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Malattia misteriosa Congo, ipotesi malaria: quali sono i sintomi

Da Redazione Ultimenews24.it
18 Dicembre 2024
In Salute e Benessere
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Malattia misteriosa Congo, ipotesi malaria: quali sono i sintomi
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(Adnkronos) – Si fa sempre più forte l'ipotesi che dietro la malattia sconosciuta del Congo ci sia una forma di malaria, endemica nel Paese africano. Dopo le prime voci, arrivano anche delle conferme. E proprio dai presunti casi di malattia del Congo sbarcati in Italia dopo il rientro. Oggi il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha detto che in relazione alla morte del 55enne che era rientrato in Veneto, nel Trevigiano, da un viaggio in Congo "sono stati eseguiti i primi accertamenti: dai riscontri pare si tratti di malaria. Gli esami comunque non sono terminati, i medici dell'Istituto Spallanzani dicono che vanno completati tutti". Nelle ore passate anche fonti del governo della Repubblica democratica del Congo si era sbilanciate sul legame tra la malattia misteriosa – che ha causato oltre 30 decessi e oltre 400 contagi in una provincia remota distante 700 chilometri della capitale – e una forma di malaria molto contagiosa. "Nei Paesi endemici rappresenta la malattia trasmessa da vettore più diffusa al mondo – ricorda l'Iss sul proprio sito – nei Paesi non endemici è la malattia d’importazione più importante, legata principalmente ai viaggi in aree tropicali e all’aumento dei flussi migratori".  Secondo l'ultimo rapporto Oms nel 2021 sono stati registrati 247 milioni di nuovi casi, di cui il 95% in Africa (234 milioni). Quasi l'80% dei decessi si è verificato tra bambini di età inferiore ai cinque anni. Complessivamente "quasi metà della popolazione mondiale, soprattutto quella residente in Paesi poveri, vive in aree a rischio di malaria. Tuttavia – riporta l'Iss – negli ultimi anni la diffusione della malaria nel mondo è stata notevolmente ridotta grazie all’attuazione di programmi di lotta e controllo promossi dall’Oms e da diverse associazioni internazionali. Nelle aree non endemiche a clima temperato nonostante l’elevato numero di casi importati e la presenza di vettori competenti sul territorio la possibilità della ricomparsa di una trasmissione locale è da considerarsi estremamente bassa".  La malaria è una malattia causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium il cui ciclo biologico si svolge in due ospiti obbligati, un vertebrato, come ospite intermedio e una femmina di zanzara come ospite definitivo, detto anche vettore. Le specie di plasmodi responsabili della malaria umana si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Anopheles, tuttavia si può verificare trasmissione anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto. "I sintomi, a seconda della specie di plasmodio, compaiono dopo 7, 15 o più giorni dalla puntura della zanzara infetta. Sono di varia natura, ma solitamente consistono in febbre, spesso molto alta, mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e brividi scuotenti, tutti sintomi, almeno inizialmente, comuni a una qualsiasi sindrome influenzale o ad altre infezioni. La patogenicità dei plasmodi è legata alla loro capacità di invadere e distruggere i globuli rossi a cui segue la sintomatologia principale della malattia, rappresentata da accessi febbrili ricorrenti e anemia", avverte l'Iss.  La malaria da Plasmodium falciparum "rappresenta la forma più grave in termini di morbosità e mortalità. Raggiunge parassitemie molto elevate e oltre a causare una forte anemia può arrivare a ostruire i capillari del cervello (malaria cerebrale) o di altri organi vitali (reni, milza, fegato). Se non trattata tempestivamente può evolvere in malattia grave e invalidante, e/o portare alla morte. Le forme di malaria dovute alle altre specie di plasmodio sono in genere meno gravi", sottolinea l'Iss.  Vaccino contro la malaria. Dopo oltre 30 anni d’intensa ricerca, "è stato messo a punto il primo vaccino contro la malaria, l’RTS,S/AS01, che ha mostrato una parziale protezione contro la malaria da P. falciparum nei bambini – conclude l'Iss – In studi clinici su larga scala tra i bambini di 5-17 mesi che hanno ricevuto 4 dosi, il vaccino è riuscito a prevenire circa 4 casi su 10 di malaria per un periodo di 4 anni. A causa però di questa protezione solo parziale, l’RTS,S/AS01 potrà affiancare gli altri metodi di lotta contro la malaria ma non sostituirli".  La malaria e l'Italia. Potrebbe tornare? "Anopheles sacharovi, membro del complesso Anopheles maculipennis, è una zanzara che in passato ha rappresentato uno 'storico' vettore di malaria in Italia, ma non si era più riscontrata sul nostro territorio dall’ultima segnalazione avvenuta alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso". Nel settembre 2022, nell’ambito del Progetto di sorveglianza dell’anofelismo residuo, coordinato dal Reparto di Malattie trasmesse da vettore dell’Istituto Superiore di Sanità, un singolo esemplare di Anopheles maculipennis raccolto nel comune di Lecce in Puglia è stato identificato molecolarmente come Anopheles sacharovi – spiega il sito 'Dottore, ma è vero che..?' della Fnomceo -. Questo ritrovamento ha suggerito lo svolgimento di un’indagine entomologica mirata nel settembre 2023: i risultati di questa ricerca sono stati da poco pubblicati sulla rivista specialistica 'Parasites & Vectors'". Come spiega anche un comunicato stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, la scoperta è rilevante dal punto di vista scientifico e sanitario ma attualmente non vi è nessun allarme per una possibile epidemia di malaria in Italia.  Dal punto di vista scientifico, cosa aggiunge questo studio? "La sorveglianza sulla presenza di zanzare potenzialmente vettori di malattia è una prassi consolidata nel nostro Paese e questo monitoraggio si traduce anche nella costante pubblicazione di articoli scientifici di aggiornamento – rispondono gli esperti della Fnomceo -. La scoperta di Anopheles sacharovi, considerata scomparsa dall’Italia da oltre 50 anni, ha una forte rilevanza e impatto sanitario. Ci dice che alcune aree meridionali del nostro Paese potrebbero essere diventate più adatte di un tempo recente a ospitare vettori di malattia. Dobbiamo comunque considerare che ogni anno vengono segnalati casi di malaria 'da importazione': legata principalmente ai viaggi in aree tropicali e all’aumento dei flussi migratori".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronossalute
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