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L’esperto di geopolitica Rossi: ‘Miracolo di Natale sarebbe stata la tregua, ma non è avvenuto”

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25 Dicembre 2022
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L’esperto di geopolitica Rossi: ‘Miracolo di Natale sarebbe stata la tregua, ma non è avvenuto”
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(Adnkronos) – Nel suo messaggio in video di ieri sera, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che “il miracolo di Natale lo faranno gli ucraini, restando indomiti”. Ma in Ucraina il miracolo atteso sarebbe stato quello di una tregua concordata, mentre questo non è accaduto: “Le parti non hanno concordato nessuna tregua umanitaria”, rileva, parlando con l’Adnkronos, l’esperto di geopolitica David Rossi, ricordando che “all’inizio della Prima Guerra Mondiale, fra il 24 e il 26 dicembre 1914 numerosi episodi di fraternizzazione fra le truppe degli schieramenti contrapposti caratterizzarono la prima linea, con scambi di alimenti, alcolici e sigarette, oltre che con partitelle di calcio in mezzo alle linee trincerate”.  

“D’altronde – spiega Rossi – per la prima volta dopo quasi sei mesi la Russia ha una quantità di soldati sufficienti a tenere le posizioni, anche se rimane in enorme crisi logistica, nell’addestramento e nei rifornimenti. L’Ucraina, dal canto suo, ha imparato a gestire quella energetica causata dagli attacchi missilistici sulle centrali elettriche e si prepara ad attraversare la fase centrale della ‘guerra d’inverno’ con truppe motivate e soprattutto con la certezza di riuscire a colpire sempre più in profondità basi militari e infrastrutture energetiche in territorio russo. È di pochi giorni fa l’avvistamento di un primo Pantsir1, un sistema missilistico di difesa aerea e di artiglieria contraerea, schierato a difesa di Mosca. Fonti ben informate suggeriscono che i droni e missili di Kiev già adesso sono in grado di colpire un territorio esteso dal Mar Baltico al Caspio”. 

“Questa guerra, entrata nell’undicesimo mese – dice ancora l’analista – si è caratterizzata per una escalation graduale e ‘controllata’ che è ancora poco studiata dai centri di ricerca e dalle cancellerie, ma che sicuramente farà scuola nel modo di condurre i conflitti nel corso del ventunesimo secolo. Siamo partiti con l’impressione dell’impreparazione e della debolezza ucraine davanti all’incredibile superiorità industriale e militare russa e da subito ci siamo accorti che al rapido crescere delle minacce verbali russe (attacco il 24 febbraio, massicci attacchi di forze speciali a nord di Kiev fra 24 e 26 febbraio, messa in allerta dell’arsenale nucleare il 27 febbraio) ha fatto seguito solo l’irreparabile crisi logistica e di morale di un apparato militare, quello di Mosca, vecchio e burocratico. Si è anche notato immediatamente come i soldati del Cremlino siano stati sorpresi dalla preparazione degli ucraini nel parare il colpo e si sono dimostrati incapaci di reagire per la lentezza infinita della catena di comando”.  

“Così, senza che ce ne accorgessimo – prosegue Rossi – uno dopo l’altro sono caduti tutti i tabù: dalla fornitura di Stinger e Javelin, efficaci contro i carri armati russi, nonché dei temibili droni turchi Bayraktar, si è passati a quelle di obici e mortai, poi agli efficacissimi HIMARS, capaci di infliggere colpi devastanti alle truppe e ai rifornimenti russi, ai carri armati ex sovietici riammodernati e rinforzati per l’occasione, fino ai sistemi antimissile Patriot. Soprattutto, sono state addestrate apertamente, prima dai britannici e poi da americani ed europei, decine di migliaia di combattenti ucraini, è stata creata una catena logistica attraverso soprattutto Polonia e Romania che ha eguali solo con quelle degli Alleati a favore dei sovietici nella Seconda Guerra Mondiale. Nessuno lo avrebbe mai creduto il 24 febbraio, ma la Russia è stata colpita profondamente nel suo territorio e almeno un Paese occidentale, il Regno Unito, ha condotto operazioni direttamente contro i Russi in Ucraina senza che per questo scoppiasse la Terza guerra mondiale”.  

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