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Usa, banche avvertono Washington: stablecoin potrebbero far sparire 6.600 miliardi di dollari dai conti correnti

Da Redazione Ultimenews24.it
7 Marzo 2026
In Attualità
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Usa, banche avvertono Washington: stablecoin potrebbero far sparire 6.600 miliardi di dollari dai conti correnti
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(Adnkronos) – Per anni i conti correnti negli Stati Uniti hanno pagato interessi quasi nulli, diventando un parcheggio gratuito di liquidità per le banche. Ora però quel modello potrebbe essere messo in discussione dall’arrivo delle stablecoin con rendimento, token digitali ancorati al dollaro che in alcuni casi promettono interessi tra il 4% e l’8% annuo, spesso grazie agli investimenti in titoli del Tesoro americano o a strategie della finanza decentralizzata. Se questi strumenti dovessero diffondersi su larga scala, avvertono le grandi banche, una parte significativa dei depositi oggi custoditi nei conti correnti potrebbe spostarsi verso wallet digitali. Secondo le stime del settore, fino a 6.600 miliardi di dollari potrebbero uscire dal sistema bancario tradizionale, riducendo le risorse che gli istituti utilizzano per concedere prestiti a famiglie e imprese e spostando una parte crescente del risparmio verso operatori fintech e crypto meno regolamentati.  Nonostante l’interesse per le stablecoin sia cresciuto e il loro uso si stia espandendo, restano per ora uno strumento usato soprattutto da chi è già dentro l’ecosistema delle criptovalute. Servono principalmente come moneta digitale stabile per comprare altri token o spostare fondi tra piattaforme. Negli ultimi tempi, però, stanno iniziando a essere viste anche come un modo per conservare dollari digitali e ottenere un rendimento, spesso legato agli interessi generati da titoli del Tesoro statunitensi o da piattaforme di prestito nel mondo crypto. Un altro elemento che ne sta favorendo la diffusione è la loro utilità nei pagamenti internazionali. I trasferimenti in stablecoin possono avvenire quasi istantaneamente e con costi molto più bassi rispetto ai bonifici tradizionali o ai servizi di money transfer. Per alcuni utenti rappresentano quindi una soluzione pratica per inviare denaro all’estero o spostare fondi tra diversi servizi finanziari senza passare dal sistema bancario tradizionale.  Ma questo è il principale problema delle banche tradizionali. Il rischio è quello di creare un sistema bancario parallelo, con meno regole, sostengono i grandi istituti di credito: prodotti che funzionano di fatto come conti deposito, ma che non sono soggetti alle stesse regole e controlli del sistema bancario. Dirigenti della banca americana JPMorgan Chase hanno avvertito che strumenti con caratteristiche simili ai depositi, ma senza le stesse garanzie prudenziali sviluppate nel corso di decenni di regolazione bancaria, potrebbero aumentare i rischi per i risparmiatori e per la stabilità del sistema finanziario. Una delle principali differenze riguarda infatti la protezione dei depositi. Negli Stati Uniti i conti bancari sono coperti dall’assicurazione della Federal Deposit Insurance Corporation fino a 250.000 dollari per cliente, una tutela che non esiste per le stablecoin. Anche se molti di questi token sono sostenuti da riserve in contanti o titoli del Tesoro per mantenere un rapporto uno a uno con il dollaro, episodi passati hanno dimostrato che la stabilità non è sempre garantita. Nel marzo 2023, la stablecoin Usd Coin ha temporaneamente perso il suo rapporto uno a uno con il dollaro dopo il fallimento della banca Silicon Valley Bank. Parte delle riserve che sostenevano la stablecoin era infatti depositata proprio presso quell’istituto. Quando la banca è entrata in crisi, il prezzo del token è sceso fino a circa 0,87 dollari, prima di tornare alla parità nei giorni successivi dopo l’intervento delle autorità statunitensi. Ancora più drammatico è stato il caso del 2022, quando la stablecoin algoritmica TerraUSD ha perso il suo rapporto uno a uno con il dollaro, bruciando circa 40 miliardi di dollari di valore di mercato in pochi giorni e trascinando al collasso anche il token collegato Terra (LUNA), con effetti a catena sull’intero mercato delle criptovalute.  Negli Stati Uniti la questione è ormai diventata anche politica. A Washington è in corso uno scontro tra il settore bancario e l’industria delle criptovalute sulla possibilità di offrire rendimenti sulle stablecoin, una caratteristica che secondo le banche rischia di trasformare questi token in conti deposito digitali. Secondo le stime citate dal settore, una parte consistente dei depositi bancari americani potrebbe essere coinvolta: fino a 6.600 miliardi di dollari potrebbero nel tempo spostarsi verso questi strumenti se dovessero diffondersi su larga scala. Il confronto sulle stablecoin è arrivato al Congresso, dove i legislatori stanno discutendo alcune proposte (tra cui il Clarity Act e il Genius Act) pensate per definire il quadro regolatorio degli asset digitali negli Stati Uniti, stabilendo chi può emettere questi token, quali riserve devono mantenerli e quale autorità deve vigilare sul settore. Il punto più controverso riguarda proprio la possibilità di offrire rendimenti sulle stablecoin: le banche sostengono che permettere interessi su questi strumenti li trasformerebbe di fatto in conti deposito non regolati, mentre le società crypto replicano che si tratta semplicemente di un modo più efficiente per consentire agli utenti di guadagnare sui propri fondi. Donald Trump si è schierato apertamente con l’industria crypto in questo scontro con le banche. In un messaggio pubblicato sui social media ha accusato gli istituti finanziari di ostacolare la legislazione e ha sostenuto che gli americani dovrebbero poter “guadagnare sul proprio denaro”. La sua posizione ha anche sollevato interrogativi sui possibili conflitti di interesse: negli ultimi anni la famiglia Trump ha sviluppato legami con il settore attraverso iniziative legate alla piattaforma crypto World Liberty Financial, che avrebbe generato centinaia di milioni di dollari di ricavi. Nelle ultime settimane la Casa Bianca ha inoltre ospitato diversi incontri tra banche e aziende crypto nel tentativo di trovare un compromesso su una disputa che potrebbe ridisegnare una parte del sistema finanziario americano. (di Angelo Paura) 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tags: adnkronosultimora
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