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Vaticano, giro di vite sui presunti fenomeni soprannaturali: decide solo il Papa

Da Redazione Ultimenews24.it
17 Maggio 2024
In Attualità
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Vaticano, giro di vite sui presunti fenomeni soprannaturali: decide solo il Papa
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(Adnkronos) –
Giro di vite del Vaticano sui presunti fenomeni soprannaturali. Il Dicastero per la Dottrina della Fede con un documento approvato dal Papa – che entrerà in vigore domenica prossima, 19 maggio, festa di Pentecoste – ha messo nero su bianco le nuove norme spiegando che solo il Papa può autorizzare, "in via del tutto eccezionale, ad intraprendere una procedura di un’eventuale dichiarazione di soprannaturalità degli eventi". Sono tanti gli episodi di presunti fenomeni soprannaturali, amplificati dall'avvento dei social. Per citarne alcuni: quello che risale al 1995 della Madonnina di Civitavecchia che lacrimava, evento a cui non è mai stato dato un riconoscimento ufficiale, per arrivare al caso più attuale delle presunte apparizioni della Madonna a Trevignano Romano: un caso su cui si è pronunciato il vescovo di Civita Castellana, Marco Salvi, parlando di “falsità, spergiuri, testimonianze non concordanti”.  Dal nulla osta al giudizio negativo. Sono sei i diversi voti per discernere i casi contenuti nel documento del Dicastero per la Dottrina della Fede approvato dal Papa sui presunti fenomeni soprannaturali. Di norma, né il vescovo né la Santa Sede si pronunceranno per definire la natura soprannaturale del fenomeno, limitandosi ad autorizzare e promuovere devozione e pellegrinaggi.  Nel dettaglio, saranno possibili pronunciamenti più rapidi nel rispetto della devozione popolare e, di norma, non si impegnerà più l’autorità della Chiesa nel definire ufficialmente la soprannaturalità di un fenomeno che potrebbe richiedere molto tempo per essere approfonditamente studiato. L’altra novità è rappresentata dal coinvolgimento più esplicito del Dicastero per la Dottrina della Fede che dovrà approvare la decisione finale del vescovo e avrà la facoltà di intervenire motu proprio in qualunque momento. Prima l'intervento dell'ex Sant'Uffizio rimaneva dietro le quinte. A motivare ora questo coinvolgimento diretto del Dicastero, c’è anche la difficoltà nel circoscrivere a livello locale fenomeni che in qualche caso raggiungono dimensioni nazionali e persino mondiali, "per cui una decisione relativa ad una diocesi ha delle conseguenze anche altrove". "All’origine del documento – sintetizzano i media vaticani – c’è la lunga esperienza dell’ultimo secolo, con casi in cui il vescovo locale (o i vescovi di una regione) hanno in tempi rapidissimi dichiarato la soprannaturalità, poi il Sant’Uffizio si è espresso diversamente. Oppure casi in cui un vescovo si è espresso in un modo, il suo successore in modo opposto (sullo stesso fenomeno). Ci sono poi i tempi lunghi, necessari per valutare tutti gli elementi per arrivare a una decisione sulla soprannaturalità o la non soprannaturalità dei fenomeni. Tempi che a volte contrastano con l’urgenza di dare risposte pastorali per il bene dei fedeli".Il Dicastero ha iniziato nel 2019 a revisionare le norme e si è arrivati al testo attuale approvato dal Papa lo scorso 4 maggio.  Secondo le nuove norme, la Chiesa potrà discernere: "Se sia possibile scorgere nei fenomeni di presunta origine soprannaturale la presenza dei segni di un’azione divina; se negli eventuali scritti o messaggi di coloro che sono coinvolti nei presunti fenomeni in parola non vi sia nulla che contrasti con la fede e i buoni costumi; se sia lecito apprezzarne i frutti spirituali, o risulti necessario purificarli da elementi problematici o mettere in guardia i fedeli dai pericoli che ne derivano; e sia consigliabile una loro valorizzazione pastorale da parte dell’autorità ecclesiastica competente". Inoltre, "in via ordinaria, non si dovrà prevedere un riconoscimento positivo da parte dell’autorità ecclesiastica circa l’origine divina di presunti fenomeni soprannaturali". Di norma, pertanto "né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero dichiareranno che i fenomeni sono di origine soprannaturale, e solo il Santo Padre può autorizzare una procedura in tal senso". Vengono quindi indicate le procedure da mettere in atto: spetta al vescovo esaminare i casi e sottoporlo al Dicastero per l’approvazione. Al vescovo è chiesto di astenersi dal fare pubbliche dichiarazioni relative all’autenticità o soprannaturalità, e anche di vigilare affinché non vi sia confusione e non si alimenti il sensazionalismo. Nel caso gli elementi raccolti sembrino "sufficienti", il vescovo costituirà una commissione d’indagine annoverando tra i suoi membri almeno un teologo, un canonista e un perito scelto in base alla natura del fenomeno. Tra i criteri positivi, "la credibilità e buona fama delle persone che affermano di essere destinatarie di eventi soprannaturali o di essere direttamente coinvolte in tali fatti, così come dei testimoni ascoltati… l’ortodossia dottrinale del fenomeno e dell’eventuale messaggio ad esso connesso, il carattere imprevedibile del fenomeno da cui appare chiaramente che non sia frutto dell’iniziativa delle persone coinvolte, i frutti di vita cristiana".  Tra i criteri negativi, la "presenza di un errore manifesto circa il fatto, eventuali errori dottrinali, uno spirito settario che genera divisione nel tessuto ecclesiale, una ricerca evidente di lucro, potere, fama, notorietà sociale, interesse personale collegata strettamente al fatto, atti gravemente immorali, alterazioni psichiche o tendenze psicopatiche nel soggetto, che possano aver esercitato un’influenza sul presunto fatto soprannaturale, oppure psicosi, isteria collettiva o altri elementi riconducibili a un orizzonte patologico". Infine "è da considerarsi di particolare gravità morale l’uso di esperienze soprannaturali asserite o di elementi mistici riconosciuti come mezzo o pretesto per esercitare un dominio sulle persone o compiere degli abusi". Qualunque sia la determinazione finale approvata, il vescovo "ha il dovere di continuare a vigilare sul fenomeno e sulle persone coinvolte". Nella sua introduzione, il card. Victor Manuel Fernandez, prefetto dell'ex Sant'Uffizio, spiega che le nuove norme "non vogliono essere necessariamente un controllo né, ancor meno, un tentativo di spegnere lo Spirito". Ma "bisogna riconoscere che in alcuni casi di eventi di presunta origine soprannaturale si rilevano delle criticità molto serie a danno dei fedeli e in questi casi la Chiesa deve agire con tutta la sua sollecitudine pastorale. Mi riferisco, ad esempio, a un uso di simili fenomeni per trarre 'lucro, potere, fama, notorietà sociale, interesse personale', che può arrivare persino alla possibilità di compiere atti gravemente immorali o addirittura 'come mezzo o pretesto per esercitare un dominio sulle persone o compiere degli abusi'. Non si deve ignorare neppure, in occasione di simili eventi – sottolinea Fernandez – la possibilità di errori dottrinali, di indebiti riduzionismi nella proposta del messaggio del Vangelo, la diffusione di uno spirito settario. Da ultimo, esiste pure la possibilità che i fedeli siano trascinati dietro a un evento, attribuito ad un’iniziativa divina, ma che è soltanto frutto della fantasia, del desiderio di novità, della mitomania o della tendenza alla falsificazione di qualcuno".  Fernandez dice che "nel suo discernimento in questo ambito,la Chiesa ha bisogno di procedure chiare. Le Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni che si applicavano fino ad oggi erano state approvate da San Paolo VI nel 1978, più di quarant’anni fa, in forma riservata e furono pubblicate ufficialmente solo 33 anni dopo, nel 2011". Ora si stabilisce una procedura nuova rispetto al passato "ma anche più ricca, con sei possibili conclusioni prudenziali che possano orientare il lavoro pastorale intorno agli eventi di presunta origine soprannaturale. La proposta di queste sei determinazioni finali permette al Dicastero e ai Vescovi di gestire in modo adeguato le problematiche di casi molto diversi tra loro dei quali si ha conoscenza".  "Tra queste possibili conclusioni – prosegue Fernandez – non si include di norma una dichiarazione circa la soprannaturalità del fenomeno oggetto di discernimento, cioè la possibilità di affermare con certezza morale che esso proviene da una decisione di Dio che l’ha voluto in modo diretto. Invece, la concessione di un Nihil obstat indica semplicemente, come già spiegava Papa Benedetto XVI, che riguardo a quel fenomeno i fedeli 'sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione'. Non trattandosi di una dichiarazione sulla soprannaturalità dei fatti, diventa ancora più chiaro, come diceva pure Papa Benedetto XVI, che è solo un aiuto 'del quale non è obbligatorio fare uso'. D’altra parte questo intervento lascia naturalmente aperta la possibilità che, prestando attenzione allo sviluppo della devozione, in futuro possa esserci bisogno di un intervento diverso". Tale dichiarazione di “soprannaturalità” viene, di norma, sostituita o da un Nihil obstat, che autorizza un lavoro pastorale positivo, o da un’altra determinazione adatta alla situazione concreta. Le procedure, previste dalle nuove Norme, con la proposta di sei possibili decisioni prudenziali, permettono di giungere in un tempo più ragionevole a una decisione che aiuti il Vescovo a gestire la situazione relativa a eventi di presunta origine soprannaturale, prima che essi acquistino dimensioni molto problematiche, senza un necessario discernimento ecclesiale". "Tuttavia, rimane ferma la possibilità che il Santo Padre intervenga autorizzando, in via del tutto eccezionale, ad intraprendere una procedura al riguardo di un’eventuale dichiarazione di soprannaturalità degli eventi: si tratta, infatti, di un’eccezione, che di fatto è avvenuta negli ultimi secoli solo in pochissimi casi". Resta "ferma la possibilità di una dichiarazione di 'non soprannaturalità', solo quando emergono segni oggettivi e chiaramente indicativi di una manipolazione presente alla base del fenomeno, ad esempio quando un presunto veggente dichiara di aver mentito, o quando le prove indicano che il sangue di un crocifisso appartiene al presunto veggente". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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