(Adnkronos) – Assalite all’improvviso da alcune cornacchie che con i loro artigli le hanno ferite alla testa. È l’incubo che nessuno vorrebbe mai vivere e che invece una madre e una figlia hanno vissuto lunedì all’ora di pranzo. Siamo nella pineta di Ostia. Sono passate da poco le 13,45. Le due malcapitate stavano passeggiando nell’area verde alle spalle dell’abitato, nella zona di via dei Promontori, ignare di quello che da lì a poco gli sarebbe accaduto. Il loro sguardo è stato catturato da un piccolo esemplare di uccello fermo sullo sterrato. Si trattava di una piccola cornacchia, probabilmente era caduta dal nido, forse era ferita. “Si muoveva – racconta una delle donne – Ma non riusciva a rialzarsi, a spiccare nuovamente il volo”. Così hanno provato a chiamare la Lipu (Lega Italiana protezione Uccelli) per chiedere aiuto e per vedere se riuscivano a portare l’animale nella loro sede e farlo curare. Ma proprio in quel momento dal nulla sono piombate in picchiata su di loro due grandi cornacchie. “Erano aggressive – racconta ancora la figlia – Ci hanno attaccato alla testa con i loro artigli e con il becco causandoci delle ferite”. Le donne hanno urlato e poi sono corse vie nel tentativo di scappare. Ma le cornacchie, probabilmente i genitori del piccolo, hanno continuato a inseguirle. Madre e figlia si sono “salvate” riuscendo a raggiungere la loro macchina e a ripararsi dentro il veicolo. “Gli uccelli attaccano così quando devono difendere nei nidi, i loro cuccioli” ipotizza Carla Rocchi, presidente dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione animali) che poi spiega: “La regola principale, che noi diamo sempre, è di non toccare i cuccioli perché altrimenti i genitori attaccano e poi se sentono un odore diverso sui cuccioli li abbandonano”.
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