Il check sul coprifuoco da parte del governo si terrà “a 2-3 settimane dalle aperture del 26 aprile, dunque metà maggio come abbiamo detto sin da subito, annunciando le aperture step by step. Se si può, ovvero se i dati lo consentono, valuteremo modifiche”. Lo spiegano fonti di governo all’Adnkronos. Per il momento, non è stata convocata nessuna cabina di regia dal premier Mario Draghi.
“Sono ampiamente favorevole a mitigare e poi a superare il coprifuoco, a partire da metà maggio sulla base dei dati epidemiologici. Non vogliamo tenere Italia chiusa, per questo non servono strumentalizzazioni di Salvini”, scrive su Twitter il senatore Pd, Andrea Marcucci.
E’ stato raggiunto un accordo nella maggioranza sulla riformulazione dell’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia in merito all’abolizione del coprifuoco. La nuova versione dell’atto di indirizzo, secondo quanto si apprende, impegnerebbe il governo “nel mese di maggio a valutare, sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, l’aggiornamento delle decisioni prese con il decreto-legge n. 52 del 2021, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento”. Alla fine è dovuto intervenire Draghi per superare il nodo. La maggioranza ha trovato un’intesa solo dopo lunghe sospensioni della seduta della Camera e per arrivare alla mediazione è stato coinvolto il premier, interpellato dal ministro dei rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.
“Abbiamo lavorato, e quando lo fai con buon senso e senza voglia di litigare i problemi li risolvi. Dovremmo essere arrivati a un scelta comune sul coprifuoco che fino a ieri sembrava impossibile”, rimarca il leader della Lega, Matteo Salvini. “Ha vinto la Lega? No, non ha vinto nessuno, non ha perso nessuno. A dimostrazione del fatto che non era un capriccio della Lega”, risponde Salvini.
“Ho letto dichiarazioni imbarazzanti di Zingaretti, Orlando…tutti i sindaci, i governatori, i lavoratori, gli imprenditori chiedono il ritorno alla normalità se i dati sono positivi, quindi mi sembra di poter dire che abbiamo fatto un buon lavoro”.
“Io sono per la cancellazione” e questo ordine del giorno “impegna entro maggio, e non entro il 31 luglio, abbiamo guadagnato due mesi. Dal mio punto di vista l’obiettivo è quello di cancellare il coprifuoco se i dati continueranno a essere buoni come lo sono. Abbiamo sancito un principio che se i dati migliorano, riapri”.
Giorgia Meloni, però, non ci sta: “La riformulazione che state proponendo su uno degli odg presentati da Fdi sul tema del coprifuoco è prendere in considerazione l’ipotesi di valutare tra un mese l’aggiornamento delle decisioni prese sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico. Ministro D’Incà, ma che riformulazione è? Lei sta in buona sostanza dicendo che il coprifuoco alle 22 deliberato fino al 31 luglio è una misura che non tiene conto dell’andamento epidemiologico? Questo state dicendo con questa riformulazione”, dice la leader di Fratelli d’Italia intervenendo in Aula alla Camera.
“Oppure state dicendo implicitamente che abbiamo ragione noi quando sosteniamo che il coprifuoco è una misura inutilmente punitiva”, rimarca Meloni. “Io continuo a ritenere che il coprifuoco sia una misura illegittima, inutile, che devasta le nostre imprese e chiediamo che venga abolito. Non ho ragione di accettare questa riformulazione perché do per scontato che dovrete rivedere questa scelta folle”.










