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Alert su difterite in Ue, l’infezione continua a colpire in Europa

Da Redazione Ultimenews24.it
9 Luglio 2025
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Alert su difterite in Ue, l’infezione continua a colpire in Europa
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(Adnkronos) – La difterite continua a colpire in Europa. Nonostante un costante calo dei casi segnalati dopo una grande epidemia registrata nel 2022, l'infezione viaggia ancora a un ritmo "superiore" a quello che si aveva prima del 2020, epoca in cui nell'Unione europea/Spazio economico europeo (Ue/See) si registravano in media 21 casi di difterite all'anno. Nel 2022 ne sono stati segnalati 320, molti dei quali tra migranti appena arrivati che erano stati esposti alla difterite durante il viaggio. La maggior parte dei casi era associata a tre tipi di sequenza: ST377, ST384 e ST574. Dopo questo picco però la trasmissione prosegue e da gennaio 2023 nell'Ue/See sono stati segnalati comunque 234 casi. Una percentuale significativa si è verificata in gruppi particolarmente esposti a rischi come senzatetto, persone che risiedono, lavorano o svolgono attività di volontariato in centri di accoglienza temporanea, migranti e persone che fanno uso e si iniettano droghe.  A lanciare un monito è una valutazione rapida del rischio condotta dall'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, appena pubblicata, che evidenzia come la continua circolazione della difterite causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae (C. diphtheriae) possa colpire alcune popolazioni più vulnerabili all'infezione e raccomanda misure di risposta di sanità pubblica mirate per proteggere queste persone più a rischio. L'agenzia sta anche diffondendo delle raccomandazioni per fronteggiare la trasmissione locale dell'infezione. "Il fatto che la difterite sia contratta da popolazioni vulnerabili nell'Ue/See indica una trasmissione inosservata e continua nella comunità – avverte Bruno Ciancio, che all'Ecdc è responsabile dell'Unità Directly-Transmitted and Vaccine-Preventable Diseases -. Questo è motivo di preoccupazione e richiede sforzi più intensi per affrontare gli ostacoli alla vaccinazione in questi gruppi vulnerabili". Proprio "programmi di vaccinazione efficaci hanno contribuito quasi a eliminare la difterite, ma ciò significa anche che gli operatori sanitari potrebbero essere meno propensi a riconoscerne i sintomi. Una maggiore consapevolezza" delle spie di malattia, "una diagnosi rapida e un intervento tempestivo di sanità pubblica sono essenziali".  Dalla fine del 2022, sei Paesi europei (Austria, Repubblica Ceca, Germania, Norvegia, Polonia e Svizzera) hanno diagnosticato 82 casi di difterite causati da uno dei tipi di sequenza identificati durante l'epidemia del 2022. Almeno 25 di questi casi hanno interessato persone senza fissa dimora, persone che fanno uso o si iniettano droghe, non vaccinati contro la difterite, e anziani. Sebbene l'Ecdc valuti il ​​rischio per la popolazione generale come "molto basso, grazie all'elevata copertura vaccinale contro la difterite", nella maggior parte dei Paesi Ue/See, "questo rischio aumenta fino a diventare moderato per i gruppi più vulnerabili all'infezione", ribadisce l'agenzia. In caso di infezione, chi non è vaccinato contro la difterite può presentare infezioni cutanee o difterite respiratoria, condizione quest'ultima che può essere fatale nel 5-10% dei casi. "Nelle popolazioni con un elevato numero di vaccinazioni, la maggior parte delle infezioni è asintomatica o lieve", spiegano dall'Ecdc.  "È molto raro che la difterite si manifesti in individui completamente vaccinati e la vaccinazione contro la difterite fa parte dei programmi nazionali di immunizzazione di routine in Europa. La rarità dell'infezione da difterite e le molteplici modalità con cui può manifestarsi possono rendere difficile per i medici identificare e diagnosticare le infezioni". È essenziale quindi aumentare la consapevolezza della difterite tra i medici e coloro che lavorano a contatto con le popolazioni vulnerabili, è il messaggio dell'Ecdc, per garantire che la malattia sia diagnosticata e trattata correttamente e che i casi vengano segnalati alle autorità sanitarie pubbliche. Le raccomandazioni che l'Ecdc sta emanando per ridurre il rischio di infezioni gravi nei più vulnerabili e per arrestare la circolazione di C. diphtheriae nella comunità sono dunque: aumentare la consapevolezza tra gli operatori sanitari e le persone che lavorano con popolazioni vulnerabili sulle diverse manifestazioni cliniche della malattia; applicare attività di promozione della salute mirate alle popolazioni più a rischio di esposizione alla difterite e promuovere il coinvolgimento di questi gruppi; garantire un equo accesso alla vaccinazione, anche offrendo vaccini ai membri dei gruppi più vulnerabili all'infezione; valutare regolarmente la disponibilità dell'antitossina difterica per il trattamento a livello locale/nazionale; migliorare la sorveglianza per individuare tempestivamente i casi e comprenderne i modelli di trasmissione. Come spiega l'Iss, la difterite è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Una volta entrato nel nostro organismo, questo agente infettivo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Gli organi coinvolti variano a seconda del tipo di batterio: il più diffuso colpisce la gola, il naso e talvolta le tonsille, mentre un altro tipo, presente soprattutto nelle zone tropicali, provoca ulcere della pelle. Più raramente, l’infezione coinvolge la vagina o la congiuntiva. Per quanto possa colpire a qualsiasi età, la difterite riguarda essenzialmente i bambini non vaccinati. Nei Paesi con clima temperato, si diffonde durante i mesi invernali. La difterite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente. In passato, anche il latte non pastorizzato ha rappresentato un veicolo di infezione. Come spiega ancora l'Iss, il periodo di incubazione dura da due a cinque giorni. Quando l’infezione riguarda l’apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre leggera. Entro due o tre giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati. Talvolta queste lesioni possono sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all’infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie. Generalmente la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni casi possono insorgere complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, insufficienza cardiaca progressiva.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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