(Adnkronos) – Nell’attuale contesto di crisi geopolitica globale le imprese ne pagano il prezzo: le tensioni frammentano le filiere globali, esponendo le pmi a rischi logistici, dazi e instabilità, specialmente come terziste. Per approfondire l’argomento Adnkronos/Labitalia ha intervistato Simona D’Alessandro, fiscalista del network Partner d’Impresa primo network di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro nato per offrire al mondo delle pmi un sistema di servizi integrati.
In che termini questo contesto attuale così complesso può risultare un’opportunità per le imprese?
La situazione odierna pone sfide e scenari incerti ma consente alle aziende un’occasione concreta per sforzarsi a ragionare in ottica preventiva, apprendendo metodi e strategie che consentono di evitare di farsi trovare impreparati al sopraggiungere di crisi e difficoltà. Questo lavoro, se svolto congiuntamente da un consulente economico e legale, permette non solo di quantificare il rischio, ma anche di definire le azioni necessarie per mitigarlo, sul piano finanziario, contrattuale e organizzativo. Occorre, pertanto, rafforzare i presidi legali e di governance.
Perché la sinergia tra consulenza finanziaria e legale è la strategia per eccellenza per governare i potenziali scenari di crisi?
Gestire un’impresa richiede un monitoraggio costante dei flussi di cassa, della sostenibilità del debito e della continuità aziendale. Questo equilibrio finanziario è strettamente legato alla sfera giuridica: una crisi di liquidità sfocia facilmente in contenziosi, mentre una rinegoziazione tempestiva dei contratti tutela le relazioni commerciali e l'operatività. In quest'ottica, la pianificazione strategica deve basarsi su simulazioni e scenari alternativi. Anticipare l'impatto di shock esterni – come il calo del fatturato o l'impennata dei costi di energia e materie prime – permette di individuare i punti di rottura e definire in tempo le giuste leve d'azione.
A cosa servono le simulazioni di cassa?
L’utilizzo congiunto di simulazioni di cassa e stress test consente di analizzare scenari e possibili soluzioni finanziarie in anticipo, definendo piani di azione per diversi possibili contesti di crisi compatibili con la propria tipologia di azienda. Questo comportamento contribuisce al miglioramento del Dscr (Debt service coverage ratio), indice che esprime la capacità dei flussi di cassa di coprire il servizio del debito, rafforzando l’affidabilità dell’impresa nei confronti degli istituti di credito e fornendo un indicatore di allerta e di prevenzione della crisi d'impresa.
Quali sono i principali step operativi da considerare?
Come prima cosa è necessario individuare clienti, fornitori, Paesi, rotte logistiche, fonti energetiche e linee di prodotto più esposte a shock geopolitici. Senza una mappa delle dipendenze, la prevenzione resta astratta. Bisogna poi monitorare la cassa in ottica previsionale; serve una stima di entrate e uscita 3, 6 e 12 mesi, con aggiornamento periodico, per anticipare tensioni di liquidità e fabbisogni finanziari. In seguito è necessario simulare scenari di diversa tipologia di crisi: come l’aumento dei costi energetici, il ritardo negli incassi, la contrazione del fatturato export, il blocco temporaneo di forniture o l’aumento dei tassi, così da individuare in anticipo i punti di rottura.
Che tipo di controlli è bene fare sui contratti in essere?
La revisione dei contratti chiave è poi un altro aspetto fondamentale, che consente di inserire clausole di forza maggiore o di rinegoziare termini connessi a tempi di consegna o forniture per evitare che l’eventuale shock diventi inadempimento in maniera automatica. E’ importante anche ridurre la dipendenza da un solo mercato, optando almeno per una seconda fornitura.
Come fare a diversificare il rischio di impresa?
Per abbassare il rischio di impresa e tenere sotto controllo la liquidità è necessario segmentare il rischio clienti, monitorare gli incassi scaduti, rivedere i fidi commerciali e valutare strumenti di tutela del credito, perché nei contesti instabili il rischio non è solo vendere meno, ma incassare peggio. Anche aggiornare i prezzi con maggiore frequenza è importante, distinguendo tra listini, commesse e clienti così come valutare formule contrattuali che consentano di assorbire parte degli aumenti di costo.
In termini di organizzazione aziendale ci sono delle accortezze da considerare?
In un'ottica puramente preventiva, definire ruoli e responsabilità è fondamentale per evitare il caos nei momenti critici. Formalizzare l'organigramma, le deleghe, le procedure decisionali e i flussi di reporting non è un semplice adempimento burocratico, ma la base degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili indispensabili per garantire la continuità aziendale. Per monitorare la salute del business non serve una quantità eccessiva di dati: bastano pochi indicatori chiave, purché letti correttamente. Tra questi, sono essenziali la cassa prospettica, il Dscr (per misurare la sostenibilità del debito), i giorni medi di incasso, la puntualità dei fornitori, la saturazione produttiva, la marginalità per linea e la concentrazione del portafoglio clienti (per valutare la dipendenza da pochi acquirenti chiave). (di Sabrina Rosci)
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