(Adnkronos) – La spesa online non cresce allo stesso modo dovunque: nei Paesi emergenti corre a ritmi fortissimi, mentre in Europa si muove con più cautela e pianificazione. In India il quick commerce si è affermato come canale di vendita dominante, dove i principali marchi di beni di consumo registrano tra il 60% e il 75% delle loro vendite online complessive attraverso piattaforme di consegna istantanea, quota che supera il 70% per quanto riguarda gli ordini alimentari digitali. A guidare questo mercato sono player specializzati come Blinkit, Zepto e Swiggy Instamart, capaci di garantire consegne entro dieci minuti grazie a una rete capillare di micro-hub urbani o magazzini fantasma collegati in rete. Questa accelerazione ha ridotto i tempi di lancio dei nuovi prodotti sul mercato, passati dai tradizionali 12 mesi a periodi compresi tra tre mesi e due settimane per rispondere tempestivamente ai trend di consumo: a differenza dei canali tradizionali, che richiedono mesi di negoziazioni per lo spazio a scaffale e distribuzioni fisiche su vasta scala, le aziende inseriscono quantitativi limitati di nuove varianti direttamente nelle applicazioni di questi operatori, misurando in poche ore l'interesse dei clienti, i tassi di conversione e la frequenza di riacquisto. Ne costituisce un esempio concreto il caso di marchi di largo consumo come Dabur India, che hanno sfruttato la reazione immediata degli utenti sulle app di consegna rapida per lanciare ed esaurire in pochi giorni interi lotti di formati esclusivi o succhi di frutta a edizione limitata pensati per le stagioni estive, convertendo il feedback istantaneo dell'algoritmo in ordini di produzione su larga scala. Tale rapidità operativa è diventata una leva fondamentale per consentire ai colossi tradizionali del settore dei beni di consumo, come Hindustan Unilever, Nestlé India, Britannia e Tata Consumer Products, in grado di esercitare un controllo che si aggira intorno all'85-90% del mercato fisico globale, di difendere le quote digitali dall'avanzata dei marchi nativi digitali. Questi ultimi, noti anche come brand Direct-to-Consumer, rappresentano realtà nate interamente sul web, come Mamaearth e Sugar Cosmetics, che attraverso la massima flessibilità nell'intercettare i trend giovanili sono arrivate a conquistare tra il 30% e il 40% delle vendite su app nelle categorie della cosmesi e dell'alimentazione specializzata. Per contrastare la concorrenza di queste aziende emergenti e garantirsi il posizionamento prioritario nelle schermate degli utenti di Blinkit, Zepto e Swiggy Instamart, i grandi gruppi industriali hanno incrementato in modo verticale i propri investimenti in pubblicità in-app, fino a raggiungere una spesa complessiva di 6.000 crore di rupie, pari a circa 715 milioni di dollari, come confermato dalle rilevazioni di settore diffuse da The Economic Times. Lo scenario italiano presenta invece una dimensione più contenuta e focalizzata sul consolidamento delle marginalità, dove i tempi d'uscita dei prodotti restano ancorati ai cicli industriali tradizionali poiché il canale fisico genera ancora oltre il 95% del fatturato complessivo del largo consumo. In base ai dati presentati dall'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano durante il convegno annuale sulla spesa online della primavera 2025, l'intero comparto del Food & Grocery online in Italia vale 5,1 miliardi di euro, di cui il Food Delivery copre il 47%, pari a 2,4 miliardi di euro, e il Grocery Alimentare incide per il 35%, corrispondente a circa 1,8 miliardi di euro. All'interno di questo segmento, il servizio di consegna ultra-rapida entro 30 o 45 minuti costituisce una nicchia usata per acquisti occasionali, concentrata prevalentemente nei grandi centri urbani come Milano, Roma e Torino. Le principali piattaforme di consegna collaborano direttamente con la Grande Distribuzione Organizzata, consentendo ai vettori di prelevare i prodotti dai punti vendita fisici esistenti ed evitando le spese di mantenimento di strutture logistiche dedicate, in un contesto caratterizzato dall'invecchiamento demografico e da una crescita costante ma graduata dell'e-commerce di prodotto, attestata al 6% annuo.
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










