(Adnkronos) –
Temperature roventi oltre la media, caldo record e notti tropicali: l'Italia è entrata ormai nella quarta ondata di calore ed è destinata a rimanerci. Il mese di agosto si apre con una calura di matrice africana che non allenterà la morsa per diversi giorni. "Il caldo insisterà per almeno tutta la prossima settimana, più o meno fino 10 agosto", dice all'Adnkronos il climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, delineando un quadro 'poco incoraggiante'. Se è ancora presto per sapere come evolverà la situazione oltre il secondo fine settimana di agosto, certo è che finora "le temperature di giugno e luglio hanno superato il record: sono i mesi più caldi mai registrati", sostiene l'esperto. Il bollettino delle ondate di calore del ministero della Salute prevede un fine settimana da record: su 27 città monitorate, 19 bollini rossi oggi, sabato 1 agosto, e ben 23 domani. Oggi saranno in rosso Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Codice arancione in 6 capoluoghi (Ancona, Bari, Catania, Genova, Palermo e Trieste), giallo in 2 (Messina e Reggio Calabria). Domenica 2 agosto l'allerta sarà massima praticamente in tutta la Penisola: il livello 3, indice di possibili rischi per la salute della popolazione generale, è atteso a Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Si salvano solo Ancona, Bari e Messina – comunque bollino arancione (livello 2, con pericoli per i fragili) – e Reggio Calabria, bollino giallo (livello 1, di pre-allerta). "Un'estate così calda non fa altro che ribadire quello che conosciamo ormai dal 2003, quando l'Europa e l'Italia furono raggiunte da un'intensa ondata di calore. Allora fu una sorpresa, poi negli anni a seguire la dinamica si è ripetuta", ricorda Mercalli confermando ciò che ha sempre sostenuto, da oltre 20 anni. "Il riscaldamento globale va avanti e noi invece siamo fermi da un punto di vista delle politiche ambientali. Dovremmo occuparcene in modo serio – esorta il divulgatore scientifico -, perché i cambiamenti climatici man mano renderanno la vita sempre più difficile con periodi di caldo più lunghi, la siccità, gli incendi e il rischio sanitario. Problemi che, costantemente, vengono dimenticati già all'arrivo del primo fresco in autunno".
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