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Incendio Los Angeles, il ‘vento del diavolo’ spinge il fuoco

Da Redazione Ultimenews24.it
10 Gennaio 2025
In Attualità
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Incendio Los Angeles, il ‘vento del diavolo’ spinge il fuoco
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(Adnkronos) –
Un 'fuoco' estremo spinto dal vento di Santa Ana, caldo e secco. Los Angeles da giorni è divorata dagli incendi che hanno provocato la morte di almeno 10 persone e hanno costretto decine di migliaia di cittadini a fuggire dalle proprie case distrutte dalle fiamme. Cosa ha innescato gli incendi devastanti? "Gli incendi che stanno devastando Los Angeles non hanno raggiunto in realtà superfici così insolite per quelle aree, quello in Sardegna nel 2021 era di proporzioni decisamente importanti e soprattutto le aveva percorse in una giornata o poco più. Il problema è che ha interessato le zone di interfaccia urbana-rurale, in una megalopoli con svariati milioni di abitanti ma soprattutto estesa su ampie superfici dove c'è una grande frammistione tra zone vegetate e case", dice Gianfilippo Micillo, dirigente dell'ufficio pianificazione e coordinamento del servizio boschivo dei vigili del fuoco, all'Adnkronos.  "Il fuoco non si muove solamente nelle zone di confine tra città e bosco, ma entra anche dentro le città, sfruttando proprio tutti quei corridoi verdi che sono dati dal verde urbano, dai giardini pubblici e dai giardini privati. Certo, va detto che quello che sta caratterizzando in tutto il mondo gli incendi degli ultimi anni è un comportamento del fuoco che viene definito 'estremo'", aggiunge. "Le fiamme assumono una intensità, una velocità e un'altezza tali che in alcune fasi dell'evoluzione dell'evento vanno al di fuori della capacità di spegnimento di un sistema antincendio boschivo, anche del più attrezzato", spiega ancora.  "In un quadro simile, dove uno dei fattori principali che aiuta la propagazione del fuoco è il vento di Santa Ana, il vento del diavolo, caldo e secco, si creano delle condizioni, insieme alla bassa umidità dell'aria e magari anche alle temperature un po' alte, che predispongono la vegetazione a bruciare con maggiore facilità e intensità", prosegue. "Il vento ha raggiunto anche velocità superiori ai 100 km/h e questo vuol dire che si possono verificare anche dei fenomeni di spotting – continua Micillo – che con i salti di fiamma arrivano a distanza di chilometri e possono propagare l'incendio anche con velocità rilevanti. Finché non comincia a calare il vento e ad alzarsi un po' l'umidità dell'aria, saranno molto difficili le operazioni. Questa situazione si sta protraendo da giorni, e giorno dopo giorno l'effetto è sempre più devastante e più pericoloso per chi deve spegnere. E poi c'é l''ember', la brace, che alimentata dal vento forte può arrivare a bruciare aree nuove o allargarsi, creando un nuovo fronte di fiamma". Un peso rilevante viene attribuito all''"urbanizzazione di quelle zone, tipica anche per esempio delle nostre aree litoranee dove abbiamo gli insediamenti turistici costruiti sotto le pinete. Anche lì il fuoco si può muovere un po' nella stessa maniera, utilizzando questa continuità di verde. Tant'è vero che bisognerà cominciare anche a ripensare lo studio e la realizzazione del verde urbano, realizzando delle linee di arresto anche all'interno delle città proprio perché ormai il fuoco usa proprio il verde urbano per proseguire nella sua corsa. Faccio un esempio, usare una siepe di una casa fatta con un cipressino, oppure farla con l'alloro, dal punto di vista della propagazione dell'incendio, comporta una grande differenza: uno brucia e l'altro invece fa molta più fatica a prendere fuoco".   "Si pensi ai nostri insediamenti turistici nell'area mediterranea – continua – Alle case sotto la chioma dei pini a ombrello. Tutto molto bello dal punto di vista paesaggistico, però se va un tizzone ardente con questi fenomeni di spotting lì sopra, l'albero può prendere fuoco e trasmetterlo alla casa. Non solo, il pino durante tutto l'anno perde gli aghi, si accumulano sui tetti delle case e poi quando ci arriva un tizzone ardente prendono fuoco. Ci sono misure che credo dovremo prendere per rendere meno facile la propagazione degli incendi in queste zone. Il problema in questo momento in California è proprio il fatto che il fuoco è entrato dentro la città in questa maniera, sfruttando i corridoi verdi o per i fenomeni di spotting". (di Silvia Mancinelli)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosnewsregionali
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