(Adnkronos) – In Italia serve un 'ministero per la Casa'. Per questo i vannacciani hanno deciso di presentare alla Camera la loro prima proposta di legge, chiedendo l’intervento del legislatore per dar vita al dicastero 'per le politiche della casa, della riqualificazione urbana, dell'housing sociale e delle politiche abitative'. Perché, spiegano, i quattro deputati passati sotto le insegne di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, Pozzolo, Ravetto, Sasso e Ziello, "senza casa rimane difficile costruire una stabilità familiare", essenziale per "la cellula fondante della società italiana" basata su "realtà familiari con figli e/o anziani all’interno". L’accesso alla casa infatti avrebbe innanzi tutto "ricadute dirette anche sulla crisi demografica che affligge il Paese". Serve anche per questo "un sistema che garantisca la casa a tutti i nuovi nuclei familiari". Nasce così l'idea del nuovo ministero, che andrebbe ad aggiungersi agli attuali quindici (quelli con portafoglio), portandoli a sedici. La ratio, viene spiegato in premessa del provvedimento, è quella di sottrarre le politiche abitative alla frammentazione tra più ministeri (Infrastrutture, Economia, Lavoro) per affidarle a "un dicastero autonomo il quale affronti le tematiche abitative a tutto tondo". L'articolo 1 del testo inquadra il tutto in una cornice costituzionale esplicita, richiamando gli articoli 4, 29, 31, 36 e 47 della Carta, che tutelano rispettivamente il diritto al lavoro, la famiglia, la maternità, la retribuzione equa e il risparmio finalizzato all'acquisto della prima casa. Le competenze attribuite al nuovo dicastero dall'articolo 44-bis sono ampie. Al ministro spetterebbe la gestione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, la definizione dei 'livelli minimi del servizio abitativo', il coordinamento delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, la vigilanza sull'abusivismo edilizio e la gestione dei fondi europei destinati alle politiche abitative. Rientrerebbe nel perimetro del nuovo ministero anche l'osservatorio nazionale della condizione abitativa, attualmente allocato presso il Mit. Sul versante organizzativo, l'articolo 44-quater prevede una struttura articolata in non più di due dipartimenti e otto direzioni generali. Il personale verrebbe trasferito dai settori funzionali del ministero delle Infrastrutture. (di Francesco Saita)
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