venerdì, Giugno 26, 2026
Inviaci la tua notizia
No Result
View All Result
Ultimenews24.it
Advertisement
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Finanza
  • Cultura e Società
  • Salute e Benessere
  • Sport
  • Scienza e Innovazione
  • Curiosità
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Finanza
  • Cultura e Società
  • Salute e Benessere
  • Sport
  • Scienza e Innovazione
  • Curiosità
No Result
View All Result
Ultimenews24.it
No Result
View All Result
Home Attualità

Moro, ex Br Persichetti: “Già condannati 11 estranei al sequestro ma prosegue caccia a fantasmi”

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Marzo 2022
In Attualità
0
Moro, ex Br Persichetti: “Già condannati 11 estranei al sequestro ma prosegue caccia a fantasmi”
0
Condivisioni
2
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

(Adnkronos) – “Non contenta di aver condannato 11 persone estranee al sequestro, la giustizia prosegue la sua caccia ai fantasmi di un passato che non passa”. Lo scrive sul suo blog Insorgenze.net Paolo Persichetti, ex Br e oggi ricercatore storico e autore di libri e inchieste sul caso Moro, che recentemente è stato indagato dalla procura di Roma con l’accusa di aver divulgato materiale riservato della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro e l’uccisione del leader Dc. Un’accusa ritenuta insussistente dall’ex terrorista, che ha anzi parlato di attacco alla libertà di ricerca, stigmatizzando il sequestro del suo monumentale archivio su Moro. 

“Pochi sanno che per il sequestro e l’esecuzione di Aldo Moro e dei cinque uomini della scorta sono state condannate 27 persone -scrive Persichetti nel giorno dell’anniversario della strage di via Fani – La martellante propaganda complottista sulla permanenza di ‘misteri’, ‘zone oscure’, ‘verità negate’, ‘patti di omertà’, ha offuscato questo dato. Il sistema giudiziario ha concluso ben 5 inchieste e condotto a sentenza definitiva 4 processi. Oggi sappiamo, grazie alla critica storica, che solo 16 di queste 27 persone erano realmente coinvolte, a vario titolo, nel sequestro. Una fu assolta, perché all’epoca dei giudizi mancarono le conferme della sua partecipazione, ma venne comunque condannata all’ergastolo per altri fatti. Tutte le altre, ben 11 persone, non hanno partecipato né sapevano del sequestro. Due di loro addirittura non hanno mai messo piede a Roma”.  

“Il grosso delle condanne – ricostruisce il ricercatore – giunse nel primo processo Moro che riuniva le inchieste ‘Moro uno e bis’. In Corte d’assise, il 24 gennaio 1983, il presidente Severino Santiapichi tra i 32 ergastoli pronunciati comminò 23 condanne per il coinvolgimento diretto nel rapimento Moro. Sanzioni confermate dalla Cassazione il 14 novembre 1985. Il 12 ottobre 1988 si concluse il secondo maxiprocesso alla colonna romana, denominato ‘Moro ter’, con 153 condanne complessive, per un totale di 26 ergastoli, 1800 anni di reclusione e 20 assoluzioni. Il giudizio riguardava le azioni realizzate dal 1977 al 1982. Fu in questa circostanza che venne inflitta la ventiquattresima condanna per la partecipazione al sequestro, pronunciata contro Alessio Casimirri: sanzione confermata in via definitiva dalla Cassazione nel maggio del 1993. Le ultime tre condanne furono attribuite nel ‘Moro quater’ (dicembre 1994, confermata dalla Cassazione nel 1997), dove vennero affrontate alcune vicende minori stralciate dal ‘Moro ter’ e la partecipazione di Alvaro Loiacono all’azione di via Fani, e nel ‘Moro quinques’, il cui iter si concluse nel 1999 con la condanna di Germano Maccari, che aveva gestito la prigione di Moro, e Raimondo Etro che aveva partecipato alle verifiche iniziali sulle abitudini del leader democristiano”. 

“Tra i 15 condannati che ebbero un ruolo nella vicenda accertato anche storicamente – prosegue Persichetti – c’erano i 4 membri dell’Esecutivo nazionale che aveva gestito politicamente l’intera operazione: Mario Moretti, Franco Bonisoli, Lauro Azzolini e Rocco Micaletto; i primi due presenti in via Fani il 16 marzo. Furono poi condannati i membri dell’intero Esecutivo della colonna romana e la brigata che si occupava di colpire i settori della cosiddetta ‘controrivoluzione’ (apparati dello Stato, obiettivi economici e politico-istituzionali): Prospero Gallinari, Barbara Balzerani, Bruno Seghetti, Valerio Morucci, tutti presenti in via Fani. Gallinari era anche nella base di via Montalcini. Adriana Faranda, che aveva preso parte alla fase organizzativa e il già citato Raimono Etro, che dopo un coinvolgimento iniziale venne estromesso. C’erano poi Raffaele Fiore, membro del Fronte logistico nazionale, sceso da Torino a dar man forte, Alessio Casimirri e Alvaro Loiacono, due irregolari (non clandestini) che parteciparono all’azione con un ruolo di copertura e Anna Laura Braghetti, prestanome dell’appartamento di via Montalcini. Era presente anche Rita Algranati, la ragazza col mazzo di fiori che si allontanò appena avvistato il convoglio di Moro e sfuggì alla condanna per il ruolo defilato avuto nell’azione”. 

“Tra gli 11 che non parteciparono al sequestro, ma furono comunque condannati, c’erano i membri della brigata universitaria: Antonio Savasta, Caterina Piunti, Emilia Libèra, Massimo Cianfanelli e Teodoro Spadaccini. I cinque avevano partecipato alla prima ‘inchiesta perlustrativa’ condotta all’interno dell’università dove Moro insegnava. Appena i dirigenti della colonna si resero conto che non era pensabile agire all’interno dell’ateneo, i membri della brigata furono estromessi dal seguito della vicenda”, aggiunge.  

“La preparazione del sequestro subì ulteriori passaggi prima di prendere forma e divenire esecutiva. In altri processi la partecipazione all‘attività informativa su potenziali obiettivi, quando non era direttamente collegata alla fase esecutiva, veniva ritenuta un’attività che comprovava responsabilità organizzative all’interno del reato associativo, nel processo Moro venne invece ritenuta un forma di complicità morale nel sequestro. Furono condannati anche Enrico Triaca, Gabriella Mariani e Antonio Marini, membri della brigata che si occupava della propaganda e che gestiva la tipografia di via Pio Foà e la base di via Palombini, dove era stata battuta a macchina e stampata la risoluzione strategica del febbraio 1978. Tutti e tre all’oscuro del progetto di sequestro”. 

“Furono condannati anche due membri della brigata logistica della capitale, Francesco Piccioni e Giulio Cacciotti, solo perché nel mese di aprile 1978 avevano preso parte a un’azione dimostrativa contro la caserma Talamo ed erano fuggiti con la Renault 4 rosso amaranto che il 9 maggio venne ritrovata in via Caetani con il cadavere di Moro nel bagagliaio – spiega ancora Persichetti – Gli ultimi due condannati furono Luca Nicolotti e Cristoforo Piancone, membri della colonna torinese mai scesi a Roma ma coinvolti – secondo le sentenze – perché avevano funzioni apicali in strutture nazionali delle Br, come il Fronte delle controrivoluzione”. 

“Tra i 27 condannati, 25 furono ritenuti colpevoli anche del tentato omicidio dell’ingegner Alessandro Marini, il testimone di via Fani che dichiarò di essere stato raggiunto da colpi di arma da fuoco sparati da due motociclisti a bordo di una Honda. Spari che avrebbero distrutto il parabrezza del suo motorino. Marini ha cambiato versione per 12 volte nel corso delle inchieste e dei processi. Studi storici hanno recentemente accertato che ha sempre dichiarato il falso. In un verbale del 1994 – da me ritrovato negli archivi – ammetteva che il parabrezza si era rotto a causa di una caduta del motorino nei giorni precedenti il 16 marzo. La polizia scientifica ha recentemente confermato che non sono mai stati esplosi colpi verso Marini. Queste nuove acquisizioni storiche non hanno tuttavia spinto la giustizia ad avviare le procedure per una correzione della sentenza”, rileva l’ex Br.  

“Al contrario in Procura sono attualmente aperti nuovi filoni d’indagine, ereditati dalle attività della Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Fioroni, per identificare altre persone che avrebbero preso parte al sequestro: i due fantomatici motociclisti, un ipotetico passeggero seduto accanto a Moretti nella Fiat 128 giardinetta che bloccò il convoglio di Moro all’incrocio con via Stresa, eventuali prestanome affittuari di garage o appartamenti situati nella zona dove vennero abbandonate le tre macchine utilizzate dai brigatisti in via Fani. Si cercano ancora 4, forse 5, colpevoli cui attribuire altri ergastoli. Non contenta di aver condannato 11 persone estranee al sequestro, la giustizia prosegue la sua caccia ai fantasmi di un passato che non passa”, conclude Persichetti. 

Post Precedente

Covid oggi Italia, risale curva ricoveri pediatrici: report Fiaso

Post Successivo

Ucraina, Al Bano: “Russia vieta concerti? Orologio indietro di 70 anni, torni il buon senso”

Redazione Ultimenews24.it

Redazione Ultimenews24.it

Ultimenews24.it è un portale di news dove ti tiene informato sulle notizie su attualità, economia, salute, sport e alto ancora.

Ti potrebbero interessare i seguenti Articoli

Hormuz, l’esperto: “Pedaggio mascherato? Decisivo distinguere tra servizi marittimi e tassa su transito”
Attualità

Hormuz, l’esperto: “Pedaggio mascherato? Decisivo distinguere tra servizi marittimi e tassa su transito”

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Giugno 2026
Germania: “Hamas pianificava attentato in Europa”
Attualità

Germania: “Hamas pianificava attentato in Europa”

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Giugno 2026
Mondiali 2026, il programma: calendario, gironi e dove vederli in tv
Attualità

Mondiali 2026, il programma: calendario, gironi e dove vederli in tv

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Giugno 2026
Inflazione, Istat conferma: +0,4% a maggio, +3,2% su anno
Attualità

Inflazione, Istat conferma: +0,4% a maggio, +3,2% su anno

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Giugno 2026
Inchiesta urbanistica, tutti assolti gli imputati di Torre Milano
Attualità

Inchiesta urbanistica, tutti assolti gli imputati di Torre Milano

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Giugno 2026
Napoli, colpito al volto con un pugno: titolare di un locale in pericolo di vita
Attualità

Napoli, colpito al volto con un pugno: titolare di un locale in pericolo di vita

Da Redazione Ultimenews24.it
16 Giugno 2026
Post Successivo
Ucraina, Al Bano: “Russia vieta concerti? Orologio indietro di 70 anni, torni il buon senso”

Ucraina, Al Bano: "Russia vieta concerti? Orologio indietro di 70 anni, torni il buon senso"

Cerca Nel Sito

No Result
View All Result

Pubblicità

Ultimi Articoli

Ridimensionare foto online: come modificare le dimensioni delle immagini senza perdere qualità

Automazione domestica e pulizia adattiva: l’evoluzione della cura dei pavimenti nel Modern Living

Hormuz, l’esperto: “Pedaggio mascherato? Decisivo distinguere tra servizi marittimi e tassa su transito”

Germania: “Hamas pianificava attentato in Europa”

Mondiali 2026, il programma: calendario, gironi e dove vederli in tv

Inchiesta urbanistica, tutti assolti gli imputati di Torre Milano

Pubblicità

E’ un portale di news ai sensi del D.L. 7/5/2001 n. 62

Network

Informazioni

  • Chi Siamo
  • Termini & Condizioni
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

Contatti

Per parlare con la redazione: redazione@gmgmediacompany.it

Per la tua pubblicità: info@gmgmediacompany.it

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Finanza
  • Cultura e Società
  • Salute e Benessere
  • Sport
  • Scienza e Innovazione
  • Curiosità

© 2026 GMG Media Company Di Mossutti Gianluca | Sede legale: Corso Umberto Maddalena 25 - Cap 83030 - Venticano (AV) | P.IVA: 03234710642 | C.F: MSSGLC89D15L483O | REA: AV - 313130 | Domicilio digitale: gmgmediacompany@pec.it