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Super ricchi e poche tasse, da Bezos a Musk svelati i trucchi dei ‘Paperoni’

Da Redazione Ultimenews24.it
9 Giugno 2021
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Super ricchi e poche tasse, da Bezos a Musk svelati i trucchi dei ‘Paperoni’
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Plurimiliardari come Jeff Bezos, Elon Musk e Warren Buffet, tra le persone più ricche del Pianeta, versano al fisco americano tasse sui redditi che ammontano ad una frazione dei loro enormi patrimoni. A volte, nulla. E’ quanto indicano i file dell’Irs, l’Internal Revenue Service, ottenuti da ProPublica, “la redazione nonprofit che indaga sugli abusi di potere”, come si legge sul sito dove è pubblicata l’inchiesta “The Secret IRS Files”.

In base ai documenti ottenuti, risulta ad esempio che nel 2007, Jeff Bezos, allora un ‘semplice’ multimiliardario e oggi l’uomo più ricco del mondo, non pagò un centesimo in tasse federali sul reddito. La stessa cosa accadde nel 2011. Anche il fondatore della Tesla Elon Musk, il secondo uomo più ricco del mondo, nel 2018 riuscì a non pagare nulla in tasse federali sul reddito. A Michael Bloomberg, il miliardario magnate dei media ed ex sindaco di New York, è riuscita la stessa cosa in anni recenti. Il finanziare miliardario Carl Icahn c’è riuscito due volte, mentre anche George Soros, altro finanziere miliardario noto anche per le sue attività filantropiche, è riuscito nell’impresa per tre anni di fila.

Ottenendo una vasta documentazione relativa alle dichiarazioni dei redditi di migliaia di ricchi e super ricchi americani, ProPublica ha acceso una luce senza precedenti sulle vite finanziarie di alcuni dei giganti dell’economia Usa, come Warren Buffett, Bill Gates, Rupert Murdoch e Mark Zuckerberg. I dati indicano non solo i redditi e le tasse dei super ricchi, ma anche i loro investimenti, gli scambi azionari, fino ai guadagni derivanti dalle vincite al gioco d’azzardo.

Nel suo complesso, afferma ProPublica, l’inchiesta sui ‘file segreti del fisco Usa demolisce il mito del sistema fiscale americano: che chiunque è chiamato a pagare il giusto e i più ricchi pagano di più. I dati dell’Irs indicano invece che i più ricchi possono – in maniera perfettamente legale – pagare al fisco solo una minuscola frazione della loro immensa ricchezza, che continua a crescere anno dopo anno.

Molti americani, riporta ProPublica, vivono del loro stipendio, con capacità minime di risparmio. Questi cittadini sono chiamati a pagare al governo federale una percentuale del loro reddito, che cresce con l’aumentare del reddito stesso. Negli ultimi anni, la famiglia media americana ha guadagnato circa 70mila dollari all’anno, pagando un’aliquota del 14% in tasse federali. L’aliquota più alta, introdotta quest’anno, ammonta al 37% per le coppie, sui redditi al di sopra dei 628mila dollari.

Le dichiarazioni dei redditi ottenute da ProPublica mostrano che i super ricchi sono di fatto riusciti ad aggirare questo sistema. I miliardari Usa hanno a disposizione strategie di elusione fiscale che sono fuori dalla portata delle persone normali. La loro ricchezza deriva dall’aumentare vertiginoso del valore dei loro asset, come pacchetti azionari o proprietà immobiliari. Questi guadagni non vengono contemplati dalle leggi Usa come reddito tassabile, a meno che o fino a quando i beni non vengono venduti.

Prendendo ad esempio i 25 americani più ricchi presenti nella classifica dei super miliardari di Forbes, ProPublica ha rilevato che la loro ricchezza è cresciuta nel complesso di 401 miliardi di dollari, nel periodo che va dal 2014 al 2018. Nell’arco di questi 5 anni, i 25 super miliardari Usa hanno pagato nel complesso 13,6 miliardi di dollari in tasse federali sul reddito. In assoluto, è una somma ragguardevole, ma in percentuale è pari ad un’aliquota di appena il 3,4%.

Il quadro è completamente diverso se si guarda all’aumento di reddito, nello stesso arco di tempo, di un’americano appartenente alla classe media. Parliamo ad esempio di quarantenni che vivono di stipendio e che tra il 2014 e il 2018 hanno visto il reddito del proprio nucleo famigliare crescere di circa 65mila dollari, al netto delle tasse. Un aumento dovuto in gran parte all’aumento del valore delle loro abitazioni di proprietà. Ma poiché la maggior parte dei loro guadagni derivava da lavoro dipendente, questi americani hanno versato al fisco quasi 62mila dollari in più nell’arco di 5 anni. Praticamente, una cifra pari all’aumento della loro ricchezza.

Nessuno più del finanziere Warren Buffet, il ‘nonno’ dei super miliardari Usa, afferma ProPublica, è riuscito ad eludere il fisco americano. Si tratta di una sopresa, vista la posizione pubblica di Buffet a favore di una maggiore tassazione per i super ricchi. Secondo Forbes, il patrimonio di Buffet tra il 2014 e il 2018 è cresciuto di 24,3 miliardi di dollari. Dai dati del fisco risulta che in questi 5 anni abbia pagato 23,7 milioni di dollari in tasse sul reddito. Si tratta di un’aliquota dello 0,1%, pari a meno di 10 centesimi ogni 100 dollari che si sono aggiunti al suo patrimonio.

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