La locazione immobiliare è un contratto in cui una parte, il locatore, concede a un’altra parte, il conduttore, il diritto di usare e godere di un immobile in cambio di un corrispettivo, detto canone di locazione. In Italia le locazioni possono essere di due distinte tipologie:
- Locazioni abitative: sono le locazioni di immobili destinati a uso abitativo, come appartamenti, case, ville, etc.
- Locazioni non abitative: sono le locazioni di immobili destinati ad altri usi, come uffici, negozi, magazzini, etc.
A seconda della tipologia che si va a scegliere ci sono diverse regolamentazioni da seguire e differenti tasse da pagare. Vediamo nel dettaglio quali sono queste ultime.
Tasse da pagare sugli affitti
Sia per le locazioni abitative che per le locazioni non abitative, il conduttore è tenuto a pagare le seguenti tasse:
- Imposta di registro: è una tassa dovuta per la registrazione del contratto di locazione. L’aliquota è del 2% del canone annuo di locazione, con un minimo di 67 euro.
- Imposta di bollo: è una tassa dovuta per la registrazione del contratto di locazione. L’importo è di 16 euro per ogni quattro facciate del contratto, e comunque ogni 100 righe.
- IRPEF: è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Il conduttore è tenuto a dichiarare il canone di locazione nella propria dichiarazione dei redditi.
- IRAP: è l’imposta regionale sulle attività produttive. Il conduttore è tenuto a pagare l’IRAP se svolge un’attività d’impresa, arte o professione nello stesso immobile locato.
C’è poi il tema relativo all’iva da pagare sulle locazioni, l’imposta sul valore aggiunto che non manca mai: in Italia l’iva sull’affitto è del 22%, con alcune eccezioni per quanto riguarda ad esempio il mondo delle locazioni abitative, che sono esenti da iva; ci sono poi le locazioni di alloggi sociali che sono soggette ad IVA al 10%.
Altre tasse da pagare
Ci sono poi altre tasse che devono essere tenute in considerazione quando si procede a stipulare un contratto di locazione. Nello specifico si parla di:
- Imposta di registro: è una tassa dovuta per la registrazione del contratto di locazione. L’aliquota è del 2% del canone annuo di locazione, con un minimo di 67 euro.
- Imposta di bollo: è una tassa dovuta per la registrazione del contratto di locazione. L’importo è di 16 euro per ogni quattro facciate del contratto, e comunque ogni 100 righe.
- IMU: è l’imposta municipale unica. Il locatore è tenuto a pagare l’IMU sull’immobile locato.
In conclusione le tasse da pagare sugli affitti sono diverse a seconda del tipo di locazione e del soggetto. È importante conoscere le proprie obbligazioni fiscali per evitare di incorrere in sanzioni.










