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Due persone, entrambe adulte, sono state identificate dalla Polizia locale di Bari nell'ambito delle indagini sull'aggressione brutale subita giovedì sera nel Parco pubblico 'Rossani' nel centro del capoluogo pugliese, a pochi passi dalla Stazione centrale, ex sede di una grande caserma militare, dalla studentessa universitaria Giuditta D'Elia, 26 anni, di Toritto che ha riportato la frattura scomposta del setto nasale non operabile e l'infrazione della parete dell'orbita oculare con una prognosi di 40 giorni a causa dei calci e dei pugni ricevuti vicino ai bagni pubblici dell'area. La ragazza è stata soccorsa e medicata al Policlinico di Bari. Si è aperta quindi l'indagine d'ufficio della Polizia locale che ha inviato una informativa dettagliata all'autorità giudiziaria entro 24 ore dai fatti. La vittima il giorno dopo ha presentato una denuncia ai carabinieri della stazione di Toritto. Inoltre ha spiegato sui social in alcuni video, dove appare con il naso e il viso bendato, la tremenda esperienza. Ha detto di essersi recata nei bagni per usufruire dei servizi quando una ragazzina avrebbe tentato di impedirle l'ingresso e avrebbe cominciato a spruzzarle acqua. Di fronte alla richiesta di smetterla e di spostarsi la 26enne sarebbe stata aggredita in modo violento da quella che ha individuato come la madre della minorenne e che sarebbe la custode dei servizi igienici, supportata in un primo tempo anche da un uomo. E' scattato poi il pestaggio vero e proprio al quale, insieme alla donna adulta, avrebbero preso parte, sempre secondo quanto detto dalla vittima, numerosi altri minorenni. La studentessa è stata accerchiata, afferrata per i capelli, strattonata, gettata a terra e colpita ripetutamente al volto e alla testa con calci e pugni.
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