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Pengwin-Kean, lo scontro continua: “Minacce e parole gravi, la Fiorentina doveva intervenire”

Da Redazione Ultimenews24.it
17 Aprile 2026
In Attualità
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Pengwin-Kean, lo scontro continua: “Minacce e parole gravi, la Fiorentina doveva intervenire”
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(Adnkronos) – "In relazione a quanto accaduto negli ultimi giorni, sento il dovere di intervenire pubblicamente per chiarire, con fermezza, la mia posizione. Anzitutto, è necessario chiamare i fatti con il loro nome. Quello che è avvenuto non è stato un diverbio, non è stato uno scontro tra due persone che si sono affrontate ad armi pari, non è stato un semplice momento di tensione reciproca". Inizia così una lunga nota del noto tipster Kristian Pengwin, protagonista negli ultimi giorni di un acceso confronto con l'attaccante della Fiorentina Moise Kean.  Pengwin, che aveva ricevuto alcuni messaggi molto duri dal centravanti azzurro sui social dopo averlo criticato per la prestazione in Nazionale contro la Bosnia, ha avuto un confronto di persona con Kean (organizzato da Le Iene) e la situazione è degenerata: "Si è trattato – scrive Pengwin – di una aggressione verbale unilaterale nei miei confronti, nel corso della quale Moise Kean ha pronunciato parole gravi e minacciose, travalicando in modo evidente ogni limite del confronto, anche acceso, che può fisiologicamente accompagnare il mondo del calcio e del commento sportivo. Ed è proprio questo il primo punto che non può essere ridimensionato né confuso: io non ho preso parte a una lite tra pari, ma ho subito un comportamento intimidatorio e verbalmente aggressivo, che avrebbe meritato da subito ben altra consapevolezza e ben altra presa di posizione".  "Tuttavia, per quanto quelle minacce siano state gravi e inaccettabili, c’è un aspetto che, sul piano umano e civile, mi ha colpito ancora più profondamente. Mi riferisco alle espressioni utilizzate da Moise Kean con riferimento alla mia presunta non italianità" aggiunge Pengwin, con riferimento all'attacco verbale di Kean, che lo ha definito "polacco". "Parole di questo tipo – aggiunge – non rappresentano una semplice offesa personale, ma evocano un contenuto ben più pesante, perché colpiscono la dignità della persona e richiamano un criterio di esclusione identitaria che non dovrebbe trovare alcuno spazio né nello sport né nel dibattito pubblico. Si tratta di parole tanto più dolorose in quanto provenienti da chi, per storia personale e per il ruolo pubblico che ricopre, dovrebbe avere particolare sensibilità verso il peso dei pregiudizi, delle etichette e delle discriminazioni. Proprio per questo, da Moise Kean ci si sarebbe aspettati maggiore lucidità, maggiore responsabilità e soprattutto la capacità di comprendere fino in fondo la gravità di certe espressioni". Il tipster tira in ballo anche la Fiorentina: "Non posso poi non evidenziare la posizione della Fiorentina. Dinanzi a parole così gravi e a una aggressione verbale così evidente posta in essere da un proprio tesserato, ci si sarebbe aspettata una presa di distanza chiara, un richiamo serio, una stigmatizzazione inequivoca. Nulla di tutto questo è avvenuto con la forza e la nettezza che la situazione avrebbe imposto. Il fatto che Moise Kean sia successivamente comparso in un’intervista realizzata nei campi di allenamento della Fiorentina, in un ambiente completamente brandizzato e immediatamente riconducibile alla società, senza una contestuale e chiara condanna delle parole pronunciate, ha dato l’impressione che si sia voluto trasformare un episodio gravissimo in un’occasione di visibilità, anziché in un momento di responsabilità. Ed è proprio questo che trovo inaccettabile".   In chiusura, Pengwin ribadisce la gravità di quanto accaduto: "Le parole hanno un peso. Le minacce hanno un peso. Le allusioni discriminatorie hanno un peso ancora maggiore. E quando tutto questo viene tollerato o anche solo non chiaramente condannato, il messaggio che passa è devastante. Nonostante l’amarezza che questa vicenda mi ha lasciato, continuerò a fare il mio lavoro con la stessa libertà, la stessa serietà e la stessa passione di sempre. Non ho alcuna intenzione di alimentare ulteriormente questa storia, né di trasformarla in uno scontro permanente. Ho detto ciò che ritenevo doveroso dire e, per quanto mi riguarda, finisce qui.  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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