a fare i conti con un ecosistema digitale che amplifica i rischi reputazionali, il furto di brevetti e le minacce cyber e minaccia il loro patrimonio immateriale di conoscenza e competenze. In questo scenario la protezione non può più essere limitata alla protezione assicurativa, ma deve trasformarsi in un confronto continuativo, basato sulla prevenzione e sull'analisi profonda delle vulnerabilità dell’impresa. Diventa necessario, dunque, un coinvolgimento diretto e strutturato dei consigli di amministrazione delle aziende che consenta di arrivare a una reale presa di coscienza dei rischi operativi. L’aspetto umano, dunque, rimane centrale perché solo con le giuste competenze è possibile tradurre la consapevolezza in azione resiliente. Di fronte a minacce in costante evoluzione, l'aggiornamento continuo diventa l'unico strumento in grado di allineare la percezione del rischio alla realtà dei fatti. Il patrimonio di competenze costantemente rinnovato permette di interpretare i dati tecnici, anticipare le vulnerabilità e trasformare la prevenzione da concetto teorico a vera e propria barriera difensiva per la continuità del business. “Io credo – continua Massimo Michaud – che la vera sfida per i vertici aziendali non risieda soltanto nella gestione di un eventuale danno, ma nel riconoscimento preventivo della gravità e della natura delle principali minacce. Per fare questo, il coinvolgimento dei CdA è fondamentale per comprendere la natura dei rischi e predisporre le difese adeguate. Di fronte a minacce che mettono a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’organizzazione, il Consiglio di Amministrazione non può più limitarsi a una funzione di controllo, ma deve farsi promotore attivo della costruzione di un sistema di prevenzione e di gestione delle eventuali crisi”. Verso una logica di sistema nel 2026 basata sulla formazione continua. Attraverso una collaborazione tecnica più stretta, gli assicuratori, con una lunga esperienza nell’affrontare situazioni di rischio, possono diventare partner strategici, capaci di guidare le imprese nella mappatura delle vulnerabilità e nell'adozione di misure di mitigazione efficaci. Attraverso la condivisione di dati accurati e una formazione specifica del management sarà possibile superare un approccio formalistico e creare un potente strumento di tutela della continuità operativa e di competitività sul mercato globale. “Per rispondere a queste esigenze – conclude Michaud – Cineas ha attivato percorsi di formazione sulla Risk Governance e sulla Corporate Governance che puntano a fornire ai Board Member le competenze tecniche necessarie per governare scenari di forte complessità e rafforzare la tutela dell’operatività delle imprese”. Proprio per sottolineare la centralità del ruolo dei consiglieri, Cineas ha organizzato il convegno 'Governance d'impresa e rischi esistenziali' che ha accolto le testimonianze di: Maurizia Iachino, presidente Fuori Quota, presidente Azione contro la Fame Italy, Advisor Family Business, membro Consiglio di Reggenza Banca d’Italia, Advisor Cineas; Paola Bonomo, Amministratore indipendente Admiral Group, Inwit, Faac; Michaela Castelli, presidente Sea Aeroporti di Milano e Epta; Gioia Ghezzi, Chair Ned; Silvia Stefini, amministratore indipendente Leonardo e Banco Bpm, Compliance e Risk Officer Equiter SGR e autrice de 'La governance meritocratica'; Fabio Cerchiai, presidente Bper.
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