José Mourinho è tornato sulla panchina del Real Madrid nel 2026, tredici anni dopo la conclusione della sua prima esperienza alla guida del club spagnolo. Il tecnico portoghese si trova così per la quarta volta nella carriera davanti a una squadra già allenata in precedenza. Prima del nuovo incarico a Madrid, infatti, era già tornato al Porto, al Chelsea e al Benfica, con risultati differenti e contesti profondamente cambiati rispetto alle prime esperienze. Non c’era di certo bisogno del ritorno dello ‘Special One’ perché il Real si attestasse comunque tra quote dedicate alla Liga e in cima alle previsioni di media e tifosi: la rivalità con il Barcellona è più che aperta anche in questo periodo storico e la grande difficoltà è quella di gestire uno spogliatoio colmo di talenti composto da personalità come Vinicius Junior e Mbappé. L’attuale ciclo rappresenta così un nuovo capitolo di una carriera nella quale Mourinho ha già dimostrato di poter tornare in ambienti conosciuti, affrontandoli però in momenti differenti della propria evoluzione professionale.
Il primo ritorno risale al gennaio 2002, quando Mourinho assunse la guida del Porto. Il legame con il club portoghese era però iniziato diversi anni prima: tra il 1994 e il 1996 aveva lavorato proprio al Porto come assistente di Bobby Robson e Augusto Inácio. Nel 2002 arrivò invece da allenatore principale, dopo le esperienze alla guida del Benfica e dell’União de Leiria. Quella seconda vita al Porto rappresentò il momento della definitiva affermazione internazionale. Mourinho conquistò due campionati portoghesi consecutivi, nel 2003 e nel 2004, oltre alla Coppa di Portogallo e alla Coppa UEFA nel 2003. Nel 2004 arrivò anche la Champions League, vinta a Gelsenkirchen contro il Monaco. La parentesi si concluse nell’estate dello stesso anno, con il passaggio al Chelsea.
Il secondo ritorno riguardò proprio il club londinese. Mourinho aveva lasciato il Chelsea nel settembre 2007, dopo tre stagioni nelle quali aveva conquistato due Premier League, una FA Cup e due League Cup. Nel giugno 2013 tornò a Stamford Bridge dopo sei anni di distanza, inaugurando una seconda esperienza durata fino al dicembre 2015. Anche in questo caso arrivò un titolo nazionale: nella stagione 2014-2015 il Chelsea vinse la Premier League, accompagnata dalla League Cup. Il secondo periodo londinese terminò però con l’esonero nel dicembre 2015, dopo una prima parte di campionato complicata.
Nel settembre 2025 è stato invece il Benfica a richiamare Mourinho, venticinque anni dopo il primo incarico. La prima esperienza era stata breve: Mourinho aveva allenato il club di Lisbona tra settembre e dicembre 2000, disputando undici partite prima di lasciare l’incarico. Il ritorno del 2025 è arrivato dopo le esperienze con Fenerbahçe, Roma, Tottenham e Manchester United, oltre che dopo il primo passaggio al Real Madrid.
Anche il ritorno a Madrid presenta una distanza temporale significativa. Mourinho aveva allenato il Real dal 2010 al 2013, conquistando nella stagione 2011-12 la Liga con il record di 100 punti, oltre alla Coppa del Re nel 2011 e alla Supercoppa di Spagna nel 2012. In Champions League il percorso si fermò invece per tre volte in semifinale, senza la conquista del trofeo europeo.










