(Adnkronos) – Antipasto di mare, spaghetti allo scoglio o all'astice locale, aragosta del golfo, arrosto misto di pesce, dessert, caffè e amaro. Questo il menù più richiesto per il pranzo di Ferragosto nei ristoranti sardi, presi d'assalto già dalla settimana scorsa e già da oggi quasi tutti i migliori in sold out. “Mi spiace siamo già pieni”, è la risposta dei ristoranti più quotati ai ritardatari, ma posti comunque se ne trovano. Al cibo naturalmente vanno aggiunte bevande e vini. Ed è qui che il conto, che già si preannuncia salato, lievita sensibilmente. I prezzi variano da un minimo di 50-60 euro a cifre a tre zeri per un comune mortale in Costa Smeralda, dove si può arrivare tranquillamente a 3-4mila euro a persona. Ma in Costa non va più di moda il solito pranzo tradizionale, si va nei beach club per un lunch a partire da 300 euro senza bevande per arrivare sino a 3-4mila euro, appunto, a persona. Perché tutto dipende da cosa si beve, dallo spettacolo e dal nome dell'artista ospite del locale. Il concetto infatti è legato al divertimento e alla possibilità di stare in costume da bagno e mise informale a pochi passi dal mare di Porto Cervo. Ma c'è anche chi può permettersi lo chef a bordo del proprio yacht. Sentito dall'AdnKronos Michele Concas, yacht head chef, propone due menù mare per della vigilia e pranzo di Ferragosto. Il menù prevede Caviale Beluga (Huso huso), servizio con blinis (300 g per 4,40 euro/g) per 1.320 euro, Panna acida, Gambero rosso di Mazara del Vallo XXL , Tonno rosso top quality – loin /otoro sashimi grade, Scampi freschi 1ª scelta per il risotto, Riso Carnaroli riserva, Barolo per la salsa ristretta, Pere Williams, Verdure, Dolci a ben 170 euro per ospite a bordo. Il menù cena 'surf&turf' invece costa invece 150 euro per ogni ospite. Il totale del servizio per 12 ospiti dal pomeriggio del 14 alla sera del 15 agosto è di 5.870 euro. Più abbordabili i prezzi a Cagliari dove, chi ha prenotato con congruo anticipo, potrà gustare un menù di mare a prezzi accessibili. Si parte da un minimo di 50 euro per arrivare fino ai 150 a persona per un menù fisso che varia dall'aperitivo di benvenuto agli antipasti di terra e mare, come primi spaghetti con arselle e bottarga o raviolini di mare e secondi con grigliata mista di orata o spigola, seppie e gamberoni locali. Il tutto, magari sulla terrazza con vista sul Golfo degli Angeli, accompagnato da una bottiglia di un buon bianco di Santadi compreso nel prezzo. Stessi prezzi, nelle località marine più rinomate del sud Sardegna, come Carloforte, sull'Isola di San Pietro e Sant'Antioco, nelle meravigliose coste del Sulcis. Idem nella costa orientale, da Muravera a Tortolì, dove si può mangiare a prezzi accessibili. Cresce un po' la media sulla Riviera del Corallo, dov'è d'obbligo l'aragosta alla catalana. Ad Alghero l'offerta è varia, con menù fissi da 40 euro fino ai 150 con l'aragosta e i gamberoni freschissimi del golfo e vini pregiati di Santa Maria La Palma. Per chi invece preferisce i sapori di terra gli agriturismo sono a disposizione. Menù con aperitivo di benvenuto, antipasto sardo che comprende ricotta, frattaglie panate, salumi e formaggi, primi di culurgiones o fregula, e come secondo il re delle tavole sarde, il maialetto arrosto, agnello brasato e arrosto di carne, chiaramente con vino della casa, si spende dai 40 agli 90 euro nelle strutture più rinomate. Se si chiede un vino fuori menù naturalmente il prezzo lievità. Prezzi più modesti negli ittiturismo, dove il menù fisso parte dai 40 euro per antipasti di seppie, affumicato di muggine, insalata di polpo, fregola ala pescatora come primo, grigliata di muggine, spigola, orata e gamberi e dolcetti sardi. Anche qui vale la regola del vino. Se della casa è compreso nel prezzo, ma sono disponibili anche bottiglie fuori menù. C'è chi invece è votato al 'sacrificio' e fa tutto in casa e festeggia il Ferragosto in famiglia o con gli amici. Non che la spesa sia inferiore ma c'è il gusto del piatto della nonna e dell'arrosto del maialetto comprato direttamente dall'allevatore, quello buono. Più che un pranzo è un rito. Già dal mattino si preparano le leccornie. Le signore, guidate dalla nonna, si dedicano ai primi, mentre gli uomini pensano all'arrosto. E questo il vero sacrificio, a cui ci si sottopone volentieri, per sopportare i 40° C all'ombra. Mentre in cucina si preparano antipasti e primi, generalmente di terra e mare, all'aperto si accende il fuoco intorno alle 10 del mattino per preparare le braci per l'arrosto. Questo è il vero rito della Sardegna, l'arrosto. Un rito scandito da decine di aperitivi, chiacchiere, racconti e aneddoti degli anni passati. Intorno alle 11,30 la prima pausa per salutare la processione di Santa Maria per le vie del paese, poi nuovamente alle 13,30 tutti a casa, pronti per il luculliano pasto ferragostano. E visto che ci sono i carboni ardenti, perché non approfittarne per metterci su qualche muggine e qualche anguilla? E così si trascorre il Ferragosto nei paesi della Sardegna, tra una fregola e un maialetto, accompagnati da chiacchiere e buon vino.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










