(Adnkronos) – Con la famiglia Berlusconi "abbiamo ottimi rapporti da sempre: i fratelli Berlusconi sono fonte di ispirazione, di idee, c'è un confronto costante". Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi ospite a 'Mattino 5'. "Mi dispiace che qualcuno struentalizzi alcune dichiarazioni, usi la vicenda come se ci fosse una dicotomia", ha aggiunto. "Mi dispiace per la sinistra, per chi vuole seminare zizzania. Noi siamo uniti, siamo parte del centrodestra, siamo alternativi alla sinistra. Berlusconi ha fondato il centrodestra e noi continueremo ad essere parte integrante del centrodestra, protagonisti del centrodestra, sperando di allargare nell'ambito del centrodestra lo schieramento centrista", le parole del ministro. "Credo che una forza politica debba sempre aggiornarsi", ha poi detto rispondendo ad una domanda sull'assestamento interno al partito Forza Italia e sul cambiamento di alcuni vertici dopo il referendum. "Siamo un partito che ha raccolto l'eredità di Silvio Berlusconi, che è sempre ispiratore delle nostre azioni politiche. Continuiamo a lavorare, si stanno svolgendo i congressi, perché un partito deve vivere della partecipazione dei propri iscritti e simpatizzanti, un partito che discute in cui ci si confronta". "Oggi pomeriggio – ha proseguito – parteciperò al congresso di Forza Italia della regione Marche per eleggere il segretario regionale, dopodomani sarò a Vibo Valentia per presiedere il dibattito che c'è in quella regione: verrà eletto un nuovo segretario regionale e credo che avere un partito dove la classe dirigente è eletta sia un fatto molto positivo. Come si elegge il segretario nazionale si eleggono tutti i dirigenti, questo non significa avere polemiche, anzi un dibattito all'interno sulle idee e le cose concrete è vitale". Ad una domanda infine sul suo ruolo, "io faccio il vicepresidente del Consiglio, il ministro degli Esteri, sono stato eletto segretario di Forza Italia e fino al prossimo congresso continuerò a farlo", risponde. "La posizione dell'Europa, che è anche quella dell'Italia, è quella di intervenire per garantire la libertà di navigazione a Hormuz una volta raggiunto il cessate il fuoco, anche con una presenza militare", ha poi spiegato parlando di Iran. "Noi siamo disponibili a utilizzare i nostri dragamine, anche perché c'è un saper fare italiano straordinario, siamo i più bravi, diciamo così, a sminare i mari, però dovrà esserci una missione o sotto la bandiera delle Nazioni Unite o sotto la bandiera dell'Unione Europea o comunque una missione internazionale", ha affermato. "Per adesso – ha proseguito – noi rimaniamo a garantire la libertà di navigazione con la nostra Marina Militare nel Mar Rosso, con la missione euroea Aspides e poi anche nell'Oceano Indiano con la missione Atlanta contro la pirateria". "Vedremo cosa accadrà – ha continuato -. Noi siamo pronti ad andare, ma solo una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile". "Bisogna continuare a lavorare perché l'Iran non costruisca l'arma nucleare", ha aggiunto il ministro, riconoscendo sull'Iran e sullo Stretto di Hormuz "non ci sono passi avanti" anche "perché la controproposta iraniana non è piaciuta agli Stati Uniti". "Ricordiamo che l'Iran è un Paese che ha millenni di storia dietro le spalle – ha affermato – E' un Paese che ha anche delle Forze Armate ben organizzate, anche forti, nonostante i danni subiti dagli attacchi americani e israeliani. Quindi io credo che alla fine debba prevalere la trattativa". "L'Iran – ha ripetuto – non può né avere la bomba atomica né può permettersi di attaccare paesi come il Kuwait, l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti, l'Oman, il Qatar". "Hanno attaccato in maniera immotivata questi Paesi soltanto perché hanno relazioni con gli Usa, con Israele", ha osservato. "Mi auguro la Cina possa continuare a lavorare seriamente per far aprire Hormuz, convinvere l'Iran a essere meno aggressivo", ha poi detto il ministro. La Cina, da cui è appena partito Donald Trump dopo colloqui con Xi Jinping, "ha interesse a che Hormuz sia libero". "Hormuz libero è interesse di tutti – ha detto – e la Cina certamente tutelerà i propri interessi, quindi credo discretamente farà valere sue pressioni". "Io escludo possano esserci ipotesi di guerre tra Stati Uniti e Cina, anche guerre locali. Certamente sono due grandi potenze, gli Stati Uniti sono una grande potenza dell'Occidente, insieme all'Europa, e la Cina è una grande potenza asiatica e c'è competitivà, c'è concorrenza" e ci sono "obiettivi diversi", il commento sulle parole del leader cinese Xi Jinping su Taiwan al termine della visita di Trump a Pechino. "La Cina vuole, con la sua produzione, invadere i mercati occidentali – ha proseguito – E' bene che ci sia un confronto. Anche noi siamo uscuiti dalla Via della Seta perché non è confacente la strategia del governo italiano con la strategia cinese". Ma, ha sottolineato ricordando una sua recente missione, "abbiamo buone relazioni con la Cina" e "le nostre imprese devono continuare a esportare anche lì". Poi il tema Nato. "Gli Stati Uniti – ha ribadito – sono il nostro alleato tradizionale, il più importante alleato. Noi siamo alleati degli Stati Uniti indipendentemente da Trump, Obama, Biden, Bush, Reagan". Gli Stati Uniti sono l'altra faccia dell'Occidente, una è l'Europa e l'altra sono gli Stati Uniti. E' un'alleanza storica e imprescindibile – ha rimarcato – L'Europa, è vero, ha bisogno degli Stati Uniti, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Italia e dell'Europa".
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










