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Carburante annacquato e motori ko, consumatori all’attacco: “Servono controlli per arginare illeciti”

Da Redazione Ultimenews24.it
4 Agosto 2026
In Attualità
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Carburante annacquato e motori ko, consumatori all’attacco: “Servono controlli per arginare illeciti”
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(Adnkronos) – "La vendita di carburanti annacquati è un grave illecito che configura diversi reati. Si va dalla frode in commercio alla truffa, fino alla violazione delle norme fiscali. Gli automobilisti oltre ad acquistare un prodotto alterato e non a norma rischiano anche di subire danni al motore delle proprie autovetture". Lo afferma all'Adnkronos Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons, dopo l'inchiesta condotta dall'Adnkronos nella Capitale dove diversi meccanici hanno riscontrato un boom di motori con il carburante annacquato. "Difficilmente il proprietario di un veicolo può accorgersi che il distributore presso il quale sta facendo rifornimento utilizza carburanti impropri, e per verificare la presenza di acqua nella benzina o nel gasolio serve l'intervento di un tecnico specializzato", osserva il presidente. "Per tale motivo in questo periodo in cui aumentano gli spostamenti estivi degli italiani invitiamo la Guardia di finanza e il Mimit a realizzare controlli massicci lungo la rete per stanare quei distributori fuorilegge – conclude Di Ascenzo – Rimane ferma la possibilità per gli automobilisti di rivalersi sugli impianti che hanno venduto carburanti non a norma, chiedendo il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti". "Quando si esasperano certe situazioni e si vive in un contesto di precarietà può accadere l'annacquamento dei carburanti e anche altro. Ci sono sempre coloro che se ne approfittano e che vogliono guadagnare oltre quello che è consentito dalle norme in materia di carburanti", dice all'Adnkronos Vincenzo Donvito, presidente di Aduc. "E' un fatto figlio dell'attuale situazione di mancanza di politica di controllo sui carburanti. – sottolinea Donvito – e l'utente ha la possibilità di difendersi da un punto di vista normativo ricordandosi dove ha fatto l'ultimo rifornimento e tornare a quella stazione di servizio e pretendere il rimborso di quanto speso ed, eventualmente, se ci sono stati dei danni, pretendere anche questi, quantificandoli e dimostrandolo. Se il gestore della stazione di servizio è una brava persona rimborserà la spesa, anche perché magari sono andate altre a far presente lo stesso problema. Inoltre il gestore potrebbe anche affermare di non entrarci nulla dato che lo scarico del carburante non dipende da lui. Comunque il responsabile nei confronti del danneggiato è colui che ha venduto il prodotto, dato che non era quello che avrebbe dovuto essere". 
I danni? "Farsi riconoscere i danni all'auto è più complicato. Comunque l'utente può procedere con il classico metodo di diffida del gestore – spiega Donvito – pretendendo anche il rimborso danni, con la dovuta documentazione che dimostra appunto il danno subito. Ma quello che un cittadino vittima di questo tipo di sopruso dovrebbe fare è una segnalazione all'antitrust per pratica commerciale scorretta. Certo non implica alcuna risoluzione del proprio specifico probema, ma è un dovere civico, soprattutto in questo clima di arrembaggio che stiamo vivendo, di mancanza di politiche energetiche da parte delle nostre istituzioni". Mauro Antonelli, responsabile dell'ufficio studi dell'Unione nazionale consumatori (Unc), spiega all'Adnkronos i possibili passi da compiere per puntare al risarcimento. Una richiesta va "inviata con una raccomandata o Pec al gestore della stazione e, per conoscenza, alla compagnia petrolifera di riferimento", sottolinea Antonelli. "Magari in presenza di altre segnalazioni la richiesta potrebbe essere subito accolta procedendo con un risarcimento direttamente attraverso l'assicurazione – continua – In caso di risposta negativa si potrebbe procedere con un'azione legale anche davanti a un giudice di pace". Antonelli sottolinea l'importanza di conservare "tutta la documentazione" possibile compresa "la ricevuta" per poter risalire al punto in cui è stato fatto rifornimento. La contestazione fatta, sottolinea il rappresentante dell'Unione nazionale consumatori, "immediatamente" e può essere utile anche "recuperare il carburante sporco come prova utile". A quanto si apprende, l'Unc riceve segnalazioni di diversi casi di questo tipo ogni anno. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
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