(Adnkronos) – ‘Diavolo di un chatbot’, esorcismi fai-da te sempre più aiutati dalle nuove tecnologie. Sono tra le nuove sfide che gli esorcisti si trovano ad affrontare nell’era dell’intelligenza artificiale. I vecchi e nuovi nodi che chi combatte Satana si trova a dovere sbrogliare sono stati affrontati nel corso internazionale sugli esorcismi e la preghiera di liberazione che si è svolto a Roma presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. L’edizione di quest’anno – la numero venti -ha registrato la partecipazione di 231 iscritti provenienti da 38 nazionalità, confermando il carattere internazionale dell’iniziativa e il crescente interesse verso una formazione interdisciplinare su un tema delicato e complesso, affrontato alla luce della fede, della teologia, della psicologia, della medicina, della criminologia e delle scienze sociali. “Il corso – spiega Beatrice Ugolini, ricercatrice in Teorie del diritto e della politica, specializzata in Criminologia, psicoterapeuta e relatrice – ha affrontato anche tematiche di particolare interesse e attualità come, ad esempio, l’emergere di correnti che utilizzano la tecnologia come strumento magico e che vedono nell’Intelligenza Artificiale un portale verso altre dimensioni o una divinità da venerare”. "Il nuovo pericolo -afferma David Murgia, presidente del Gris della diocesi di Roma – è rappresentato dal fenomeno degli esorcismi fai-da-te che molto spesso si trasformano in vere e proprie violenze fisiche nei confronti del malcapitato. Ecco perché è fondamentale fare attività di informazione in questo senso". Giuseppe Ferrari, Segretario Generale del Gris tira le somme sul valore dell’esperienza: “Il corso è stato molto apprezzato sia per il livello culturale sia per l’efficacia della formazione rivolta a vescovi, sacerdoti, religiosi e laici. Non sono stati affrontati solo aspetti teorici ma anche aspetti più concreti come la visione di alcuni esorcismi con relativa testimonianza. Di rilievo anche la tavola rotonda ecumenica e interreligiosa con la presenza di un rabbino ebreo, di un sacerdote greco-ortodosso, di un pastore evangelico, di un musulmano”.
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