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Caldo e rischi per l’attività fisica, l’esperta: “Non esiste fisico immune, occhio ai sintomi neurologici”

Da Redazione Ultimenews24.it
1 Giugno 2026
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Caldo e rischi per l’attività fisica, l’esperta: “Non esiste fisico immune, occhio ai sintomi neurologici”
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(Adnkronos) –
Durante le ondate di calore "l'attività fisica richiede un'attenzione particolare, soprattutto per chi pratica sport all'aperto o svolge allenamenti intensi. Quando ci muoviamo, una parte significativa dell'energia prodotta dai muscoli viene trasformata in calore. In condizioni normali il nostro organismo riesce a smaltirlo attraverso la sudorazione e l'aumento del flusso di sangue verso la pelle. Quando però la temperatura ambientale è elevata, e ancora di più quando si associa un'elevata umidità, questi meccanismi diventano meno efficaci e la temperatura corporea può aumentare rapidamente. Il problema non riguarda soltanto il rischio di surriscaldamento. Durante l'esercizio fisico il sistema cardiovascolare deve contemporaneamente garantire sangue ai muscoli impegnati nello sforzo e alla pelle per disperdere il calore. A questo si aggiunge la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore. E' questa combinazione di fattori che può determinare un importante calo della performance e, nei casi più severi, vere e proprie emergenze mediche. I primi segnali da riconoscere sono crampi muscolari, sudorazione molto abbondante, sete intensa e una sensazione di affaticamento superiore a quella normalmente attesa per quel tipo di sforzo. Se compaiono vertigini, debolezza marcata, nausea, mal di testa, tachicardia o sensazione di svenimento, è necessario interrompere immediatamente l'attività fisica, spostarsi in un ambiente fresco e iniziare a raffreddare il corpo e a reintegrare i liquidi". A fare il punto è per l'Adnkronos Salute è Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in Medicina interna.  "Particolare attenzione va posta ai sintomi neurologici: confusione mentale, alterazioni del comportamento, difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione o perdita di coscienza possono indicare un colpo di calore, una condizione potenzialmente letale che richiede l'immediato intervento dei soccorsi. In questi casi ogni minuto è prezioso", avverte.   Le strategie di prevenzione sono relativamente semplici, ma fondamentali. "È consigliabile allenarsi nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto, evitando le fasce orarie più calde della giornata. Nelle giornate particolarmente afose è opportuno ridurre intensità e durata dell'allenamento, accettando che la performance fisiologicamente diminuisca – suggerisce Tomasi – L'idratazione deve iniziare prima dell'attività fisica e proseguire durante e dopo lo sforzo, con particolare attenzione al reintegro del sodio quando la sudorazione è abbondante. Anche l'acclimatazione svolge un ruolo molto importante: il corpo è in grado di adattarsi progressivamente al caldo nell'arco di una o due settimane, migliorando la capacità di sudare e di controllare la temperatura corporea. Per quanto riguarda la composizione corporea, è vero che l'obesità rappresenta un fattore di rischio ben documentato per l'intolleranza al caldo. Il tessuto adiposo agisce infatti come un isolante e rende più difficile la dispersione del calore. Questo non significa però che essere molto magri protegga automaticamente dai problemi legati alle alte temperature. La risposta è più complessa. Le persone molto magre – spiega l'esperta – tendono ad avere un rapporto superficie corporea/massa più favorevole alla dispersione del calore e questo può rappresentare un vantaggio in molte situazioni. Tuttavia una massa corporea ridotta comporta anche minori riserve idriche e una minore inerzia termica: in pratica la temperatura interna può aumentare più rapidamente durante uno sforzo intenso o in condizioni ambientali estreme. Per questo motivo la magrezza non deve essere considerata una garanzia di sicurezza".  Il messaggio più importante "è che non esiste un fisico immune al caldo. La tolleranza alle alte temperature dipende molto più dal livello di allenamento aerobico, dallo stato di idratazione, dall'acclimatazione e dalla capacità di ascoltare i segnali del proprio organismo. Con le giuste precauzioni è possibile continuare a svolgere attività fisica anche durante l'estate, ma il rispetto dei limiti imposti dal caldo è fondamentale per proteggere sia la salute sia la performance", conclude Tomasi.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
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