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Home Salute e Benessere

Aids, Mariavittoria Rava: “Dopo i tagli di Trump, ad Haiti abbiamo venduto 2 camion per i farmaci salvavita”

Da Redazione Ultimenews24.it
29 Marzo 2025
In Salute e Benessere
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Aids, Mariavittoria Rava: “Dopo i tagli di Trump, ad Haiti abbiamo venduto 2 camion per i farmaci salvavita”
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(Adnkronos) – E' successo tutto all'improvviso. "Ho ricevuto un messaggio di notte. Era padre Rick, il direttore dei nostri progetti in Haiti. Lì abbiamo l'ospedale Saint Damien, che è un ospedale per bambini e mamme, e diamo i farmaci antiretrovirali per le mamme che hanno l'Hiv, per evitare la trasmissione dell'infezione al feto. E' un programma molto grande per pazienti con il virus e si basava interamente su un finanziamento Usaid. La tempestività del taglio ai fondi è stata un ulteriore problema. Non c'è solo il danno di aver perso un aiuto, ma è l'immediatezza dello stop che ci ha impedito di cercare una soluzione alternativa. Abbiamo dovuto vendere due camion che avevamo lì per avere subito i soldi per continuare ad acquistare i farmaci. Farmaci che sono salvavita". E' la testimonianza di Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava, che spiega all'Adnkronos Salute: "La velocità che c'è stata nel passaggio dalla decisione alla sua esecuzione ha colpito tutti".  Il programma Hiv dell'ospedale Nph St Damien, che cura circa 600 pazienti ad Haiti, è stato fra i servizi rimasti dall'oggi al domani senza fondi Usaid dopo che la 'scure' di Donald Trump si è abbattuta sull'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, il principale ente governativo per la distribuzione di aiuti all'estero. Colpisce la modalità, ribadisce Rava, perché "questa decisione di Trump ha avuto un'esecuzione immediata. Normalmente qualunque donatore, quando decide di non continuare un finanziamento, di non rinnovarlo, lascia sempre del tempo" per riorganizzarsi. "Poi io mi sono anche detta che magari nel mondo ci sono degli sprechi, ma posso parlare solo del nostro programma e dico che prendersi il tempo di fare degli assessment e valutare quali sono i programmi efficienti e giusti" da mantenere "forse sarebbe stato più opportuno".  Il programma di Fondazione Francesca Rava – Nph Italia Ets per l'Hiv ad Haiti riguarda "i pazienti che vanno nel reparto del nostro ospedale per avere questi farmaci salvavita, terapie che non puoi interrompere, ma c'erano anche degli studi, delle ricerche molto belle e interessanti. Avevamo anche la parte della prevenzione, ma hanno tolto il finanziamento proprio sul programma, un finanziamento che andava avanti da anni, e abbiamo dovuto tagliare per forza, abbiamo tenuto solo la parte salvavita". E adesso cosa fanno le tante realtà nel mondo che hanno perso i fondi? "Ognuno sta cercando la propria strada per sopravvivere, perché in questo momento è questo che stiamo facendo. Noi vogliamo aiutare queste 600 persone in cura, e stiamo lanciando un appello a tutti i nostri donatori per 'adottare' un paziente. Stiamo chiedendo un aiuto, anche con poco, per sostenere le cure per loro". Non nasconde l'amarezza, Mariavittoria Rava, per quello che sta accadendo con la perdita dei sostegni. "Come noi, che nel nostro caso ci siamo arrabattati, ci sono organizzazioni che tengono vivi i loro programmi e li mandano avanti. Ma in altri casi c'è chi è costretto a interromperli e può essere devastante, perché poi rimettere in pista un programma non è facile. Al di là del fatto – aggiunge – che ci sono tante vite umane dietro questa cosa, sono cure salvavita. In Haiti dove noi operiamo la situazione è drammatica. Siamo un po' il polo di riferimento per queste pazienti, non ci sono molte altre alternative, anzi non ce ne sono proprio. Noi abbiamo l'ospedale Saint-Damien e l'ospedale St Luc a Port-au-Prince", la capitale di Haiti, "che sono uno per bambini e mamme e l'altro per famiglie e sono due strutture che hanno i programmi Hiv, quindi è stata una bella botta". Come si può fronteggiare la crisi aperta dai tagli? "Non lo so – ammette Rava – immagino con la sensibilizzazione. Io mi auguro che sia solo un momento di 'settaggio', di riconfigurazione, per poi magari tornare a finanziare i progetti più validi. E magari si potrebbe sensibilizzare chi ha preso questa decisione sul fatto che ci sono certi programmi che hanno degli impatti a livello globale. Ci sono anche fondazioni come la Fondazione Bill & Melinda Gates che hanno fra i loro scopi la lotta all'Hiv, e una strada potrebbe essere anche sensibilizzare queste realtà, però non saprei, è tutto molto delicato".  Rava ha ovviamente raccolto anche le preoccupazioni degli operatori. "Noi avevamo come sostenitori sia Usaid che Pepfar", il 'Us President's Emergency Plan for Aids Relief', "e abbiamo tantissimi medici americani volontari, anche loro non saranno contenti perché conoscono il nostro programma, formano i medici con noi. Insomma, i progetti non sono sulla carta, i progetti sono nella realtà, sono fatti da persone. Persone che ci lavorano, che ci hanno creduto, che hanno costruito competenze. E sono dunque anche le competenze che si buttano via. L'impatto è gigantesco". E poi c'è la sofferenza. "Dietro questi programmi ovviamente non ci sono numeri – ribadisce – ci sono esseri umani che soffrono. Penso alla storia di questa mamma, in cura per Hiv, disperata per il fatto di non riuscire ad andare avanti a fare le cure. Aveva timore di morire. Così ha portato la sua bambina neonata e l'ha abbandonata nel nostro ospedale, gli infermieri l'hanno rincorsa e gliel'hanno restituita, ma lei è ritornata una seconda e una terza volta. L'hanno trovata moribonda per strada, perché era malata, stava male. Alcuni pazienti – conclude – vivono veramente situazioni drammatiche. Questo per dire che le implicazioni dei tagli che stiamo vedendo hanno una ricaduta dolorosissima, soprattutto nei Paesi più poveri". (di Lucia Scopelliti) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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