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La rivincita dello ‘snus’, orgoglio svedese che ha fatto calare consumo sigarette ma resta fuori dall’Ue

Da Redazione Ultimenews24.it
25 Giugno 2024
In Salute e Benessere
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La rivincita dello ‘snus’, orgoglio svedese che ha fatto calare consumo sigarette ma resta fuori dall’Ue
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(Adnkronos) – Caterina de' Medici usava la nicotina, all'epoca si pensava che fosse d'aiuto contro il mal di testa e altre malattie. Si sniffava la polvere ottenuta dalle foglie che presto diventò una moda diffusa in molte corti europee, dalla Francia alla Svezia. Proprio nel paese scandivano questo approccio si è evoluto ed è arrivato fino a svilupparsi nella forma attuale denominata 'snus': una miscela di tabacco umido venduto sotto forma di microbustine (pouch) che si mettono sotto il labbro superiore ed è confezionato in piccole scatoline rotonde dove trovano posto queste microbustine. E' diffuso in Scandinavia, ma trova in Svezia la sua 'casa madre', Swedish Match, che ha aperto le porte dello stabilimento di Goteborg ai media italiani per raccontare la storia dello 'snus' e della sua evoluzione. Quello che è accaduto in Svezia è diventato un modello da studiare per chi analizza le alternative per la riduzione del consumo e dei danni da sigarette. Ma soprattutto potrebbe offrire all'Europa un modello da prendere in considerazione per una revisione della regolamentazione dei prodotti innovativi alternativi alle sigarette.  La Svezia negli ultimi 30 anni è riuscita ad aver la minor prevalenza di fumatori in Ue, poco sopra al 5% della popolazione, quando in Europa siamo al 29%, e di malattie legate al consumo di sigarette tradizionali. Come la Svezia sia diventato un modello "nella riduzione dei danni da fumo", lo ha spiegato Patrik Hildingsson, vice presidente della comunicazione di Swedish Match, "ne siamo orgogliosi, parliamo di 200 anni di storia". Premessa lo 'snus' è vietato nel resto dell'Ue. Ma la Svezia ha avuto una deroga dalla sua entrata nella Comunità Europea nel 1992. Il tasso dei fumatori tradizionali è in forte calo in Svezia, dimezzato negli ultimi 20 anni. Dati dell'Oms evidenziano, per gli uomini e le donne, un numero di decessi attribuibili al tabacco decisamente inferiore rispetto alla media Ue.  Pur avendo una storia secolare, lo 'snus' come lo conosciamo ora è stato lanciato sul mercato da Swedish Match a metà degli '70. "in una epoca in cui si iniziava a parlare a livello globale dei danni alla salute del fumo e delle sigarette – ha ricordato Hildingsson – Così la curva del consumo di queste 'bustine' hanno iniziato a crescere a discapito delle 'bionde'. E' negli ultimi 20 anni che c'è stato il sorpasso dello 'snus' ha portano la Svezia ad essere l'unico dei Paesi Ue ad aver quasi azzerato i 'vecchi' fumatori. Inoltre il Governo ha impostato una campagna di dissuasione verso le sigarette. Così si è arrivati ad avere nel Paese il 50% di fumatori che fuma 5 o meno sigarette al giorno. "Non fumiamo per il tabacco ma per la nicotina", ha rimarcato Hildingsson che ha snocciolato anche i dati scientifici relativi allo 'snus', visto che le autorità sanitarie del Paese hanno analizzato l'impatto dello 'snus' sulla salute della popolazione che lo usa.  Secondo la Swedish National Board of Health and Welfare, i rischi di malattie o nascite premature è enorme per chi fuma e molto modesto per chi consuma lo snus. L'Fda, l'ente regolatorio americano, nel 2019 ha stabilito che usare lo 'snus' al posto delle sigarette ha un rischio inferiore per lo sviluppo del cancro alla bocca, per problemi di cuore, per cancro del polmone, per l'infarto, per l'enfisema e bronchite cronica. "Oggi noi possiamo scriverlo sulla scatola dello snus. Ci sono voluti 5 anni per avere questa approvazione", precisa Hildingsson. Il passaggio fondamentale in questa storia della 'snus' è la scelta di Swedish Match di lavorare con i produttori "ad un tabacco di alta qualità che contenga un livello di sostanze chimiche sempre più basso. Oggi – aggiunge il manager – ci sono 85 sostanze chimiche nelle sigarette tradizionali e solo 15 nello snus".  Ma se lo 'snus' ha rappresentato la svolta e il successo della Svezia, nel ridurre la prevalenza dei fumatori e dimostrare la reale possibilità di incentivare il passaggio a prodotti senza combustione con un beneficio in termini di sanità pubblica, perché l'Europa lo ha vietato negli altri Paesi? "Si è trattato – secondo Hildingsson – di un errore di valutazione". Quando nel 1994 ci fu in Svezia il referendum per l'ingresso in Ue l'esenzione dal divieto della vendita dello 'snus' è diventa parte integrante del trattato di adesione del Paese. Salvando la tradizione centenaria ma privando il resto dell'Europa di una alternativa alle sigarette.  Negli ultimi mesi le 'nicotine pouches' o bustine di nicotina (contenenti nicotina e aromi, ma senza tabacco, che rappresentano l’evoluzione dello snus) hanno fatto la loro comparsa anche sugli scaffali delle tabaccherie italiane. Si tratta, per il Paese, di una nuova categoria di prodotto, la cui regolamentazione ha richiesto un lungo processo che in parte è tutt'ora in corso. Inizialmente introdotte in commercio all'inizio del 2023, le prime bustine di nicotina erano state ritirate dal mercato su impulso del ministero della Salute per poi essere reintrodotte con un nuovo packaging dotato di una chiusura 'a prova di bambino' e con le avvertenze sanitarie specifiche. Come tutti i prodotti innovativi alternativi alle sigarette, la sfida per la regolamentazione italiana ha di fronte due strade: da una parte incoraggiare i fumatori che non intendono smettere a passare ad alternative senza combustione con un profilo di rischio più basso; dall'altro, fare in modo che fasce di popolazione come i giovani e i non fumatori non entrino in contatto con tali prodotti, che in quanto contenenti nicotina generano comunque dipendenza. La sfida è di grande attualità non soltanto per l'Italia ma per tutta l'Europa: la nuova legislatura Europea sarà infatti chiamata, nei prossimi mesi, a intervenire sulla regolamentazione del settore a livello comunitario, non soltanto aggiornando la regolamentazione dei prodotti convenzionali (come le sigarette) e dei prodotti alternativi già esistenti (come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato), ma anche introducendo una regolamentazione per le nuove categorie di prodotto, quali appunto le bustine di nicotina. Da più osservatori si rilancia la necessità che la nuova legislazione dovrà necessariamente considerare l'importanza di mantenere questi prodotti lontani dai giovani – ad esempio garantendo che le concentrazioni di nicotina per singola bustina non siano eccessivamente alte, o impostando rigidi paletti rispetto alle aromatizzazioni del prodotto, che non andrebbe commercializzato in varianti attrattive per un pubblico giovane; d'altra parte, una regolamentazione efficace non potrà che considerare anche gli oltre 100 milioni di fumatori attualmente presenti in Europa (oltre 10 milioni soltanto in Italia) e l'esigenza di offrire loro potenziali alternative.  Il modello svedese è chiaramente impostato per dire al resto dell'Europa – e non solo – che un mondo senza sigarette. Ma per arrivarci non vanno commessi gli errori del passato, ad esempio bannare lo 'snus', ma osservare e analizzare oltre 30 anni di dati epidemiologici svedesi.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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